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Namco Museum - recensione

Tanti classici arcade con qualche aggiunta a un prezzo budget.

Nintendo Switch, la nuova console rivoluzionaria di Nintendo che offre un approccio di gioco ibrido portatile-casalingo, è partita piuttosto bene, e malgrado la penuria di scorte ha venduto già più di 4 milioni di unità in quattro mesi globalmente. La piattaforma però al momento non offre una gran varietà di titoli, specialmente dalle terze parti e così, con la Virtual Console che tarda gravemente ad arrivare, qualsiasi release è vitale per la console, persino una raccolta di vecchi classici già vista e rivista come Namco Museum.

Namco Museum è una collana di giochi del publisher nipponico guidato dal recentemente scomparso Masaya Nakamura. Comparsa per la prima volta sulla prima PlayStation, ha ricevuto nel tempo numerosi sequel che aggiungevano altre collezioni di giochi, e visto il successo, Namco Museum è stato portato successivamente su praticamente tutte le maggiori piattaforme videoludiche. Non poteva mancare dunque una versione per Nintendo Switch.

Namco Museum per Switch offre una selezione di 11 classici del produttore, contenente alcuni dei titoli che hanno fatto la storia del medium e che hanno dato il via in molti casi a nuovi generi videoludici. Prima di addentrarci nello specifico dei singoli giochi presenti nella collana, partiamo col dire che tutti i titoli eccezion fatta per uno (Pac-Man VS.) sono trasposizioni delle versioni arcade e vengono visualizzati su una finestra circondata dagli artwork dei rispettivi cabinati da sala.

Viene offerta la possibilità di modificare la grandezza dello schermo e di invertirne l'aspect ratio. Questo risulterà particolarmente utile negli shooter verticali a scorrimento Galaga e Galaga '88, emulando alla perfezione le proporzioni dello schermo del cabinato originale. Inoltre, è possibile salvare i propri progressi con un sistema di slot di salvataggio, in modo da riprendere il gioco in qualsiasi momento, una soluzione ottima in mobilità.

Dal menu di gioco, accessibile tramite il tasto R dorsale, è possibile modificare, oltre a dimensioni e aspetto dello schermo, anche diversi tipi di sfondi, le impostazioni audio, impostare le linee di scansione, e quelle relative al gameplay. Tutti i titoli (ancora una volta meno Pac-Man VS.) sono affrontabili in modalità classica o in modalità sfida. Quest'ultima offre obiettivi aggiuntivi a chi fosse in cerca di ulteriore competizione, magari perché conosce alla perfezione il gioco in questione. Il tasto dorsale L è invece deputato all'inserimento dei gettoni, e fortunatamente questa volta saranno gratuiti, perché in sala ce ne volevano davvero tanti per pensare solamente di arrivare ai quadri avanzati di questi classici!.

Diversamente dai primi titoli della serie Namco Museum per PlayStation, in questa versione Switch manca completamente la sezione museo, come del resto però è stato per tutte le release dal 1999 in poi. In compenso, abbiamo i già succitati sfondi a tema cabinato, la possibilità di caricare su server i nostri punteggi e confrontarli con le leaderboard online, e un utilizzo superbo in ogni gioco della funzionalità HD-Rumble, una delle caratteristiche uniche di Switch.

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Il menu principale propone la lista di giochi tramite un'accattivante interfaccia grafica. È possibile ritornare alla lista dei titoli tramite un tasto durante il gameplay.

Passando alla lista dei titoli, questa è composta da un mix di generi cult tra anni '80 e inizio dei '90: Pac-Man, Dig Dug, Galaga, Galaga '88, The Tower of Druaga, Rolling Thunder, Rolling Thunder 2, Sky Kid, Splatterhouse, Tank Force e Pac-Man Vs.

Pac-Man è un gioco che non ha certo bisogno di presentazioni, ha ben 37 anni di età, ed è passato per qualsiasi piattaforma console e computer nei suoi quasi quattro decenni di vita, ricevendo anche numerosi sequel e spin-off, e il suo successo non conosce tregua, grazie anche agli ultimi revival Pac-Man 256 e Pac-Man Championship Edition.

