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Hearthstone: Cavalieri del Trono di Ghiaccio - recensione

I Cavalieri della Morte invadono finalmente il mondo di Hearthstone .

Nordania, i Cavalieri della Morte, il Re dei Lich. Luoghi e personaggi di World of Warcraft tra i più riusciti, che gli appassionati chiedevano a gran voce sin dall'avvento della beta di Hearthstone. L'attesa è durata quattro anni e ora ci tocca scoprire se è valsa la pena aspettare così tanto.

Cominciamo guardandoci indietro: la scorsa espansione, Viaggio a Un'goro, ci è piaciuta molto, ha avuto un successo notevole e ha rivoluzionato a dovere il metagame, ma si è trascinata dietro alcuni problemi di bilanciamento ereditati dalle espansioni precedenti, introducendone anche di nuovi.

Lo sbilanciamento di alcune carte era già così evidente al momento del lancio che persino in fase di recensione avevamo segnalato la missione del Ladro, puntualmente nerfata tre mesi dopo... Fare il designer di Hearthstone non deve essere facile, però alle volte viene proprio da chiedersi se Blizzard faccia abbastanza beta test. Gli stessi problemi sono stati riscontrati in passato da altri giochi di carte collezionabili di alto livello, il che potrebbe significare che si tratta un problema innato per questo genere di titoli.

Per contrastare il problema del bilanciamento e per alzare l'asticella della qualità del gioco ,Blizzard sembra aver giocato la carta (oh oh oh) dell'esperienza ingaggiando Mike Elliot, già game designer di Magic: the Gathering sin dai tempi di Cavalcavento.

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Il Re dei Lich è il protagonista indiscusso dell'espansione, una specie di Ysera alternativo, più fragile ma più pericoloso e versatile, con una serie di carte personalizzate molto efficaci.

Alcune novità più importanti, come l'unione tra il formato dell'espansione maggiore e le avventure, o l'introduzione dei Cavalieri della Morte, sono sicuramente dovute alla lunga pianificazione di Blizzard ma dal punto di vista del design qualcosa è sicuramente cambiato e la ragione principale potrebbe essere proprio legata all'infusione di nuovi talenti.

Per esempio, in tutto il set c'è una sola carta senza abilità o effetti speciali (il Pinguino Pinnafredda), non sono state introdotte nuove abilità (la Sottrazione Vitale c'era già, ha semplicemente ottenuto un nuovo nome, un po' com'è successo con Veleno) e le carte palesemente inutili sembrano essere molte meno del solito. Persino i tre odiati Principi (tre leggendarie neutrali davvero pessime) potrebbero avere un senso... anche se non ci scommetterei troppo.

Cavalieri del Trono di Ghiaccio introduce molte idee originali ed effetti inaspettati, a cominciare dai Cavalieri della Morte. I nove "eroi alternativi" sono l'elemento di punta e sicuramente più atteso di tutta l'espansione. Tutti e nove sono molto interessanti e quando ne giochi uno hai sempre l'impressione di dare un giro di vite alla partita, con un effetto iniziale importante e un nuovo Potere Eroe capace di fare sfracelli.

Il più originale è probabilmente quello di Valeera, che permette di copiare l'ultima carta giocata in un turno (con le limitazioni del caso), ma tutti dimostrano una buona fantasia e la volontà di dare una vistosa sterzata ad Hearthstone.

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I primi tre boss dell'Avventura non sono particolarmente impegnativi ma sono una buona occasione per provare nuove strategie.

E a differenza di quanto è successo con Un'Goro, se siamo stati sfortunati al momento di aprire le buste non dovremo stare alla finestra e guardare i nostri amici che si divertono senza di noi: basta completare il prologo dell'avventura (accessibile gratuitamente a tutti, che abbiano o meno acquistato buste dell'espansione) per ricevere in regalo un Cavaliere della Morte casuale e cominciare a spargere il terrore.

L'inclusione delle avventure gratuite è un'altra gradita novità. Invece di pagarne una a caro prezzo ogni otto mesi, se tutto continua così ne dovremmo ricevere una gratis ogni quattro: il gioco è diventato più costoso (le buste sono salite di prezzo e pubblicando tre espansioni da 140 carte all'anno ne dovremo comprare di più per rimanere competitivi), ma almeno c'è qualcosa per chi decide di continuare a giocare senza pagare.

Le avventure hanno lo stesso difetto di sempre, sono degli scontri che assomigliano alla modalità Rissa e che durano lo spazio di uno o due pomeriggi. Questa volta non c'è nemmeno la modalità Eroica (almeno per ora), ma almeno possiamo ottenere delle buste gratis e battendo tra due settimane il boss finale con tutte e nove le classi vinceremo il Principe Arthas, la nuova skin per il Paladino. I regali sono sempre ben accetti, ovviamente, e nulla può battere delle buste gratis e una nuova skin (quantomeno in Hearthstone).

