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Assassin's Creed Origins su Xbox One X: i giochi di terze parti possono raggiungere il 4K? - analisi tecnica

Ubisoft lascia che sia il suo gioco a parlare.

Xbox One X ha molto da dimostrare nel periodo precedente al suo lancio previsto per il 7 novembre. Forza Motorsport 7 dimostra quanto bene i motori dei titoli first-party a 1080p scalino bene la risoluzione in Ultra HD, che dire invece dei più problematici titoli third party, di solito renderizzati a 900p su Xbox One base? Assassin's Creed Origins, mostrato alla conferenza stampa di Microsoft all'E3, presenta prove convincenti del fatto che una bella presentazione in 4K non sia impossibile. Abbiamo avuto accesso ad un immacolato file sorgente in 4K di una parte del gameplay, e anche ad un controllo approfondito, Origins regge in modo ammirevole.

Eppure, per una macchina commercializzata per un vero gaming in 4K, c'è una questione su cui il gioco taglia corto, dal momento che Ubisoft sta implementando sia una tecnica di rendering checkerboard sia una risoluzione dinamica per ottenere le sue immagini a 2160p. Allo stesso modo però, queste caratteristiche in sé non riescono a far luce sul quadro completo. In movimento, i bordi sono nitidi come dovrebbero esserlo in 4K nativo, questo accade per la maggior parte del tempo e, anche quando l'immagine è molto ravvicinata, passa per una presentazione nativa. Soltanto quando si guardano da vicino i dettagli delle texture si nota una leggera morbidezza, proprio come accade in altri titoli a 2160p che utilizzano il checkerboard, come Horizon Zero Dawn e Days Gone. L'integrità dell'immagine è ottima, con la sola presenza di alcuni piccoli artefatti attorno agli oggetti che si muovono velocemente, facili per noi da vedere su immagini ingrandite fino al 300%, ma praticamente impossibili da rilevare in gioco su una TV in 4K.

In sostanza perciò, Assassin's Creed Origins potrebbe non essere un gioco in vero 4K nativo, ma la cosa non ha importanza. Infatti, la cosa fondamentale è che il gioco è fantastico su uno schermo 4K e, anche se la risoluzione è dinamica per stabilizzare le prestazioni, non abbiamo notato nessuna evidente compromissione dell'immagine. Abbiamo infatti prelevato alcune immagini per l'analisi del numero di pixel e abbiamo rilevato una risoluzione di 2160p in tutti i casi. L'unica precisazione da fare è che chi sviluppa su Xbox One X può sfruttare un 10% aggiuntivo di risorse della GPU, dal momento che ha accesso a 44 unità di calcolo rispetto alle 40 con cui la console sarà venduta. Non sappiamo se queste unità di calcolo aggiuntive siano utilizzate in gioco o no.

Il nostro primo sguardo ad Assassin's Creed Origins che gira su Xbox One X in 4K. Non è nativo, ma riesce benissimo a simulare una vera presentazione in 4K. In diverse aree sono inoltre presenti dei miglioramenti grafici rispetto ad Assassin's Creed Syndicate.

Naturalmente, anche se la versione Xbox One X è al centro delle nostre analisi, non dobbiamo dimenticarci che questo è il nuovo capitolo di Assassin's Creed, con miglioramenti fatti da zero e su misura per il gioco. A questo proposito, Origins impressiona con i suoi complessi dettagli ambientali e la visuale che si estende in lontananza. Le case, gli alberi e altre strutture sono visibili da lontano, mentre i pop-in causati dalle transizioni tra i diversi livelli di dettaglio appaiono meno aggressive rispetto ai precedenti capitoli della serie. Anche la qualità delle texture è impressionante e alcuni elementi, come i muri in mattoni e i tessuti, sono ricchi di dettagli. Possiamo affermare senza problemi che i 12 GB di memoria di Xbox One X possono tranquillamente ospitare le texture in 4K, finora appannaggio dei PC di fascia alta.

