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L'evoluzione della narrazione in Destiny 2 - articolo

Bungie aveva un obiettivo: ritrovare la Luce. E ci è riuscita.

Destiny 2 segna un passo avanti per quanto riguarda la narrazione e la trama, superando i dubbi e le critiche che aleggiavano su Bungie dopo il primo capitolo. Nell'ormai lontano 2014 molti giocatori furono assorbiti dal coinvolgente mondo di Destiny, MMOFPS capace di entusiasmare gli utenti PlayStation e Xbox. Molti però si accorsero che il titolo era afflitto da una grave mancanza, ossia la narrazione, che risultava sottotono, quasi completamente assente in certi frangenti.

Tre anni e due espansioni dopo Bungie non ha commesso nuovamente questo errore, regalandoci una storia avvincente e ben raccontata. Quali sono gli elementi chiave del successo narrativo di Destiny 2? Scopriamolo in questo articolo che, vi avvisiamo in anticipo, può contenere spoiler minori riguardo la trama e gli eventi narrati.

Cinematiche made in Blur

Quando Bungie annunciò che Blur Studio avrebbe curato le cinematiche di Destiny 2, molti appassionati esultarono per la decisione presa dalla compagnia di Seattle. Da Rainbow Six: Siege a Titanfall 2, passando per Halo Wars 2 fino all'atteso Far Cry 5, Blur è l'azienda leader nella realizzazione di sequenze cinematiche, contraddistinte dal realismo e dalla spettacolarità che aggiungono al titolo stesso.

In Destiny 2 il lavoro di Blur è stato a dir poco magistrale, consentendo al giocatore di immergersi nell'atmosfera del titolo. Per fare un esempio, pensiamo alla sequenza d'apertura di Destiny 2, ossia l'arrivo della Legione Rossa di Dominus Ghaul e al conseguente attacco alla Città. L'imponente flotta Cabal appare all'improvviso, sbucando dalle nuvole; la sua potenza sembra inarrestabile e infatti niente e nessuno può fermare le schiere di Ghaul.

L'evoluzione nella narrazione di Destiny 2 è confermata da video come questo.

Lo stesso personaggio di Ghaul, su cui ritorneremo in seguito, viene approfondito grazie a sequenze cinematiche di grande spessore; quando infatti interroga l'Oratore, cercando di carpire i segreti del Viaggiatore e della Luce, il tutto è reso in maniera realistica, senza forzature. Bungie aveva ripetuto più volte che Destiny 2 sarebbe stato ricco di cinematiche ben realizzate, e possiamo dire che la promessa sia stata assolutamente mantenuta.

Un antagonista degno di questo nome

In ogni grande avventura o saga che si rispetti, non può mancare un antagonista di spessore, un personaggio capace di mettere in seria difficoltà gli eroi senza tuttavia risultare piatto o banale. Spesso e volentieri, succede che l'antagonista si appiattisca diventando un semplice "cattivo" ossia uno stereotipo che agisce tramite cliché visti e stravisti: conquistare il mondo oppure distruggerlo, vendetta personale, ecc. In Destiny, in particolare per quanto concerne il gioco base, questo problema era stato superato in maniera abbastanza discutibile: non c'era un vero antagonista.

Ma tornando al già citato primo capitolo del 2014 e alla campagna single player, cercate di ricordarvi le sue missioni della campagna. Iniziamo dalla Terra, poi andiamo sulla Luna, Venere e Marte. In ogni mondo incontriamo le varie razze nemiche, recuperiamo qualche tecnologia importante ma un vero antagonista non compare mai. Certo, sullo sfondo c'è l'Oscurità, questa entità poco chiara che minaccia la Luce e il Viaggiatore, tuttavia non affrontiamo mai una sua diretta incarnazione. La missione finale della campagna si svolge nel Giardino Nero dove uccidiamo tre possenti menti Vex, facendo collassare su sé stessa una sorta di ameba oscura. Una vera delusione, che ha lasciato l'amaro in bocca a molti giocatori.

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La storia del Comandante Zavala segna l'esordio vincente di Blur Studio nel mondo di Destiny.

