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Ben 10 - recensione

Il tempo passa per tutti, anche per i cartoni animati.

Il tempo passa per tutti, anche per i cartoni animati. Sono trascorsi oltre dieci anni dalla nascita di Ben 10, cartoon che raccontava le avventure di Benjamin Tennyson e del marchingegno alieno capace di trasformalo in dieci creature aliene differenti. Si sono susseguite diverse serie e Ben nel tempo era cresciuto, annoverandosi tra le serie di punta di Cartoon Network.

Ma il tempo è un rullo compressore implacabile, che non guarda in faccia niente e nessuno. Ben 10 era un prodotto specifico per utenti di giovanissima età, e la scelta arrivata per la quinta stagione segue precise logiche di mercato: un reboot del cartone per riportare il brand ai fasti del passato accalappiando nuovi giovanissimi fan.

Quella che dovrebbe essere catalogata come la "quinta" stagione della serie di Cartoon Network è a conti fatti un nuovo inizio, simboleggiato da un restyling grafico dei vari personaggi, a partire dal protagonista. Questo nuovo filone coinvolge come un campo magnetico tutto il merchandising dell'universo di Ben 10: giocattoli, oggettistica varia e videogiochi. Arriviamo quindi al punto di nostro interesse, il nuovo videogame di Ben 10, ed è ora di scoprire se c'è stata cura nel calare il giocatore in una battaglia a suon di pugni alieni.

Dallo spazio profondo arriva proprio l'Omnitrix, un particolare orologio che il piccolo Benjamin Tennyson ritrova mentre si sta godendo un sereno campeggio col nonno Max e la cugina Gwen. La trama partirà subito dopo il ritrovamento della tecnologia aliena, con il piccolo Ben che cerca di controllare le sue trasformazioni, dando inavvertitamente fuoco alla tenda da campeggio del nonno. Ritornati in città scoprono che un malvagio clown sta risucchiando la felicità delle persone attraverso misteriosi macchinari. L'unico in grado di resistere a tali malefiche invenzioni è unicamente Ben, pronto ad intervenire.

Da questo momento inizieranno le nostre avventure, attraverso sei livelli che ci metteranno contro alcuni cattivoni intenzionati a conquistare il mondo. È qui che ci scontriamo da subito con il primo, deludente, punto debole del gioco: la longevità. Per completare le sei missioni ed abbattere i tre villain dal raggiungimento dei loro malvagi scopi è necessaria poco più di un'ora, in pratica il tempo di guardare un film (e non uno di quelli belli).

Le missioni si presentano tra loro completamente slegate, sconfitto un boss si ritornerà infatti al campeggio, che come un piccolo hub darà la possibilità di dare inizio alla nuova avventura di Ben. La sensazione è quella di trovarsi davanti agli episodi della serie principale, soluzione che poteva essere anche ben gestita ma l'assenza di una vera longevità distrugge sul nascere tutto.

Dividendo idealmente i livelli in tre coppie vi troverete l'incipit con l'apparizione del boss, una serie di battaglie contro i diversi sgherri del nemico di turno e lo scontro finale. Questi momenti sono l'unica variante all'azione di gioco, in cui dovrete sempre combattere, ma almeno dovrete prestare un minimo di attenzione ai pattern d'attacco del boss di turno.

Ben 10 si presenta infatti come un picchiaduro a scorrimento, niente di diverso dunque da quanto visto in serie come Teenage Mutant Ninja Turtles, e sulla carta le possibilità di far bene c'erano. Partiamo dalla capacità di Ben di trasformarsi in dieci alieni differenti: gli sviluppatori hanno diversificato gli attacchi e le mosse speciali, ma è stato mantenuto un sistema di comandi molto semplice. Un solo bottone per colpire, un doppio salto, un'abilità aliena che consuma una barra ricaricabile, uno scatto, il contrattacco e una mossa speciale. Se da un lato il sistema di comandi risulta semplice, dato il target di riferimento, tale semplicità non evita difetti grossolani.

