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Sea of Thieves - prova

Fare il pirata non è mai stato così divertente.

Nonostante gli anni passati dalla sua prima presentazione, una domanda viene spontanea porsi quando si parla di Sea of Thieves: di che gioco si tratta? Certo, ne conosciamo il tema principale, quello piratesco, ma che cosa potremo effettivamente fare all'interno del titolo? Partire alla ricerca di un'avventura? Scovare tesori nascosti? Affondare le navi di altri pirati? La risposta è semplice, tutto questo e molto di più.

L'impostazione generale è quella di un MMO, con un'immensa mappa esplorabile, in cui dovremo compiere le nostre imprese e in cui potremo incontrare altri giocatori. Appena avviata la Beta, la prima decisione da prendere riguarda il come iniziare la nostra avventura, se in singolo, in due giocatori con una nave di modeste dimensioni o in quattro giocatori su un'imbarcazione considerevolmente più grande. Naturalmente la scelta consigliata sarebbe di giocare in gruppo, non soltanto per sfruttare il vascello più grosso, ma anche per godere al meglio dell'esperienza di gioco, i giocatori più esperti però potranno comunque cimentarsi in una sfida maggiore salpando da soli.

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L'avamposto in cui inizieremo la nostra avventura.

Una volta selezionata la modalità con cui iniziare, noi ed eventualmente i nostri compagni ci siamo trovati su un'isola che avrà la funzione di avamposto, per lo meno uno dei diversi disponibili sparsi tra le isole. Qui troveremo diversi NPC con cui potremo interagire, tra cui uno che ci vendeva dei costumi, un altro equipaggiamenti e uno si occupava di distribuire le imprese. Esplorando le diverse case era possibile ipotizzare anche la presenza di un armaiolo e di un esperto di pozioni, purtroppo non presenti all'interno della Beta.

Dal vendor dei costumi era possibile acquistare diversi indumenti in cambio di monete d'oro, dai vestiti completi agli accessori, come cappelli, capi più semplici o più elaborati, tutti con funzione puramente estetica e con lo scopo semplicemente di personalizzare il nostro pirata. Da quello degli equipaggiamenti, invece, potevamo trovare versioni potenziate o alternative degli utensili, come la pala e il secchio che già possedevamo all'interno del nostro inventario in una versione più semplice.

Interagendo con il vendore delle imprese, invece, è stato possibile accedere all'unica tipologia di attività presente all'interno della beta, ossia la caccia al tesoro. Questo particolare NPC, infatti, metteva a disposizione fino a tre incarichi, alcuni gratuiti, quelli più semplici, altri a pagamento, naturalmente più complessi ma anche più remunerativi. Queste cacce al tesoro si dividono a loro volta in due tipologie, alcune fornivano come indicazione una mappa del tesoro classica, con il disegno ben definito di una specifica isola e la classica 'x' rossa ad indicare l'ubicazione del bottino, altre invece si limitavano a guidarci tramite una serie di indovinelli.

L'arte e la bellezza della fotografia videoludica Fotografare con gioia. L'arte e la bellezza della fotografia videoludica

A parte i venditori, gli unici oggetti con cui era possibile interagire sull'isola erano dei barili di risorse sparsi qua e là, da cui potevamo aggiungere al nostro inventario banane, che una volta mangiate curano le nostre ferite, assi di legno utili per chiudere delle falle all'interno della nostra nave e palle di cannone da utilizzare come munizioni per i cannoni della nostra imbarcazione. Oltre a queste risorse, avevamo già a nostra disposizione alcuni equipaggiamenti, come il secchio utilizzabile per rimuovere acqua dalla nave, la pala per dissotterrare i tesori, una bussola, un cannocchiale e una lanterna. Quanto agli armamenti, invece, potevamo contare sulla nostra fedele spada, una pisola per i combattimenti ravvicinati e un fucile di precisione per colpire dalla distanza (introdotto proprio nella beta).

Terminati i preparativi, ci è bastato salire a bordo della nostra nave, ormeggiata al molo dell'avamposto, e scegliere al banco delle missioni quale delle imprese acquisite dal vendor voler affrontare, per cercare poi la nostra destinazione sulla mappa appoggiata al tavolo sotto coperta. La mappa di gioco ci è sembrata davvero molto particolare, in quanto durante i nostri viaggi si aggiornerà in tempo reale, mostrando costantemente la nostra posizione senza doverla consultare direttamente, ma semplicemente guardandola.

La navigazione dell'imbarcazione è invece più complessa, per quanto semplice da apprendere, con aspetti di cui tenere conto. Sarà presente l'ancora che dovremo ricordarci di issare prima di partire e di calare quando dovremo lasciare l'imbarcazione. Ci saranno le vele da dover spiegare per sfruttare i venti a nostro favore, ma oltre a doverle anche direzionare, dovremo ricordarci di tirarle su in prossimità del nostro obbiettivo in modo tale da poter gettare l'ancora senza problemi. Infine, sarà presente il timone che ci permetterà di direzionare i movimenti della nave.

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Un esempio di mappa con l'isola di destinazione e l'ubicazione del forziere.

Con un equipaggio di quattro giocatori ognuno avrà un compito: un timoniere, un addetto alle vele, uno che guarda la mappa e notifica eventuali virate e uno che dovrà segnalare eventuali ostacoli a prua, in modo da evitare di colare a picco. Naturalmente, la situazione sarà più caotica per i giocatori singoli o in coppia, nonostante l'imbarcazione più piccola dovrebbe renderne più gestibile la sua navigazione.

Giunti a destinazione, ci basterà calare l'ancora a largo e nuotare fino a riva (o lanciarsi comicamente con il cannone), e da qui, proseguire a piedi. Le uniche minacce controllate dall'intelligenza artificiale, presenti nella beta, erano gli squali in mare e degli scheletri più o meno armati sulla terraferma, entrambi molto semplici da abbattere con la spada o con la pistola. Una volta trovato e dissotterrato il forziere, ci basterà riportarlo sulla nave e da qui al vendor delle imprese, che ci darà la nostra tanto ambita ricompensa.

Durante i nostri viaggi ci è capitato in diverse occasioni di imbatterci in altre navi con il relativo equipaggio a bordo, e in questi casi le possibilità sono soltanto tre: ignorarli sperando che facciano lo stesso con noi, fuggire e cercare di seminarli o partire all'arrembaggio e dimostrare chi è la ciurma più tosta. In caso si opti per l'ultima opzione, dovremo valutare se utilizzare direttamente i cannoni per danneggiare e affondare la loro nave o se tentare l'arrembaggio per eliminarli e rubargli eventuali forzieri.

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La mappa di navigazione, molto utile ed intuitiva.

Se un giocatore dovesse morire, si sveglierà su una sorta di vascello fantasma, dove dovrà stare per una decina di secondi prima di poter respawnare sulla propria nave, se ancora a galla o in un punto casuale con una nave nuova da poter utilizzare. In ogni caso, la chat vocale in game e le emote utilizzabili torneranno utili per interagire con gli altri giocatori evitando dunque scontri superflui.

Rare ha dimostrato di avere le idee ben chiare su quello che vuole proporre con Sea of Thieves, un'esperienza quanto più libera possibile, che possa divertire i giocatori, partendo da soli e mostrando le proprie abilità o in compagnia e collaborando solcando i sette mari, senza far venire meno una certa profondità nelle meccaniche di gioco. Esteticamente molto ispirato e con uno dei mari più belli mai visti. Per potere valutare però se il team sia riuscito nel suo intento, bisognerà aspettare l'uscita del giovo e vedere come si presenterà una volta che tutti i contenuti saranno disponibili.

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