Parlando della parte più interessante dell'espansione, e cioè delle carte in essa contenute, continuiamo a trovare piacevoli e interessanti novità. Se la Sottrazione Vitale non può essere considerata tale, di sicuro lo sono altri concetti introdotti con i Cavalieri del Trono di Ghiaccio, a cominciare dalle magie che si auto-lanciano più di una volta.

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Il Principe Valanar è forse il peggiore dei tre, non tanto per la sua abilità ma per il fatto che le carte da 4 mana sono spesso tra le più importanti in un mazzo.

È il caso di Profanazione e Diffusione della Piaga, due ottimi esempi di design tanto efficaci da risultare quasi sbilanciate. Soprattutto la seconda, che crea una serie di creature con Provocazione pareggiando la quantità di creature dell'avversario, rischia di essere un'aggiunta fin troppo forte a una classe, quella del Druido, che non aveva bisogno di aiuto.

In ogni caso è ancora presto per parlare del bilanciamento. L'unica carta onnipresente è il Re dei Lich, che però non favorisce una strategia particolarmente frustrante, ma è inevitabile che prima o poi emerga un elemento molto più forte e fastidioso degli altri, soprattutto in un set dalle carte così complicate e con interazioni così imprevedibili.

Prima della pubblicazione dei Cavalieri del Trono Ghiacciato in molti erano pronti a scommettere sullo strapotere imminente di Uther la Spada d'Ebano (il Cavaliere della Morte del Paladino, con una curiosa condizione di vittoria aggiuntiva) e del Rubacorpi, ma al momento i grattacapi più seri arrivano dal già menzionato Druido.

Perlomeno è stata introdotta una carta volta a mitigare l'efficacia dei Golem di Giada, anche se il Granchio di Golakka non ha mai fermato i mazzi dei Pirati, come il Granchio Affamato non ha mai fermato i Murloc (va detto che il Geist Predatore ha un approccio più radicale al problema).

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Finendo il prologo dell'Avventura, che non è nemmeno una 'vera' battaglia, riceveremo in regalo un Cavaliere della Morte casuale. E a caval donato...

Sempre nella categoria "carte contro", dopo molte espansioni sembra essere cambiato l'approccio nei confronti dell'ostruzionismo. La filosofia di Hearthstone sin qui è stata improntata principalmente al gioco proattivo e anche in questo caso possiamo riscontrare delle innovazioni interessanti: carte che bloccano completamente il Potere Eroe (Spezzamente), carte che macinano il mazzo dell'avversario (Gnomeferatu), creature che alzano il costo di tutte le magie (Districatore Nerubiano), persino una carta che serve esclusivamente a rifilare una creatura all'avversario (Slealtà), tutti indizi di un design più elaborato.

Sempre parlando del design, sembra anche più omogeneo e un po' meno "verticale" rispetto a quanto visto con Un'Goro: ci sono molti meno tentativi di spingere delle combinazioni forzate, proponendo più carte universali che possano interagire in maniera interessante le une con le altre. L'eccezione principale è data dallo Sciamano, che con sei carte su undici vede l'introduzione di meccaniche legate al congelamento. Blizzard ci consiglia velatamente di giocare con il Freeze Shaman: vedremo se converrà davvero.

E ancora, rispetto alle espansioni precedenti ci sono molte meno carte con effetti casuali. Personalmente non credo che l'RNG sia automaticamente il male, anzi, credo sia un ottimo modo per pareggiare il livello tra i campioni e i principianti, ma c'è tanta gente che lo ritiene una vera ingiustizia e questa evoluzione non potrà che riscuotere consensi.

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Gul'Dan è diventato più potente nei panni del Cavaliere della Morte, ma non è comunque in grado di trasformare un pessimo giocatore in un campione...

Rileggendo questi paragrafi, sembra quasi che Un'Goro sia stato un fallimento. Come scritto sopra, l'espansione precedente ci è piaciuta molto, ha avuto successo e ha portato molte novità, carte interessanti e un tema portante molto divertente. Cavalieri del Trono di Ghiaccio però, vista da qui, sembra ancora meglio: gli eroi alternativi funzionano benissimo, le Avventure gratis sono un'aggiunta positiva, il design delle carte è stimolante. Per i giocatori di Hearthstone è il momento di ritenersi più che soddisfatti e di guardare con ottimismo al futuro.

8 / 10

Hearthstone: Cavalieri del Trono di Ghiaccio - recensione Marco Auletta I Cavalieri della Morte invadono finalmente il mondo di Hearthstone . 2017-08-13T11:42:00+02:00 8 10

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