Bionic Commando

Il braccio meccanico della Legge.

Il primo Bionic Commando, uscito nel lontano 1987, non era certo un gioco alla portata di tutti; si trattava di un titolo ostico, duro, capace di regalare grandi soddisfazioni solo in cambio di grandi sacrifici, e fu proprio questa sua natura a renderlo un prodotto tanto amato quanto odiato dai videogiocatori dell’epoca. Ora, dopo oltre 20 anni, Capcom ha deciso di riesumare uno dei suoi franchise più celebri, lanciando sul mercato il nuovo Bionic Commando, un sequel molto atteso, che sembra in linea con il suo predecessore sotto ogni punto di vista.

Sebbene il gameplay di Bionic Commando richieda un po' di tempo per essere compreso e padroneggiato al meglio, le meccaniche di oscillazione proposte si dimostrano davvero affascinanti e capaci di regalare grandi soddisfazioni. Grazie al rampino posto nel braccio bionico del protagonista, attivabile mediante la pressione del trigger sinistro, è possibile lanciarsi nel vuoto e arpionare lampioni, sporgenze e numerosi altri appigli, lasciando la presa solo per proiettarsi in avanti e continuare la propria corsa. L'efficacia di questo particolare sistema di movimento è garantita dal grande lavoro dei programmatori, ai quali va il merito delle utilissime icone contestuali grazie alle quali è possibile individuare immediatamente qualsiasi appiglio presente nelle vicinanze; ad ogni modo, è sufficiente un po’ di allenamento per ritrovarsi a oscillare tra i palazzi con grande agilità e in maniera a dir poco appariscente.

Ovviamente l'intera avventura non si basa esclusivamente sulle abilità "alla Spiderman" di Nathan Spencer, ma al contrario, dedica ampio spazio all’arsenale espandibile del protagonista attraverso numerosi combattimenti. L’alternanza tra le differenti fasi di gioco si dimostra equilibrata e valida ai fini di un’esperienza di gioco coinvolgente e mai monotona.

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La storia, ambientata 10 anni dopo gli eventi del primo Bionic Commando, ha inizio quando Nathan, condannato a morte per dei crimini che non ha commesso, riesce a fuggire grazie all’esplosione di una bomba piazzata da alcuni terroristi.

Inizialmente Nathan ha a disposizione solo una pistola e delle granate, ma più avanti nell'avventura, ricorrendo a delle piattaforme di supporto lanciate in determinate zone della città, è possibile mettere le mani su armi più complesse ed efficaci, come lanciagranate, fucili di precisione e addirittura un lanciamissili capace di colpire più nemici contemporaneamente (per compensare la loro incredibile potenza, queste armi sono però prive di grandi quantitativi di munizioni). Fortunatamente, col passare del tempo Spencer riuscirà a recuperare gradualmente i ricordi legati alle potenzialità del suo braccio bionico e questo gli permetterà di eseguire una serie di nuove mosse come frustrare o prendere a pugni cumuli di rottami, o legare i nemici col suo rampino per poi prenderli a calci in faccia (quest'ultima mossa è poi utilissima poiché permette di rimbalzare in aria per poi continuare ad attaccare).

Durante le fasi di combattimento è possibile adottare innumerevoli approcci e viste le differenti tipologie di bestie biomeccaniche da affrontare, sarete costretti a sperimentare costantemente nuove tecniche per avere la meglio sui nemici. I berserker simili ai gorilla, ad esempio, soffrono i colpi alle spalle e quelli inferti in faccia una volta abbattuta la loro armatura, ma vista la loro grande potenza e velocità vi porteranno spesso ad agire dalla distanza, sfruttando gli elementi dello scenario per attaccare, o ricorrendo ad attacchi stordenti come “morte dall'alto". I nemici volanti sono invece molto più cauti e tendono a rimanere a debita distanza per evitare attacchi diretti, mentre i cecchini umani (meno animaleschi ma non per questo meno pericolosi) vi porteranno a muovervi rapidamente da una copertura all’altra nel tentativo di uscire dal loro campo visivo per poi contrattaccare. A tutto questo si aggiungono inoltre alcune di mini-sfide (con un Obiettivo dedicato) che vi forniranno altre ottime idee per agire.

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Potreste aver bisogno di un po’ di tempo per padroneggiare le meccaniche di oscillazione, ma dopo un po’ di tempo non saprete farne a meno – anche grazie a livelli realizzati appositamente per trarre il massimo dall’esperienza di gioco.

Bionic Commando si esprime al massimo solo quando le meccaniche di oscillazione si fondono con le fasi di combattimento, costringendovi magari a evitare dei cecchini, cercando al contempo di sfuggire al fuoco nemico. Uno dei combattimenti più intensi è sicuramente quello contro l'elicottero Buraq in cima a un grattacielo, dove la struttura dell'edificio ormai distrutto permette di adottare un grandissimo numero di strategie; trovandovi a dover fare i conti con le mitragliatrici del velivolo e i numerosi nemici volanti di supporto, sperimenterete un combattimento tanto coinvolgente quanto intenso.

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