Band Hero

Forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa...

L’anno che sta per lasciarci ha rappresentato un momento quanto mai favorevole per i giochi musicali, con una quantità senza precedenti di titoli approdati sugli scaffali dei negozi. EA e Activision si stanno spartendo un mercato che, seppur destinato a doversi rinnovare nell’immediato futuro, riesce a raggiungere cifre importanti e a raccogliere intorno a sè schiere di appassionati molto differenti tra loro, a prescindere dal livello di passione nutrito per il mondo dei videogiochi o dall’abilità nell’esecuzione dei brani messi a disposizione dalle più o meno ampie tracklist.

Nel passato recente l’introduzione di un nuovo strumento come la batteria ha offerto ulteriori prospettive, facendo progredire ancor di più il genere verso dinamiche sociali e di condivisione. Il lancio di Beatles Rock Band e il recente esordio di Band Hero hanno segnato un ulteriore passo, per marchi ormai affermati, verso il raggiungimento di un pubblico più attratto dal versante prettamente pop e commerciale dell’industria discografica.

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Band Hero offre in bundle una nuova batteria, aggiornata dopo il primo modello disponibile dai tempi di World Tour.

Che l’ultimo arrivato in casa Neversoft sia votato primariamente a questo scopo è chiaro già nel momento in cui si passa in rassegna l’elenco delle sessantacinque tracce a disposizione, distribuite come sempre su varie epoche, dagli anni ’70 ad oggi. Si parte con “Abc” dei Jackson 5 e “Let’s Dance” di David Bowie, si prosegue con la celebre “Oh Pretty Woman” di Roy Robinson e la versione originale di “American Pie”, passando per Janet Jackson, No Doubt e Spice Girl, fino ad arrivare all’attualità con Maroon 5, Nelly Furtado e Jesse McCartney. Solo brevi accenni al panorama rock si colgono nella presenza di Yellowcard, Rolling Stones, Fall Out Boy e dei quasi irriconoscibili Papa Roach.

Sebbene l’intera struttura di gioco riprenda nella sua globalità quanto siamo già abituati a vedere nel fratello maggiore Guitar Hero, lo stile grafico è stato modificato offrendo un aspetto differente ai menù così come alle ambientazioni dei concerti. Talvolta si tratta di dettagli che tuttavia mettono in risalto differenze stilistiche piuttosto marcate: il look spartano e senza troppi fronzoli è stato bellamente sostituito da un clima più ovattato, quasi fashion, il rumore degli strumenti musicali ogni volta che ci si muove avanti o a ritroso nel menù è stato avvicendato da un subwoofer, così come i teschi che normalmente indicano il livello di difficoltà selezionato, eliminati in favore di più anonimi segni geometrici colorati.

Anche i personaggi utilizzabili sono stati per buona parte influenzati dalle scelte stilistiche del prodotto. Protagonisti di vecchia data come Alex Steel e l’affascinante Casey Lynch sono stati ripresi in vesti meno estreme e affiancati da altre figure che strizzano l’occhio al panorama teenager come Midori o Quincy Styles. Lo stesso dicasi per gli artisti reali sbloccabili completando il gioco, che in questa edizione sono Adam Levine, i No Doubt e Taylor Swift.

La modalità Carriera non introduce pressoché nulla di nuovo rispetto a quanto già offerto da Guitar Hero 5, anche in questo caso infatti le tracce sono fin dall’inizio disponibili nella loro interezza, senza la necessità di doverle sbloccare progressivamente. Ogni singola canzone è affiancata da sfide di vario genere, che consistono prevalentemente nella realizzazione di sequenze perfette, di determinati punteggi con lo star power attivato o nel conseguimento di un preciso score, sia in singolo che con il supporto di un’intera band.

La scelta dello strumento non è più vincolante, in quanto è possibile iniziare a suonare con la chitarra, passando poi a piacimento alla batteria, al basso o al microfono in base al tipo di sfida proposta, con lo scopo finale di incamerare stelle di valutazione bonus oltre a quelle che normalmente si ottengono per il completamento di un pezzo. Anche l’abilità non rileva più come in passato, in ogni momento si può infatti decidere di modificare l’assetto ed eseguire solamente alcuni brani ad un livello di difficoltà superiore o inferiore. La difficoltà ci è parsa tuttavia più limitata rispetto a Guitar Hero e al suo concorrente Rock Band. Suonare a livello difficile o esperto risulta infatti mediamente più semplice e virtuosismi come quelli di Guitar Hero III sono soltanto un ricordo.

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