In Dig Dug l'obiettivo sarà di scavare fossati per stanare e distruggere i nemici, proseguendo quadro dopo quadro a difficoltà incrementali. Galaga e il suo sequel sono dei capisaldi nel genere degli shump verticali, e se abbiamo avuto in seguito perle come Ikaruga o Aero Fighters è anche grazie a loro. Particolarmente piacevoli sono i due Rolling Thunder, Tank Force e Sky Kid, godibili anche al giorno d'oggi anche senza l'effetto nostalgia. Splatterhouse è un action game a scorrimento laterale sulla falsa riga di Ninja Gaiden e Altered Beast, mentre il titolo che risulta meno interessante è sicuramente The Tower of Druaga, un dungeon crawler davvero primitivo che per via del suo ritmo molto blando e la grafica seriamente datata dà l'impressione di essere più vecchio di quanto sia già, e difficilmente verrà voglia di (ri)giocarlo.

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Pac-Man Vs. è la vera chicca di questa collection, un remaster del gioco Gamecube molto divertente in multiplayer.

Il vero plus-valore del pacchetto è invece Pac-Man Vs., versione rimasterizzata del titolo uscito originariamente su Gamecube. Il gioco è incentrato sul multiplayer competitivo, con un giocatore che comanda il Pac-Man e gli altri i fantasmini, e con il display suddiviso in più schermi a finestre. Sulla piattaforma originale il gioco sfruttava la connettività con il Game Boy Advance, offrendo di fatto configurazioni multi-schermo.

Sullo schermo di Switch (o della TV) questo non è ovviamente possibile, di conseguenza ogni giocatore vedrà inevitabilmente il mini-schermo degli altri. Tuttavia, c'è la possibilità di giocare con due console connesse, e tramite un'app scaricabile gratuitamente da eShop non saranno necessarie due copie del gioco, una possibilità certamente conveniente. Pac-Man Vs. risulta estremamente divertente in compagnia, e può valere già da solo l'acquisto di Namco Museum.

Come tutte le selezioni di grandi classici, la lista lascerà diversi appassionati di retrogame scontenti, ma è abbastanza normale non poter fare felici proprio tutti in questi casi. Ma non ci sentiremmo nemmeno di biasimare chi si lamenta, visto che meritavano di stare in questa collana titoli Namco del calibro di Mappy, Pole Position, Mr. Driller e Xevious (che si poteva inserire al posto di uno dei due Galaga). Forse si poteva fare qualcosa in più nel numero e nella scelta dei titoli, ma è probabile che il publisher voglia ampliare la lista lanciando altri volumi più in seguito, proprio come ha fatto sulle precedenti piattaforme.

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Per chi cercasse una competizione più ardua, ogni gioco propone anche delle sfide particolari, tramite la relativa e omonima modalità.

Tirando le somme, Namco Museum per Switch è sì una riproposizione di vecchi classici sotto forma di una raccolta già comparsa su innumerevoli piattaforme, ma in una console come Switch che al momento è un po' carente di titoli, e visto anche il ritardo della Virtual Console, un titolo come questo ha perfettamente senso, ed al prezzo budget di €29,99 può comunque trovare una buona fetta di utenza interessata.

Se siete cresciuti in sala giochi negli anni '80 e avete saltato le varie analoghe collection per PlayStation, Namco Museum potrà essere un buon acquisto per rompere i tempi morti di questi caldi pomeriggi d'estate, magari in una pausa di riposo tra mare e serate spensierate. Diversamente sarà un titolo perfettamente evitabile, essendo questi classici recuperabili facilmente su molte altre piattaforme, a cifre spesso irrisorie.

7 / 10

Namco Museum - recensione Marco Procida Tanti classici arcade con qualche aggiunta a un prezzo budget. 2017-08-10T17:00:00+02:00 7 10

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