Assassin's Creed II

Un assassino impara sempre dai propri errori...

Il primo Assassin's Creed per molti fu un capolavoro, per altri, tra i quali il sottoscritto, una delusione, un'occasione sprecata. I ragazzi di Ubisoft avevano realizzato un titolo tecnologicamente eccezionale, capace di lasciare chiunque a bocca aperta sul fronte grafico ma si erano dimenticati di condire tutto questo con un gameplay all’altezza.

Fiutando le enormi possibilità della serie in questione, comunque, i giocatori e i giornalisti hanno fatto arrivare ai programmatori tutte le proprie critiche e osservazioni, nella speranza che un potenziale tanto grande non venisse gettato alle ortiche a causa di un avvio di carriera non proprio esaltante (non certo in termini di vendite, grazie alla massiccia campagna pubblicitaria che precedette l'uscita del gioco).

Assassin's Creed 2 ha ricevuto, in termini di marketing nudo e crudo, lo stesso trattamento del suo predecessore, e arriva sugli scaffali dei negozi circondato da un alone di hype tra i più massicci di sempre. Questa volta, però, le aspettative sono giustificate? Mi tolgo subito il dente e ve lo dico: si.

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L'alternanza del giorno e della notte si limita a cambiare la presenza della gente per le strade. I negozi però rimangono sempre aperti.

Assassin's Creed 2 merita di essere acquistato e rappresenta un enorme passo avanti per la serie. Finalmente le meraviglie tecniche del primo episodio sono affiancate da una componente di gameplay decisamente più completa e gradevole, che non costringe a ripetere mille e mille volte le stesse cose, ma al contrario accompagna il giocatore per tutta la durata dell'avventura con trovate sempre nuove, che mantengono alto l'interesse e la voglia di giocare.

Per rendersi conto di tutto questo, però, è necessario superare almeno le prime due o tre ore di gioco, visto che è con il tempo che Assassin's Creed 2 si apre lasciando intravedere tutte le proprie potenzialità. L'avventura parte esattamente dal brusco finale del capitolo precedente, mettendo il giocatore nei panni di un Desmond piuttosto confuso alle prese con la propria fuga dai laboratori della Abstergo (l'organizzazione dietro cui si nascondono i Templari ai giorni nostri).

Una volta raggiunta la base operativa della setta degli assassini, un nuovo viaggio nell'Animus ha inizio, per continuare a cercare dettagli relativi al misterioso frutto dell'Eden e alle sue miracolose proprietà. Dopo questa parte iniziale ci si rende conto di quanto i programmatori abbiano lavorato per aumentare la fluidità del gioco, evitando lo spezzettamento costante del primo Assassin's Creed.

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Gli abiti storici dei personaggi sono realizzati con grandissima cura. I pizzi e i merletti di alcuni costumi lasciano senza fiato.

La prima immersione di Desmond nei ricordi dell'Animus, infatti, copre diverse ore di gioco, lasciando praticamente completare gran parte degli eventi che si svolgono tra Firenze, San Gimignano e Monte Riggioni. In questo lasso di tempo facciamo la conoscenza di Ezio Auditore, seguendone la nascita e la fase adolescenziale in cui non era ancora un assassino e durante la quale tutto ciò a cui pensava erano la “topa” (come sottolineato dalla nobile madre) e la faida con la famiglia dei Pazzi.

Questa fase iniziale viene sfruttata per offrire al giocatore la possibilità di familiarizzare con i controlli e di ambientarsi nel mondo di Assassin's Creed 2, ma rappresenta solo un assaggio di ciò che il gioco ha da offrire. Il problema del primo capitolo di questa serie era la monotonia del gameplay, che richiedeva di eseguire costantemente la stessa serie di azioni dall'inizio alla fine dell'esperienza. In questo nuovo episodio tutti gli elementi sono stati amalgamati con maggior cura, e non ci si trova più a dover compiere meccanicamente le stesse missioni.

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