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XLR8 è il velocista del roster a disposizione di Ben.

Il contrattacco scimmiotta alla lontana il free flow system, avvertendoci con un segnale di due colori diversi il momento giusto per parare i colpi nemici (passando dal rosso al giallo). Tale sistema è particolarmente impreciso, mal calcolato e casuale: in molte occasioni il simbolo, posizionato sopra la testa dell'attaccante, non cambierà colore lasciando come unica via per restare illesi la fuga.

Alcune trasformazioni in particolare risultano meno efficaci di altre: ad esempio personaggi specializzati nello sparare come Inferno non hanno nessun tipo di precisione, ma si limiteranno a lanciare i proiettili in linea retta, dato che non sussiste nessun tipo di lock sui nemici.

In generale tutto si svolge lungo un corridoio con poche varietà di nemici, per poi affrontare un boss ed esser brutalmente rispediti al vostro campeggio pronti a ricominciare, senza nessun tipo di fil rouge a legare il tutto. A condire una narrativa piatta troviamo un gameplay che cerca alla lontana di dare un po' di brio, ma che risulta raffazzonato e mal calibrato.

L'imprecisione generale è data purtroppo da un comparto tecnico lacunoso sotto tutti gli aspetti, al punto tale da non influenzare solo la resa grafica ma il gameplay stesso. Il frame rate non è mai stabile e la sensazione è di giocare in "slow motion", soprattutto in tutte quelle situazioni con un cospicuo numero di nemici su schermo.

L'arte e la bellezza della fotografia videoludica Fotografare con gioia. L'arte e la bellezza della fotografia videoludica
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Durante le mosse finali l'ambientazione sparisce, gli unici momenti in cui il frame rate non rallenta.

Nella versione su Switch da noi testata i problemi peggioravano quando la console non era inserita nella sua docking station: in versione portatile Ben 10 arranca vistosamente e riesce nel compito di annullare il punto di forza della console ibrida di Nintendo.

Non che su TV la situazione migliori: i rallentamenti infatti provocano un costante input lag nei comandi, costringendo al button mashing continuo che distrugge anche quel minimo gameplay previsto all'origine. A condire un'esperienza di gioco scialba, fallata e quanto mai breve, hanno contribuito altri errori tra i quali un crash improvviso che ci ha costretti a ricominciare da capo la missione e una trasformazione in particolare, Diamante, che in una precisa missione non era soggetto alla forza di gravità.

Finita la breve avventura avrete poche altre cose da fare: tutti gli alieni sono potenziabili attraverso globi di energia, ritrovabili in gran quantità da oggetti e nemici, ma le trasformazioni ottengono solo dei bonus passivi e nessun tipo di nuovo attacco. Nascosti tra i livelli, infine, vi sono tre carte nascoste: il loro ritrovamento non sblocca nessun tipo di bonus ma soltanto altri globi da spendere per potenziare il proprio roster.

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Non manca un leggero umorismo che potrà piacere ai più piccini. Per gli altri l'invito è 'don't try this at home'.

L'ultima trasposizione videoludica di Ben 10 è allora un buco nero che distrugge le buone idee del brand: la campagna poteva andar bene nella sua soluzione leggera ma non risulta accattivante in alcun modo e dura meno di una cena tra amici. Il gameplay poteva dare piccole soddisfazioni, limitando la ripetitività del genere grazie alle trasformazioni a disposizione, ma non è stato sfruttato a dovere. Il comparto tecnico trancia invece qualsiasi proposito di buona riuscita, danneggiando perfino il punto di forza di una console come Switch. Sarà per la prossima occasione, Ben!

3 / 10

Ben 10 - recensione Gabriele Carollo Il tempo passa per tutti, anche per i cartoni animati. 2017-11-21T10:30:00+01:00 3 10

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