Anche le luci sono state migliorate rispetto al capitolo precedente, facendo sospettare che sia stata utilizzata una nuova tecnica d'illuminazione per aggiungere profondità agli esterni, attraverso un maggior numero di luci ambientali. Anche una singola luminescenza rimbalza sul muro e sul pavimento e questo contribuisce ad infondere atmosfera all'interno degli ambienti ad alto contrasto presenti nel livello da noi osservato. Gli effetti volumetrici, inoltre, intensificano i bagliori solari, che si disperdono nel cielo, mentre leggeri raggi di luce cascano tra le bancarelle del mercato e le case. È un effetto che si adatta bene all'ambientazione egiziana, in cui l'intensa luce del giorno consente al motore di mettere in mostra gli ottimi effetti volumetrici e un consistente dinamismo. Tutto questo promette bene per quanto riguarda il supporto all'HDR, promesso per l'uscita del gioco.

Meno impressionanti sono invece le animazioni e le meccaniche di gameplay mostrate, che non appaiono drasticamente rivisitate come qualcuno sperava. Piuttosto che una completa ristrutturazione, le prime impressioni dipingono Origins più come un rifinimento di un classico Assassin's Creed. Gli edifici possono essere scalati fino ad altezze incredibili, gli animali sono usati per localizzare gli obiettivi e i combattimenti sono ancora incentrati sullo schivare gli attacchi e contrattaccarli. Da questo punto di vista ci sono alcune novità, come la possibilità di riprendere le frecce dai nemici abbattuti, mentre i combattimenti filano più liberamente rispetto al passato, ma questi cambiamenti non appaiono come una riscrittura delle regole a noi familiari e ci chiediamo fino a che punto il cuore del gameplay sia stato migliorato.

La fluidità dei movimenti del protagonista ha in realtà subito alcuni miglioramenti, con animazioni più morbide tra le varie mosse, consentendogli d'interagire con lo scenario in modo più naturale, ad esempio mentre scala e attraversa edifici ed alberi. Comunque, alcune azioni continuano a sembrare rigide e interrompono lo scorrere dei movimenti, se comparate ad esempio a quelle di Horizon Zero Dawn e Uncharted 4. La stessa cosa può essere detta del sistema di combattimento, in cui gli attuali scontri corpo a corpo hanno una maggiore fluidità rispetto al passato della serie.

Anche le prestazioni sembrano buone. Chi ha seguito la conferenza Microsoft avrà notato un costante stuttering nei vari gameplay, compreso quello di Origins, ma a quanto pare si trattava di un problema tecnico del giorno. Abbiamo potuto vedere il codice girare con i nostri occhi e il frame rate appare solido a 30 fps. È una buona notizia, considerando che abbiamo a che fare con una build in alpha e, anche se fosse stata sfruttata la potenza in più del dev kit, si tratterebbe di un buon punto di partenza per ulteriori ottimizzazioni. L'uso della risoluzione dinamica ha anche il potenziale di minimizzare i pesanti cali di frame rate, nelle scene in cui il numero di pixel rappresenta il collo di bottiglia, ma basandoci su quanto osservato e sul tempo di sviluppo ancora a disposizione, Origins non dovrebbe deludere.

Ovviamente, finora abbiamo potuto osservare solo un piccolo frammento del gioco e sarà interessante vedere quanto il gameplay di questa build sia rappresentativo dell'intera esperienza. Per adesso però, quello che è stato mostrato ci ha lasciato una buona impressione, trattandosi di uno sviluppo di terze parti su Xbox One X, specialmente tenendo conto della solida esperienza in Ultra HD offerta, pur non trattandosi di un 4K nativo.

Questa esperienza dimostra inequivocabilmente che i pesanti motori grafici che tradizionalmente sfruttavano risoluzioni attorno ai 900p, possono ancora contare su un significativo miglioramento grafico che simula egregiamente il 4K, oltre a riaffermare che il checkboarding funziona, anche molto bene. La tecnica è maturata da quanto Ubisoft l'ha implementata per la prima volta in Rainbow Six Siege e vedere così presto che l'obiettivo sono i 2160p è ovviamente positivo. Dovremo aspettare per vedere quanto Xbox One X si avvicinerà all'esperienza su PC con tutte le impostazioni al massimo, in termini di effetti e qualità dell'immagine in 4K, ma c'è sicuramente del potenziale affinché l'esperienza si avvicini molto più di quanto si sia visto fino ad ora su console.

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