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Observer - recensione

La mente è il peggior labirinto in cui perdersi.

Quello dei walking simulator, appellativo che purtroppo viene spesso somministrato con accezione negativa, è un genere tutto sommato giovane. Una tipologia di gioco che lascia da parte la necessità di esibirsi in prodezze col pad, e che mette al primo posto la narrativa e il lato emozionale. I ragazzi di Bloober Team, dopo averci deliziato con l'ottimo Layers of Fear, tornano a proporre un'esperienza disturbante e psichedelica intitolata Observer. Il titolo abbandona le atmosfere domestiche del primo lavoro degli sviluppatori e proietta il giocatore in un futuro non troppo lontano, in cui gli innesti cibernetici e le droghe sintetiche rappresentano la quotidianità per la maggior parte delle persone.

Ci troviamo in Polonia, devastata da un recente e grave conflitto che ha decimato la popolazione mondiale e reso inabitabili alcune zone del pianeta a causa delle radiazioni. La guerra ha devastato l'economia e l'unica grande società che riesce a prosperare e a mantenere saldo il controllo sulla popolazione è la Chirion Incorporated. Un po' colosso scientifico e un po' corporazione governativa, questa mega multinazionale è responsabile della maggior parte della tecnologia attualmente in circolazione. La commercializzazione e l'uso smodato di protesi tecnologiche e innesti ha però portato all'avvento di una nuova e terribile malattia, che si sta espandendo a macchia d'olio senza risparmiare nessuno.

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Il concept di Observer sprizza cyberpunk da tutti i pori facendoci un po' sentire i protagonisti di un film di fantascienza anni '80.

Noi vestiamo i panni di Daniel Lazarski, un "Observer" appunto, ovvero un detective dotato di un particolare tipo di impianto cibernetico. L'agente si trova in macchina e sta parlando via radio con la stazione di comando, mentre fuori scroscia una pioggia incessante. All'improvviso la conversazione viene interrotta da un'intrusione esterna: un hacker si è introdotto nel sistema di comunicazione e dice di essere il figlio di Daniel. Lui all'inizio è incredulo, soprattutto a causa del fatto che i rapporti con suo figlio si sono interrotti circa vent'anni prima, ma poi cede alla tentazione di verificare coi propri occhi e si reca all'indirizzo che gli è stato indicato.

Giunto sul posto si trova al cospetto di un palazzo fatiscente, il cui onnipresente marciume è cauterizzato da sprazzi di luce al neon e terminali lampeggianti. Il portinaio che lo accoglie è più macchina che uomo, parte della faccia è coperta da una protesi sintetica e il braccio destro ha le ossa metalliche in bella vista. Le sue indicazioni risultano frammentarie e poco attendibili, ma comunque sufficienti a raggiungere l'appartamento. Quello che si trova all'interno dell'abitazione rappresenta solo l'inizio di un'indagine che spingerà Daniel ad esplorare i più oscuri recessi della propria psiche e anche di quella dei testimoni che avrà modo di incontrare.

La sua condizione di Observer, infatti, gli permette di collegarsi al chip cerebrale delle persone attraverso un cavo assicurato al polso, e di esplorare la loro mente ottenendo importanti informazioni. Violare in questo modo un essere umano è però una pratica pericolosa e invasiva, che promette esperienze scioccanti in grado di mettere a dura prova la stabilità mentale anche dell'osservatore più coriaceo. Coloro che vengono sottoposti al collegamento sono di solito soggetti coinvolti in atti di violenza, magari drogati o sociopatici, e vagare nei meandri del loro cervello può in certi casi rivelarsi più pericoloso che affrontarli faccia a faccia.

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L'agente Lazarski dispone inoltre di tre filtri ottici che lo aiutano ad analizzare al meglio le scene del crimine. La visone ad ultravioletti è utile per individuare indizi organici, come macchie di sangue o specifici tipi di ferite, quella elettromagnetica invece scova facilmente qualunque tipo di apparecchiatura elettronica: dai computer agli innesti cibernetici più piccoli. L'ultima è quella a infrarosso, valida alleata per fare chiarezza durante i momenti più bui. L'uso delle abilità conferite dagli impianti però costringe il protagonista ad assumere con regolarità il Syncrozin, un farmaco sintetico che serve a mantenere il controllo sulle protesi. Per fortuna chiunque abbia un innesto (quindi tutti) ne ha sempre bisogno e quindi è facile recuperare qualche capsula in giro.