Bungie ha tentato subito di correre al riparo nei due DLC successivi; nel primo (Oscurità dal Profondo) abbiamo affrontato Crota, antagonista sfuggente ma che almeno giocava un ruolo chiave nell'Incursione "La Fine di Crota", mentre nel Casato dei Lupi ci siamo scontrati con Skolas, sia durante le missioni storia che nelle "Prigioni degli Anziani". Un piccolo passo in avanti quindi, ma non ancora sufficiente.

Il vero salto di qualità l'abbiamo avuto con la prima vera espansione di Destiny, il Re dei Corrotti, dov'è stato introdotto un cattivo piuttosto intrigante: Oryx, il padre di Crota giunto nel nostro sistema per vendicare il figlio ed estinguere la Luce stessa. Oltre all'arrivo di Oryx, il Re dei Corrotti segna la comparsa delle cinematiche che accompagnano la narrazione della storia: basti pensare alla battaglia spaziale tra le forze degli Insonni e dell'Alveare presso Saturno, un momento di grande impatto emotivo oltre che visivo. Molti giocatori scontenti hanno apprezzato questo cambio di passo, incoraggiando Bungie a proseguire lungo tale percorso di miglioramento.

L'ultima espansione di Destiny, ossia i Signori del Ferro, ha seguito le orme del Re dei Corrotti con cinematiche degne di nota (la sequenza dove vediamo il sacrificio di Jolder su tutte) e personaggi caratterizzati abbastanza bene sebbene l'antagonista fosse una tecnologia, la SIVA, piuttosto che un'entità in carne e ossa come nel caso di Oryx.

Destiny 2 ha fatto tesoro dell'esperienza del predecessore, anche e soprattutto per quanto riguarda l'antagonista. Dominus Ghaul, infatti, non è una macchietta, non è il classico "cattivone massiccio" che vuole far vedere che lui è più forte. È ben altro (per fortuna). Ghaul è un personaggio sfaccettato, che da giovane è stato abbandonato ed è cresciuto come un reietto; ora sa quello che fa e agisce con una strategia precisa atta a conseguire uno scopo: essere scelto dal Viaggiatore.

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Dominus Ghaul, un antagonista degno di questo nome, imponente anche dal punto di vista caratteriale.

Il leader della Legione Rossa intende infatti dimostrarsi il migliore: non vuole solo essere l'Imperatore, vuole essere il Cabal più potente della storia di questo popolo di feroci guerrieri. Per fare ciò vuole ottenere il potere della Luce, il potere del Viaggiatore stesso, e diventare più meritevole dell'Umanità.

La storia di Ghaul è una storia di riscatto, di rivincita contro le avversità. Partendo dal basso egli intende arrivare ad essere il più grande di sempre. Le sue motivazioni risultano quindi in qualche modo comprensibili: non appare come un semplice nemico da stroncare e la sua presenza imponente, non solo dal punto di vista fisico, dà spessore all'intero titolo.

Come mai mi trovo qui?

Qualsiasi titolo in "salsa" GdR (o RPG se preferite la dicitura inglese), abbina la crescita del proprio personaggio con la presentazione delle varie location, le quali saranno popolate da nemici via via sempre più forti. Destiny non faceva eccezione, tuttavia mentre si passava da un mondo all'altro si provava una sensazione di sconforto traducibile in: "come mai mi trovo qui?". La mancanza di una narrazione solida causava questo senso di smarrimento nel giocatore che veniva sballottato da una parte all'altra senza un vero e proprio filo conduttore.

In Destiny 2 questo non avviene. La nostra missione è chiara sin dall'inizio: recuperare la Luce e riprenderci la Città, salvando così il Viaggiatore dalle grinfie dei Cabal. Per fare ciò, è necessario radunare i mentori dell'Avanguardia (Zavala, il simpatico Cayde-6 e Ikora Rey) che, dopo l'attacco condotto da Ghaul, si sono rifugiati in vari luoghi del Sistema Solare.

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La suggestiva location Io, luna di Giove, dove incontriamo Ikora Rey.

