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Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds - recensione

L'inverno è arrivato.

Si era sentita la mancanza di Aloy da quel mese di febbraio che l'ha consacrata come nuova stella del firmamento di PlayStation 4, e dopo l'annuncio del primo e unico DLC, l'attesa di Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds si era fatta snervante. Il momento è finalmente giunto e siamo finalmente pronti a farci largo tra le tormente di neve, alla ricerca della verità.

Frozen Wilds si posiziona idealmente nella seconda metà delle avventure di Aloy. La cacciatrice viene a conoscenza di alcune voci che circolano sui gelidi territori settentrionali: sono state avvistate nuove tipologie di macchine, ben più feroci delle bestie corrotte che infestano il mondo. Incuriosita dalla situazione, decide di recarsi in quelle inospitali terre, dove il ghiaccio comanda e la neve cade incessante.

Ad attenderla troverà una nuova tribù, i Banuk, una popolazione lontana dal resto dell'umanità quanto i luoghi in cui vive. La loro cultura è incentrata sulla darwiniana legge del più forte, e li spinge a vivere secondo leggi brutali riassunte dal motto "vivere e vincere". Non c'è spazio per la debolezza, la comprensione o l'empatia: ciò che conta è la sola sopravvivenza.

Sopravvivenza minacciata dalle nuove tipologie delle macchine presenti e da quella che sembra a conti fatti una nuova "corruzione". Sappiate infatti che vi scontrerete con ammassi di ferraglia ben più aggressivi rispetto a quanto visto nella "campagna principale". E le virgolette non sono state inserite a caso: Frozen Wilds infatti s'intreccia alla perfezione col filone narrativo principale, collegandosi ad esso in maniera estremamente naturale nonostante la nuova serie di missioni, permettendoci di scoprire nuovi dettagli su personaggi secondari molto importanti.

Se da un lato il livello di sfida generale subisce un incremento, il numero di nuove macchine introdotte è insoddisfacente, visto che a conti fatti sono solo due. Per primo abbiamo il Mastino, aggressivo robot quadrupede che sfrutta da vicino attacchi potenziati da temibili fiamme, e da lontano un lanciamine che riuscirebbe a mettere in difficoltà il miglior cacciatore. Per secondo abbiamo il Gelartiglio, la rappresentazione tecnologica di un gigantesco orso grizzly, basato su attacchi di tipo gelo.

È devastante con la sua mole in situazioni di corpo a corpo e temibile dalla distanza, dato che riesce a coprire decine di metri in pochi secondi. Siamo rimasti leggermente delusi da quest'ultima macchina, non per la realizzazione in sé ma per la scelta di "riutilizzarla" per creare un terzo nemico (con l'unica differenza dell'elemento base, in questo caso la lava). L'ultima minaccia inserita è una torre che ripara le macchine e che annulla con un campo di forza l'armatura di Aloy. Ci saremmo dunque aspettati qualcosa di più sotto questo profilo, tuttavia è un difettio su cui si riesce a soprassedere data la naturalezza con cui questa espansione riesce a unirsi alla campagna principale.

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Gli sciamani Banuk salutano i loro guerrieri.

La sensazione in questo DLC è infatti quella di trovarci in uno dei vari capitoli delle avventure di Aloy, racchiuso quasi interamente nella nuova zona della mappa che riesce a restituire scorci di rara bellezza. Se in Zero Dawn le parti sulle montagne innevate erano solo un tassello dell'enorme mosaico delle ambientazioni, questa volta la neve la farà da padrona. I paesaggi sono magnetici, i fiocchi bianchi che cadono senza sosta restituiscono inquadrature di rara bellezza ed è eccitante affrontare creature mastodontiche sopra il ghiaccio di un lago congelato.

Cotanta bellezza entra in conflitto col mistero che alberga nella zona, e tra un'indagine e l'altra ci troveremo a dover aggirare le antiche leggi dei Banuk. Parliamo di un popolo che come gli altri venera divinità tecnologiche e vive la lotta contro le macchine come una missione sacra. Ecco quindi arrivare, oltre al già citato mistero, nuove missioni che mantengono alto il livello qualitativo del gioco base.

Sotto questo aspetto, dopo l'uscita di Zero Dawn, in tanti hanno paragonato Aloy e Geralt di Rivia. Se da un punto di vista qualitativo il confronto vede i due "cacciatori" alla pari, sul fronte quantitativo vince a mani basse lo Strigo. Tutto l'arco narrativo principale di The Frozen Wilds, comprensivo di missioni secondarie e commissioni, vi impegneranno infatti giusto una decina di ore.

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Anche in una landa desolata e ghiacciata troviamo scorci degni di una cartolina

Parliamo quindi di un'esperienza quindi breve ma intensa, condita non solo da missioni ma anche da nuovi equipaggiamenti e armi prese di peso dalla cultura Banuk, nuovi collezionabili (tra cui il Blubagliore, un particolare cristallo scambiabile presso i mercanti della zona e un ramo di abilità inedito chiamato "Viaggiatrice", utile alla raccolta di risorse e per riparare macchine sotto il nostro controllo.

In particolare questo ramo ci ha dato la sensazione di voler migliorare l'esperienza generale di gioco, soprattutto il rapporto con le macchine governate tramite l'Override. Se prima si trattava semplicemente di assoggettare i nemici al nostro controllo, adesso è possibile ripararli, attaccare mentre si cavalca ed evitare di scendere dal proprio ferreo destriero per la raccolta di risorse.

Risorse che adesso possono essere anche gestite diversamente, ad esempio smantellandole per ottenere frammenti di metallo. Ecco perché a nostro avviso Frozen Wilds non aggiunge solo elementi per il giocatore che abbia già completato la campagna principale, ma cerca di migliorare l'esperienza generale anche per chi non abbia concluso il viaggio di Aloy.

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Daremo battaglia anche in mezzo alle nevicate più violente

Se sul fronte armi e armature abbiamo semplicemente nuovi oggetti utili a personalizzare la protagonista, a conquistare la ribalta è sicuramente la nuova arma, lo Sparatuono. Si tratta di una sorta di primitivo fucile capace di sparare colpi elementali, disponibile anche nella variante con attacchi di tipo gelo. I nuovi strumenti di offesa sono poi potenziabili tramiti apposite missioni secondarie e riescono ad aggiungere con semplicità un nuovo approccio agli scontri, per sfruttare strategicamente i punti deboli delle macchine.

In definitiva il nostro giudizio è positivo, se avete amato Horizon: Zero Dawn e vi mancano le scorribande con Aloy, questo DLC fa indubbiamente al caso vostro, e se per qualche ragione non avete ancora acquistato il gioco potreste aspettare dicembre e portare a casa la versione completa dell'espansione.

A nostro avviso The Frozen Wilds resta indubbiamente un contenuto di alto livello, seppur breve. Ma squadra che vince non si cambia e se il gameplay e il comparto tecnico restano ancora di alto livello, a colpire particolarmente è la nuova ambientazione, le nuove tipologie di macchine e l'amore dell'avventura, anche in un terra ricoperta dai ghiacci.

8 / 10

Horizon Zero Dawn: The Frozen Wilds - recensione Gabriele Carollo L'inverno è arrivato. 2017-11-06T17:00:00+01:00 8 10

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