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Monster Energy Supercross - The Official Videogame - recensione

Milestone sale di nuovo in sella.

Sapreste dire quali sono le differenze tra Motocross e Supercross? Se non le conoscete state tranquilli, siete in buona compagnia. Anche chi vi scrive fino ad un paio di settimane fa era convinto che si trattasse dello stesso sport chiamato in due modi diversi. Così però non è, ,0 ed è doveroso dare una piccola spiegazione per introdurre nella maniera migliore questa nuova fatica di casa Milestone.

Le due discipline possono sembrare simili ad un occhio in esperto e in effetti condividono qualche punto in comune: si corre con moto da cross insieme ad altri 10/15 pazzi e ci si sporca di fango fino al midollo. Le gare di Motocross però si svolgono quasi sempre all'aperto, mentre quelle di Supercross sono in prevalenza indoor. Le prime comprendono salti mozzafiato alternati a serie di dossi in grado di mettere in crisi ammortizzatori e colonne vertebrali degli atleti, le seconde comprendono invece anche ostacoli naturali.

Anche i campionati sono diversi. Il Monster Energy Supercross dura 17 gare, alla fine delle quali chi ha più punti vince. Ogni competizione si divide in turni di qualificazione, ripescaggio, semifinali e finale. Il campionato Lucas Oil Pro Motocross invece ha una formula che divide ogni competizione in due sfide (chiamate Moto), in cui vince chi ha ottenuto i migliori piazzamenti complessivi.

Il Supercross è ritenuto una versione estrema del Motocross e per più di un motivo. Le piste sono più strette e tortuose, caratteristiche che modifica radicalmente il modo di affrontare una gara. Non si vince andando sempre a tavoletta, anzi una condotta del genere porta solo a disastri. Nello sport reale, così come in questa simulazione, è necessario imparare a seguire il cosiddetto "flow".

Spiegarlo non è semplice, ma ci proveremo. In sostanza è importante andare veloce ma lo è ancora di più dosare l'acceleratore per trovare il giusto ritmo. Arrivare troppo velocemente su una serie di dossi (chiamati in gergo "whoops") significa che quasi sicuramente, dopo i primi due, l'avantreno della moto si incaglierà in uno di quelli successivi e lo stesso avverrà per i salti, che nel Supercross possono essere di varia altezza ed ampiezza.

Con lo spirito degli esordienti totali ci siamo quindi avvicinati alle prime gare e abbiamo preso delle sonore bastonate da un'Intelligenza Artificiale per niente malvagia, anche a livello di difficoltà intermedio. Gli avversari non esitano a sorpassare anche bruscamente e nelle situazioni più concitate, e non si scanseranno di certo quando saremo noi a provarci. Motivo per cui vi consigliamo di partire con il tutorial per apprendere i primi rudimenti e passare poi alle competizioni più "leggere". I lividi accumulati all'inizio ci hanno convinto a fare così e dopo un paio d'ore la situazione è migliorata notevolmente.

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Nella prima gara dovrete vestire i panni di un pilota predefinito, ma poi avrete accesso ad un editor abbastanza ricco.

Abbiamo ad esempio imparato che pur essendo una simulazione, Monster Energy Supercross concede anche spazio a chi preferisce un approccio arcade. Non esistono ad esempio incidenti definitivi: ciò significa che in teoria è sempre possibile recuperare la gara, anche dopo voli particolarmente spettacolari. Nelle gare offline è inoltre presente una sorta di handicap, quello stratagemma che impedisce ai primi di prendere troppo il largo rispetto agli ultimi.

Molto dipende anche dalle opzioni che deciderete di modificare. Potete modificare parametri semplici come la lunghezza delle gare o il livello dell'I.A. avversaria, ma anche fattori più decisivi ai fini del realismo come il bilanciamento del peso del pilota, la fisica e il cambio semiautomatico o manuale. Ci sono infine opzioni più "frizzanti" come la possibilità di attivare la funzione rewind, che consente di "riavvolgere" parte della gara in caso di errore.