Senza di loro sarebbe impossibile organizzare un attacco efficace contro il nemico, inoltre questa ricerca ci permette di sondare il carattere dei tre personaggi, osservando come reagiscono al trauma di aver perso la propria casa e la Luce stessa. Finalmente i capi della Torre appaiono come veri leader, figure carismatiche che svolgono un ruolo centrale nella storia del nostro guardiano. Fino al Re dei Corrotti, Zavala & Co. apparivano solo come semplici "NPC" (personaggi non giocabili) da cui andare per ricevere nuove missioni ed equipaggiamenti vari.

Non solo guardiani

A impreziosire ulteriormente la narrazione e la trama di Destiny 2, concorrono dei nuovi alleati umani, gli gli abitanti della Zona Morta Europea. Essi non hanno mai avuto la Luce, sono dei sopravvissuti da sempre, figure che ricordano i personaggi di titoli post-apocalittici come Fallout o Metro. La loro presenza fornisce quindi una nuova prospettiva all'universo stesso di Destiny, un mondo dove non vivono solo scintillanti supereroi dotati di abilità eccezionali ma anche uomini e donne come noi, che hanno dovuto imparare a cavarsela in un ambiente estremante ostile.

Nessuno meglio di Howthorne incarna questa figura del superstite: astuta, carismatica e letale, Howthorne e il suo fedele falco Luis hanno salvato la vita al nostro guardiano, permettendoci di rimetterci in sesto dopo l'attacco della Legione Rossa. Personalmente ho apprezzato molto l'introduzione di questi superstiti che incarnano una realtà che, fino ad ora, era rimasta confinata al Grimorio. Ma proprio il Grimorio è il grande assente di Destiny 2.

Addio Grimorio: una scelta giusta?

Bungie aveva dichiarato già mesi fa che in Destiny 2 non sarebbe stato presente il Grimorio, il tanto amato/odiato sistema di carte che consentiva di approfondire la storia del gioco al dì fuori di esso.Molti appassionati di Destiny non hanno mai apprezzato il sistema del Grimorio, ritenendolo troppo macchinoso dato che, per consultarlo, era necessario o recarsi sul sito Bungie.net oppure utilizzare l'applicazione ufficiale di Destiny.

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Il Grimorio è il grande assente di Destiny 2: niente spettri da raccogliere, nessuna carta da leggere.

Per questo motivo parte dell'utenza non si è dimostrata dispiaciuta quando ha saputo dell'assenza del Grimorio, sperando allo stesso tempo che la "lore" di Destiny 2 fosse presente direttamente in game. Per compensare, Bungie ha adottato due soluzioni: aggiungere alcune informazioni proprio in gioco (per fare un esempio pensate alle sottoclassi dei nostri Guardiani, di cui possiamo leggere la descrizione direttamente dal menu); e aumentare la presenza di oggetti e artefatti scansionabili dal nostro fedele Spettro, il quale, dopo averli analizzati attentamente, ci fornisce qualche interessante informazione riguardo la loro natura. Questo secondo aspetto in particolare, si collega con la maggiore importanza che è stata conferita all'esplorazione delle location. Esse custodiscono vari segreti, non solo succulenti forzieri ma anche spunti narrativi che approfondiscono ulteriormente l'universo di gioco per gli appassionati.

Come giudicare quindi la scelta di cancellare il Grimorio? Non è facile giungere ad un verdetto univoco: alcuni sentiranno la mancanza di un archivio da cui attingere informazioni, altri speravano di poterlo consultare come una sorta di codex alla Mass Effect, altri invece sono entusiasti della scelta di Bungie in quanto stimola ulteriormente l'esplorazione.

Nel complesso, Destiny 2 segna un punto d'arrivo glorioso per la serie di Activision, e le critiche relative alla mancanza di una storia appartengono ormai al passato. Ora Bungie dovrà proseguire su questa strada anche con le espansioni (la prima sarà a tema Osiride, la seconda invece parlerà di Rasputin), ma le premesse per essere ottimisti ci sono davvero tutte.

E voi cosa pensate della narrazione di Destiny 2? Siete rimasti soddisfatti oppure vi aspettavate qualcosa in più?

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