Trovare indizi e cercare di raccogliere più testimonianze possibili da parte dei residenti è l'unico modo di proseguire l'indagine, ma agli inquilini non piace la polizia e men che meno gli osservatori. Le sporadiche conversazioni attraverso gli holocom installati in ogni porta dell'edificio e l'esplorazione dei file testuali che si trovano nei computer contribuiscono a definire un'ambientazione decadente, distopica e fortemente radicata agli stilemi del cyberpunk.

Il level design è tutto sommato lineare, con alcune sezioni in cui viene concessa un po' più di libertà, ma sempre con il contagocce. In effetti il titolo presenta come unico elemento di gameplay l'esplorazione degli ambienti e l'interazione con alcuni elementi, ma dimenticatevi scene d'azione o puzzle cervellotici. L'unica alternativa ludica concreta è rappresentata da un vecchio videogame, presente nella maggior parte dei PC che si trovano in giro, che contribuisce ad allentare un po' la tensione delle prolungate sessioni investigative.

Se il gameplay di Observer risulta ridotto ai minimi termini, l'opera si rifà alla grande sia sul versante narrativo che su quello puramente audio-visivo. La storia conduce ben più in la delle già intriganti premesse, sfruttando a pieno le basi gettate dal background narrativo per costruire una trama piena di trovate interessanti. Daniel si troverà a sprofondare nel marciume di una società corrotta e malsana, in cui l'isolamento, sia fisico che psicologico, stanno avendo un forte impatto sulla razza umana.

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La maggior parte delle esperienze che si fanno nella mente delle persone sono terribilmente disturbanti.

Il culmine dell'alienazione dalla realtà si raggiunge una volta che ci si lascia risucchiare dal gorgo oscuro rappresentato dalla mente degli indagati. Esperienze allucinanti e psichedeliche in cui non esiste un giusto e uno sbagliato, un dritto e un rovescio, ma solo una sequenza di visioni stroboscopiche in cui l'iconografia generata dalla psiche del soggetto colpisce duro attraverso scudisciate di roboante follia. Spesso più intensi e pericolosi della realtà, questi "viaggi" lasciano profonde cicatrici e minacciano di intaccare così in profondità la mente di Daniel da rendergli in alcuni casi difficile distinguere la realtà dal delirio sinaptico di qualcun altro.

Seppur in alcuni momenti la tensione arrivi alle stelle e le esperienze da osservatori possano rivelarsi fortemente disturbanti, il titolo non è un horror nel senso puro del termine. Cadaveri deturpati, corridoi che sembrano dilatarsi e contrarsi come il ventre di una gigantesca creatura e tubazioni che avviluppano e si inoltrano in ogni dove contribuiscono a rendere viva e palpitante un'ambientazione fantascientifica venata da momenti al cardiopalma. Ad ogni modo, tranne in alcune piccole sezioni ben definite, non è possibile giungere al game over a causa di morte violenta, anche se la tensione palpabile lo farebbe presagire.

A livello visivo ci troviamo davanti ad un ottimo lavoro, sia per quanto concerne la pura realizzazione tecnica che quella artistica. Le ambientazioni incarnano perfettamente quella fantascienza in stile Blade Runner, capace di coniugare in maniera plausibile il progresso tecnologico ad una società ormai in avanzato stadio di decomposizione. Le esperienze vissute mediante il collegamento neurale sono inoltre una delle migliori prove di episodi allucinatori mai visti in un videogioco, in cui spesso ci si ritrova a domandarsi se la mente altrui non sia davvero il baratro più buio in cui cadere. Il titolo gode di un ottimo doppiaggio in inglese e dei sottotitoli in italiano. Al netto di qualche linea di testo non tradotta, che verrà sicuramente sistemata con una patch post lancio, ci sentiamo di promuovere a pieno il lato tecnico della produzione.

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La visione elettromagnetica è utilissima per individuare elementi tecnologici, da semplici computer fino organi cibernetici.

Observer si propone quindi come un'esperienza prevalentemente narrativa dai contenuti crudi e viscerali che non ci ha assolutamente fatto sentire la mancanza di tutto il resto. Se siete amanti della fantascienza e non vedete l'ora di immergervi un un mondo torbido, marcescente e corrotto l'acquisto è obbligato. Se invece fate parte della schiera di quelli che devono per forza di cose smanettare forsennatamente sul pad o sulla tastiera, vi consigliamo comunque di dargli una possibilità, questa è l'occasione giusta per ricredervi.

8 / 10

Observer - recensione Andrea Forlani La mente è il peggior labirinto in cui perdersi. 2017-08-14T19:00:00+02:00 8 10

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