Il gioco si avvale di licenze ufficiali sia per le moto che per gli accessori, presenti in grande quantità per la gioia di chi ama la personalizzazione. Molti non sono disponibili da subito e si sbloccano man mano che il vostro pilota aumenta di livello. I corsaioli più puri possono anche dedicarsi ad alcuni settaggi delle loro moto prima delle gare, cambiando ad esempio il carico anteriore e posteriore della moto, modificando la rigidità degli ammortizzatori o i rapporti della trasmissione.

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L'editor consente di creare i propri tracciati scegliendo stadi, rettilinei, curve e salti... ovviamente poi potete provarli e salvarli.

Non siamo ai livelli della serie Gran Turismo ma, specie nella classe 450, le differenze derivanti da tali modifiche possono essere anche sostanziali e fare la differenza. Va dato merito a Milestone di aver inserito spiegazioni molto chiare, che aiutano i meno esperti a capire cosa accada quando si modifica qualcosa. Se tuttavia non siete avvezzi a questi tecnicismi potete lasciare intatte le impostazioni di base, che saranno sufficientemente valide per la maggior parte delle gare del campionato.

Le regole di base (seguire il "flow", anticipare le curve e via dicendo) sono fondamentali per ottenere risultati di buon livello nel campionato offline, ma se vorrete ottenere qualcosa in più nelle sfide online dovrete andare un po' più a fondo. Una buona partenza ad esempio è importante per non trovarsi nel bel mezzo della bagarre di inizio gara. Per ottenerla dovrete imparare a dosare l'acceleratore (R2) e spostare il peso in avanti con lo stick analogico destro per venire catapultati fuori dai blocchi appena lascerete la frizione (L1).

Ancora più fondamentale è l'approccio alle curve, che deve cambiare in base alla loro ampiezza. Per alcune vi basterà inclinare la moto e decelerare leggermente per indirizzare la moto verso l'uscita, quelle a gomito invece richiedono un accurato uso del freno anteriore (L2) e posteriore (X). Infine ci sono i salti, croce e delizia dei piloti di tutto il mondo. Possono fare la differenza tra un umiliante ultimo posto e una vittoria. In prossimità di una serie di dossi non è saggio accelerare al massimo, specie se subito dopo c'è una curva. In queste situazioni però il massimo che può capitarvi è una perdita di tempo o una leggera scivolata. I veri problemi arrivano con quelli più alti, per i quali dovrete imparare a dosare l'acceleratore e spostare il peso del pilota in modo da atterrare più parallelamente possibile al terreno.

Con il passare del tempo imparerete queste e altre tecniche e i miglioramenti saranno palpabili. A prescindere da tutto è fondamentale imparare bene i tracciati. I partecipanti ad ogni gara sono tanti e lo spazio è poco. Finire fuori pista è un attimo e basta una distrazione per perdere terreno prezioso e rischiare di perdere il treno verso la vittoria. Le moto hanno un comportamento "nervoso" e subiscono quasi istantaneamente ogni tipo di sollecitazione, dagli urti laterali alle derapate troppo brusche. Come se non bastasse, nella maggior parte delle piste le delimitazioni in gomma non sono fisse e possono trasformarsi in un ostacolo molto pericoloso, finirci sopra con una ruota può catapultarvi fuori o farvi perdere aderenza con le conseguenze che immaginate.

Il gioco ha un discreto sistema di ricompense, che sbloccherà nuovi contenuti in base ai risultati ottenuti nei vari campionati, che in Monster Energy Supercross si trasformano in Punti Prestigio. Arrivare nelle prime posizioni vi frutterà un bel bottino ma infiammare la folla con una guida pulita quando si è in testa, sorpassi arditi e manovre spettacolari come derapate e impennate, sarà altrettanto importante. Ovviamente riuscirci subito non è semplice, ma sapete bene che la pazienza viene spesso ricompensata. I bonus vanno dal campionato di classe superiore a nuovi accessori e sponsor che potrete sfoggiare nelle sfide in rete insieme ad una serie di nick "da battaglia" che riportano alla mente quelli di Call of Duty.

