Beaterator

Grand Theft Audio.

Versione provata: PSP

Considerare Beaterator un semplice videogioco sarebbe un grave errore: l'ultima fatica di Rockstar è infatti un vero e proprio software musicale che, dietro ad un look accattivate, nasconde una grande profondità. Avete sempre sognato di poter creare della musica senza dover necessariamente dedicarvi a complessi software per PC? Se la risposta è sì, allora questo è senz’altro il videogioco che fa per voi.

Chiunque abbia una certa familiarità con il Korg per Nintendo DS, apprezzerà di certo le numerose feature e, più generalmente, le maggiori potenzialità di Beaterator. Tutto ruota intorno ad un sequencer a 8 tracce (suddivise a loro volta in battute sulle quali è possibile lavorare senza alcuna limitazione) che permette di riempire 8 canali audio con loop e suoni al fine di creare i brani più diversi.

Il primo approccio con il titolo potrebbe risultare alquanto problematico (specialmente per i neofiti), ma fortunatamente l’interfaccia di gestione, pur non brillando per accessibilità, può essere compresa e padroneggiata senza troppi sforzi, anche grazie ad un dettagliato tutorial (sia testuale che video) in grado di dare una risposta a qualsiasi dubbio o interrogativo.

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Nonostante la presenza di tracce realizzate con strumenti classici, Beaterator è chiaramente orientato verso la musica elettronica.

Il modo migliore per cominciare a familiarizzare con il sistema di composizione di Beaterator è senz'altro quello di ricorrere all'incredibile quantità di loop disponibili nel suo database interno.

I loop sono suddivisi in quattro diverse categorie, ovvero Timbaland, batteria, melodia e audio, ognuna delle quali può essere poi consultata attraverso una serie di semplici filtri (strumento, genere e numero di battute).

Una volta scelto il loop desiderato, è necessario collocarlo all'interno della griglia (un processo che va ripetuto per ogni loop che si desidera inserire) per fonderlo insieme a quelli inseriti in precedenza.

Questa pratica, favorita da un'interfaccia molto intuitiva, si rivela sostanzialmente semplice, permettendo così, anche a chi non dovesse avere alcuna esperienza in questo campo, di comporre brani orecchiabili sin dai primissimi minuti.

Il trailer di Beaterator.

I loop pre-impostati rappresentano senz’altro un ottimo modo per iniziare (e una perfetta fonte d’ispirazione), ma nel caso in cui si voglia creare qualcosa di originale, è necessario scavare più n profondità.

Attraverso un classico editor midi, Beaterator offre infatti la possibilità di scrivere la propria musica, selezionando il tipo di strumento, la tonalità e le note.

Dopo aver portato a termine questo passaggio, non resta altro da fare che inserire il loop appena creato nel mixer proprio come se fosse uno dei loop pre-impostati.

Come se non bastasse, è inoltre possibile modificare qualsiasi loop presente nel database interno, alterandone o stravolgendone le caratteristiche in assoluta libertà (magari invertendo la riproduzione o modificandone il ritmo).

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