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South Park: Scontri Di-Retti - prova

Se possibile, ancora più divertente!

Sebbene storicamente lo scetticismo faccia da padrone quando ci si trova di fronte a titoli tratti da opere preesistenti, South Park e il Bastone della Verità è riuscito nel difficile intento di prendere il meglio da entrambi i mondi, convincendo sia il fan della serie animata che il videogiocatore. Per quello che abbiamo potuto vedere nel corso della nostra prova, South Park: Scontri Di-Retti non sarà da meno e pare alzare il livello di immersione superando la semplice trasposizione videoludica di un lunghissimo episodio.

Abbiamo potuto giocare al nuovo titolo di South Park targato Ubisoft per circa tre ore senza alcuna limitazione di sorta nella sua versione PS4, esplorando buona parte della cittadina e confrontandoci con meccaniche di gioco e gag di ogni genere. Abbiamo assaporato l'incipit di quella che sembra una corposa quest principale e numerose missioni secondarie, tanti mini-giochi e un equilibratissimo numero di collezionabili.

Per chi non lo sapesse, e per chi si fosse perso il primo capitolo di questo adattamento, la serie videoludica tratta da South Park ha adottato e fatto sue le meccaniche dei GDR classici, caratterizzati dal combattimento a turni e dall'esplorazione in cerca di loot e segreti, accorpandole all'universo della cittadina in un equilibrio esilarante. Il risultato dell'equazione ha portato questi titoli a diventare non solo ottime trasposizioni della serie animata, ma soprattutto videogiochi di eccellente fattura.

Cinque minuti in compagnia di South Park: Scontri Di-Retti.

Il tutto condito dallo storico humor di cui il prodotto di Trey Parker e Matt Stone si è fatto portatore, un umorismo dissacrante che non teme nessuna sovrastruttura, andando a toccare senza alcuna paura la questione razziale, quella religiosa e quella politica. Inutile negarlo, South Park: Scontri Di-Retti è destinato a un pubblico che non si scandalizza facilmente: basti pensare che alla scelta del livello di difficoltà vedremo cambiare il colore della pelle del nostro personaggio, mentre la voce narrante puntualizzerà come questa non sia la difficoltà del gioco, ma di tutti gli altri aspetti della nostra vita.

"The Coon", l'identità segreta di Erik Cartman, è sopravvissuto a un pericolosissimo viaggio nel tempo per informare i suoi amici di una minaccia imminente legata alla scomparsa di un gatto. Il mondo ha bisogno di eroi, forse non quelli che meritiamo, ma sicuramente quelli di cui abbiamo bisogno. L'avventura del New Kid si svolge tra le strade dominate dalla "Civil War" tra due franchise di supereroi e da battaglie contro quelli delle medie, gli anziani, i preti e tante altre minacce.

Ovviamente il tema dei supereroi si riflette nel gameplay e nel sistema di sviluppo del personaggio. Abbiamo avuto accesso a tre classi iniziali che si potranno evolvere nel corso del playthrough aggiungendo e mescolando poteri di ogni genere: dal Lottatore allo Psichico, dall'Elementalista all'Assassino per arrivare nei livelli più alti ad abilità che superano ogni immaginazione come quelle del Karate Kid. Noi abbiamo scelto il Blaster, capace di manipolare il potere del fuoco attraverso niente meno che i gas intestinali; la sua abilità finale ci ha illustrato come un semplice accendino possa risultare letale nelle mani giuste.

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Le classi iniziali sono Brutalist, Speedster e Blaster. Una volta saliti di livello, avremo accesso ad abilità sempre più potenti, e potremo sceglierne quattro da equipaggiare in qualsiasi momento.

Come preannunciato, il sistema di combattimento riprende quello dei classici GDR, un'eredità lasciata da Obsidian in fase di sviluppo del primo episodio. La novità principale risiede nell'importanza del posizionamento in fase di combattimento, che diventa un perfetto condimento strategico per il già ottimo combat system.