Alle modalità single-player si aggiunge l'ormai canonica opzione Time Attack per i patiti del cronometro e una componente multiplayer che, nel corso del nostro test, abbiamo potuto provare con pochi rivali in pista. Non ci sono stati tentennamenti nel match-making e nella fluidità durante le gare ma bisogna vedere come il tutto reggerà l'arrivo del pubblico dopo il lancio. Qualche sporadico rallentamento è invece stato riscontrato nel single-player, in particolare durante la partenza o nelle prime curve, quando gran parte dei piloti si danno battaglia per arrivare davanti. In questi casi la fluidità è stata messa a dura prova ma il problema è durato lo spazio di qualche secondo.

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Imparate a gestire l'acceleratore al via per ottenere un Holeshot, come in gergo viene chiamata la partenza più rapida.

Chiude il pacchetto un editor di tracciati che permette di creare nuovi circuiti scegliendo tra 8 stadi diversi nei quali assemblare una discreta varietà di elementi tra rettilinei, curve, salti, dossi, ponti e via dicendo. In qualsiasi momento del processo creativo è possibile entrare in pista per provarla ed apportare poi eventuali modifiche. È infine necessario "chiudere" la pista e attendere un breve test che ne sigillerà la validità, necessaria per la successiva condivisione.

Sarebbe tutto fantastico se non fosse per due piccoli problemi. Il primo è rappresentato dai caricamenti, che nel gioco sono abbastanza frequenti e non esattamente veloci, e che nel passaggio dall'editor alla pista e viceversa risultano ancora più fastidiosi. Tale difetto viene accentuato dal fatto che il tasto Quadrato è deputato proprio al passaggio alla prova su pista e in più di un'occasione si corre il rischio di premerlo inavvertitamente dando il via al caricamento di cui sopra.

Tecnicamente Monster Energy Supercross gode, come MXGP 3 prima di esso, del passaggio all'ultima versione dell'Unreal Engine. Alcune delle caratteristiche apprezzate nel precedente titolo dedicato al Motocross sono presenti anche in questo nuovo titolo e in particolare è la deformazione del terreno a rendere le gare più realistiche e incerte. Non siamo ai livelli di poter percepire distintamente il passaggio e lo slittamento di una ruota passata su una traccia già esistente, ma le disconnessioni delle piste si fanno man mano più accentuate durante la gara, rendendo in alcuni casi più difficoltosi i passaggi dell'ultima parte di gara. Niente male anche il modo in cui le moto e una parte dei piloti si sporcano, anche se nella frenesia delle competizioni è difficile accorgersene. Il livello di dettaglio delle piste è discreto, ma trattandosi di gare indoor ci saremmo aspettati qualcosa in più.

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Milestone sta prendendo sempre più la mano con l'Unreal Engine e i risultati iniziano a vedersi.

Milestone si sarebbe potuta sforzare un po' di più anche nella realizzazione degli elementi di contorno alle gare, nello spettacolo vero e proprio. Stiamo parlando di uno degli sport più seguiti negli Stati Uniti dopo la sacra trinità Basket/Football/Baseball e sappiamo bene quanto gli americani ci sappiano fare nell'organizzare show pirotecnici. Nel gioco invece il tutto si limita a qualche breve scena di contorno. Manca totalmente quel feeling "televisivo" che avrebbe giovato non poco al tasso di adrenalina dei giocatori e la Carriera altro non è che un susseguirsi di gare e schermate senza alcun guizzo. Rispetto a MXGP 3 è rimasto inalterato anche il sistema di reset, che in caso di uscita riporta la moto nel tracciato fin troppo velocemente, spezzando però il ritmo della gara, specialmente quando questo accade durante un sorpasso o in mezzo al gruppo.

Dopo i capitoli dedicati al mondo del Motocross, Milestone cambia pista passando alla disciplina "rivale". L'esperienza accumulata dallo sviluppatore italiano nel mondo dei racing game off-road ha dato ulteriore solidità a quanto fatto con MXGP 3, ma alcuni difetti sono rimasti e ci sono ulteriori margini di miglioramento, che avrebbero permesso a Monster Energy Supercross - The Official Videogame di fare il decisivo passo avanti che tutti ci auguravamo.

7 / 10

Monster Energy Supercross - The Official Videogame - recensione Daniele Cucchiarelli Milestone sale di nuovo in sella. 2018-02-13T12:00:00+01:00 7 10

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