Eurogamer.it

Ace Attorney Investigations: Miles Edgeworth

Dura lex, sed lex...

Ero davvero indeciso con quale, tra le esclamazioni utilizzate in game, avrei potuto aprire questa recensione…

“Nessuno può lasciare il mio ufficio dopo aver commesso un delitto! Nessuno!”

“Ciò che si deve fare è arrestare un sospettato dietro l’altro. Questo è l’unico modo per ripulire le strade dai criminali!”

Una scelta che potrebbe essere ancor più complicata se consideriamo che Edgeworth è il protagonista, anche se si tratta sempre di un gioco della serie Ace Attorney. Ed è per questo che ritroviamo gran parte delle sue espressioni, i personaggi stravaganti, la passione per i tribunali, anche se in questo episodio la storia è pesantemente focalizzata sul concetto di omicidio.

L’ultimo viaggio nel mondo di Ace Attorney, si parla di due anni fa, aveva visto il debutto di un nuovo protagonista, Apollo Justice. Dopo tre giochi in cui avevamo vestito i panni del grande avvocato Phoenix Wright, era venuto il momento di cambiare qualcosa. Ma solo sulla carta…

1

Quest’uomo si chiama Borgonian. Riuscirete a comprenderlo?

Infatti, l’intero gioco parlava ancora di Phoenix, con il povero Apollo a fare giusto da tramite per raccontare le nuove storie del giurista in giacca blu. Così, quando abbiamo saputo che il quinto gioco della serie avrebbe avuto come attore principale il rivale numero uno di Wright, l’avvocato dell’accusa, Miles Edgeworth, abbiamo pensato che le cose anche in questo caso difficilmente sarebbero cambiate.

E invece un cambiamento c’è stato. Quel che è certo è che non si tratta di un gioco su Phoenix Wright. Infatti c’è soltanto qualche piccolo riferimento, ma nulla di più.

Tutto ruota attorno alla figura di Edgeworth, con cinque storie che spaziano lungo un arco di sette anni e si evolvono nello spazio di tre giorni. E soprattutto, elemento ancor più significativo, non stiamo parlando di un gioco che ha come protagonista quasi esclusivo un tribunale, come ci era capitato di vedere nei passati episodi. Si arriva in aula dopo il quarto, quinto capitolo e non da subito.

3

Il nuovo look grafico ci piace, così come sono ben fatte le animazioni che lo supportano.

Un altro cambiamento significativo è il passaggio dalla prima alla terza persona ma sempre entro certi limiti. Miles si muove nello schermo più in alto del DS e può essere controllato con il d-pad o tramite touch screen, mentre si sposta tra coloro che possono aiutarci a trovare dei buoni indizi per venire a capo della storia. Stiamo parlando di tipi come il Detective Dick Gumshoe, di una teenager di nome Kay Faraday, oppure di altre nuove conoscenze con cui entriamo in contatto man mano che si procede nel gioco. La struttura è semplice e classica, e lo schema è quello del punta-e-clicca: si toccano gli oggetti per interagire con essi o si cammina verso i personaggi per chiedergli informazioni.

Al di là di qualche cambiamento, tutto è molto familiare. Edgeworth ha con sé un organizer sul quale registra tutti gli oggetti degni di prova e il profilo dei vari personaggi coinvolti nell’accaduto. Nonostante gran parte del gioco non si svolga d’innanzi ad una Corte, possiamo costantemente interrogare i testimoni, fare indagini incrociate, fin quando non siano state rigettate dal tribunale. Naturalmente è fondamentale scovare anche i più piccoli dettagli, carpire le contraddizioni e presentare prove che dimostrino magari la falsità di certe dichiarazioni.

Edgeworth, inoltre, si allontana dal tema pseudo sensitivo che era apparso in certi episodi della serie. Si ritorna alla realtà, come agli inizi, con l’unica concessione in fatto di poco realismo data dalla presentazione olografica della scena del crimine.

Quindi, vedremo Edgeworth usare la fredda logica per risolvere i suoi casi. Infatti, c’è addirittura un pulsante “Logic” presente sullo schermo: come Edgey riesce a trovare una prova chiave e a farsi un’idea concreta di quel che è successo, la deposita immediatamente all’interno del suo archivio “logico”, e da lì può essere poi combinata con altri elementi per creare una prova reale!

Commenti (7)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!