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Rocket League su Switch è fantastico da giocare in modalità portatile - analisi tecnica

Ma l'esperienza docked è sotto gli standard delle versioni PS4 e Xbox One.

Sulla carta, il porting di Rocket League non dovrebbe risultare troppo impegnativo per l'hardware di Switch, ma si può dire che lo sviluppatore Panic Button abbia dovuto affrontare diverse sfide per portare il titolo sulla console ibrida di Nintendo. Nonostante non rappresenti esattamente lo stato dell'arte, si tratta di un gioco realizzato principalmente per le console current-gen di Sony e Microsoft, il che innalza automaticamente l'asticella dei requisiti hardware. In secondo luogo è programmato con l'Unreal Engine 3, un motore di gioco che Epic stessa non supporta su Switch. Infine (forse il fattore più importante), il gioco è pensato per fornire un gameplay fluido a 60fps. I compromessi qui non sono solo un'opzione: non sarebbe più Rocket League senza una reattività di prim'ordine.

La buona notizia qui è che il porting è affidato a mani sapienti. Panic Button ha infatti curato anche la versione Xbox One del titolo, ed il team ha anche firmato il porting per Switch di Doom 2016 (e sta lavorando a quello di Wolfenstein 2), quindi ha le conoscenze tecniche sufficienti per spingere l'hardware di Switch al suo limite. La domanda qui è non tanto se il porting di Rocket League sia possibile o meno, quanto piuttosto quali siano gli stratagemmi e i downgrade operati per far girare il titolo su un hardware disegnato principalmente per gestire applicazioni mobile.

Per come stanno le cose, il prodotto finale marca una linea sottile, e vede Panic Button fare retromarcia sulle priorità che aveva impostato per il suo porting di Doom. Il team punta ai 60 frame per secondo prima di tutto. Il gameplay di Rocket League è traslato sulla piattaforma molto bene in fin dei conti, e la fluidità subisce dei cali solamente durante grosse esplosioni o quando si gioca in modalità split-screen. L'azione single-player e l'online offrono un'esperienza quasi identica a quelle delle versioni PS4 e Xbox One, ma ciò è stato possibile ad un costo: la risoluzione e la fedeltà grafica.

In confronto alla versione PlayStation 4 del gioco, il più grosso compromesso di Rocket League su Switch è il doversi affidare a uno scaler dinamico che tocca un massimo di 1280x720 pixel a prescindere che giochiate su TV o in mobilità. Abbiamo però notato un minimo di 1024x576 in situazioni pesanti durante il gioco a schermo diviso, una risoluzione indubbiamente più simile a quella delle console last-gen. Il numero di pixel su schermo varia in base al tipo di partita, con i match 4 vs 4 che forniscono un'azione più dinamica e quindi subiscono un colpo più duro alla qualità dell'immagine. Gli scontri 1 vs 1 forniscono invece una risoluzione complessivamente più alta. L'impressione generale non è eccezionale su display di grandi dimensioni, situazione ulteriormente peggiorata da un filtraggio delle texture sottotono, davvero un peccato considerando quanto dominanti siano sul campo di gioco le texture del terreno. L'anti-aliasing almeno è attivo ma combinato con la risoluzione variabile appare chiaro come Rocket League per Switch non fornisca una qualità dell'immagine all'altezza di un grande schermo da salotto.

È un gioco che presenta due facce; Rocket League è una versione portatile lodevole, ma l'esperienza docked è al di sotto degli standard di PS4 e Xbox One.

Almeno in modalità portatile abbiamo lo stesso profilo di performance, quindi la maggior parte del gameplay gira fluidamente a 60fps bloccati. Ma i due più grandi compromessi dell'esperienza docked sono ulteriormente amplificati quando si gioca in modalità portatile. La risoluzione dinamica imposta limiti inferiori ancora più in basso, quindi anche se in teoria sarebbe possibile ottenere i 720p, è più probabile che giochiate a risoluzioni notevolmente inferiori di quella nativa. Le misurazioni in modalità split-screen ci hanno restituito cali fino a 720x432 (e potrebbero anche essere inferiori senza poter contare su una registrazione video). In aggiunta, il filtraggio delle texture è ulteriormente depotenziato. L'anti-aliasing scompare del tutto, così come le ombre, che sono notoriamente avide di risorse.

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Il gioco sembra veramente arido e desolato con le ombre totalmente rimosse ma sottolineiamo sempre che, come per Doom e molti altri titoli per Switch, il piccolo schermo della console aiuta a mascherare i più grossi downgrade. Il titolo si gioca esattamente come in modalità docked e come sulle altre console, e questo è davvero il fattore chiave: il vantaggio di potersi divertire dove si vuole è maggiore dello svantaggio causato dal downgrade grafico. Ragionando con le nostre tasche, Nintendo Switch è così allettante perché porta un gran numero di giochi multipiattaforma nell'universo mobile, mentre l'esperienza docked è il bonus extra, nonostante sia stata pubblicizzata come esperienza primaria quando la console è stata lanciata.

'Spicca in modalità portatile': è uno scenario che abbiamo visto ormai ripetersi su un gran numero di titoli per Switch quest'anno, più recentemente con Resident Evil Revelations e con la conversione di Doom da parte degli stessi Panic Button. E forse è proprio la modalità portatile quella per cui Switch risulta conveniente: sia PS4 che Xbox One si possono comprare a una cifra nettamente inferiore rispetto alla console di Nintendo, e collegate a uno schermo TV da salotto offrono un'esperienza nettamente migliore. Ma ciò che manca a queste macchine sono i titoli Nintendo, oltre all'impossibilità di giocare titoli eccellenti come Rocket League dovunque si voglia. Appare evidente quindi che questo porting non rappresenti la migliore esperienza di Rocket League disponibile, ma la libertà garantita dal design della console ibrida di Nintendo è veramente difficile da ignorare.

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