Le nostre skills AOE coinvolgeranno un determinato numero di caselle, quelle che respingono i nemici potranno dare vita a veri e propri flipper tra gli avversari, mentre le schivate diventano parte integrante del gameplay. Appena iniziato, avevamo a disposizione un attacco base a distanza, un attacco ad area e un colpo respingente, oltre ovviamente all'abilità finale. Non mancano oggetti di recupero ed evocazioni, la prima delle quali (Mosè) sbloccata in seguito a un duro confronto con i preti cattolici.

Insomma, un titolo rinnovato ma che continua a fare di semplicità e divertimento le sue pietre focali. Vi basti pensare che per risolvere gli enigmi in fase di esplorazione avremo accesso a poche ma incisive interazioni: un pugno, un peto, e un petardo. Partendo da una base tanto limitata ed intuitiva, il numero di attività ed enigmi che dovremo portare a termine è di tutto rispetto. Non ci siamo mai annoiati e ogni singola location inserita nel titolo, che fosse o meno legata a missioni, meritava un'esplorazione approfondita in funzione di dialoghi unici, segreti, e onnipresenti mini-giochi.

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Gli artefatti sono oggetti che interfacciandosi con il nostro DNA aumentano le sinergie del party e la potenza in battaglia. Il fidget-spinner dà il via ad una lunga serie di ritrovamenti e possibili combinazioni.

Una volta appresa la tristissima backstory del nostro supereroe e lasciato il quartier generale di The Coon, la città di South Park ci ha nuovamente aperto le porte. Abbiamo dovuto raccogliere follower per aumentare la popolarità del nostro franchise attraverso dei selfie. Immediatamente ci siamo trovati di fronte a un eccellente ventaglio di scelta tra alcune missioni presenti nel diario, altre attivate da interazioni con gli NPC, e altre ancora da semplici interazioni con i fondali.

Incontrando celebrità come Mr. Mackey e Padre Maxi abbiamo avuto l'opportunità di completare la scheda del nostro supereroe, mentre un semplice dialogo con Thomas Tucker ha dato il via alla difficile ricerca delle opere d'arte yaoi (Hentai) nascoste nei luoghi più impensabili. Insomma: dopo pochi minuti di gioco ci siamo resi conto di quanto fosse vasta la caratterizzazione di South Park come città nella sua interezza.

Reclutato il nostro party, siamo giunti al primo incontro/scontro con gli Amici della Libertà, i principali antagonisti; vale la pena di notare come questa battaglia abbia decisamente alzato l'asticella per quanto riguarda la componente strategica rispetto ad una fase iniziale assimilabile a un tutorial esteso.

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Ecco uno scontro con Quelli delle Medie. Il sistema di combattimento prevede spostamenti sulle caselle, attacchi, provocazioni e cure. Lo spirito dei GDR a turni è rimasto intatto, ma finalmente potremo schivare violentissimi strizza-capezzoli.

A questo proposito tra lanci di caccole, testate e peti infuocati l'esperienza che si ottiene dagli scontri casuali non è paragonabile a quella garantita dalle quest. E' tuttavia indispensabile addestrarsi per comprendere a fondo il combat system, che sebbene intuitivo richiede una conoscenza dettagliata del campo di gioco, delle tecniche dei nostri eroi e di quelle dei nemici, specialmente nei livelli di difficoltà più elevati.

South Park: Scontri di-retti riesce nella difficile impresa di portare una facile transizione dopo il grande successo che era stato Il Bastone della Verità. Non c'è stato un momento nel quale provassimo nostalgia per l'episodio precedente, e la nuova tematica centrale è stata introdotta in maniera a dir poco geniale.

Il livello di dettaglio nel concept, nella scrittura e nella realizzazione tecnica del titolo mantiene standard elevatissimi, e riceve perfino ulteriori miglioramenti; nella build che abbiamo testato la censura era pressoché assente, e la colonna sonora ha raggiunto uno standard di eccellenza difficilmente ripetibile in futuro. In parole povere, se questa prova di South Park: Scontri Di-Retti fosse durata altre tre ore probabilmente non ce ne saremmo neppure resi conto. Fortunatamente, il 17 ottobre non è poi così lontano.

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