Cities XL

La nuova frontiera dei city builder?

Sin dalla loro nascita i city builder hanno sempre ricoperto un ruolo di primissimo piano nel campo del PC gaming, rivelandosi non solo uno dei generi più amati dai giocatori ma anche uno dei più venduti. Il loro successo, legato indissolubilmente a quello di Sim City, è infatti aumentato con il passare degli anni, portando alla creazione di prodotti sempre più complessi e ricchi di funzionalità, tra cui appunto Cities XL.

Il concept alla base di City XL è molto ambizioso: fondendo i canoni tipici dei city builder con le potenzialità di Internet, gli sviluppatori puntano infatti a proporre un’esperienza più completa e coinvolgente di qualsiasi altro esponente della categoria. Un obiettivo troppo pretenzioso?

Come impone la tradizione di questo genere, la prima cosa da fare è iniziare a sviluppare la propria città all'interno della mappa scelta (ognuna presenta una buona realizzazione grafica e una vastità territoriale davvero notevole, sufficiente per realizzare qualsiasi tipo di progetto urbano).

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Nel caso in cui si decida di basare l'economia sull'industria pesante, prima o poi si dovranno fronteggiare seri problemi ambientali.

Il processo di creazione è fortunatamente semplice e accessibile, anche grazie a meccaniche che permettono di posizionare qualsiasi elemento con grande facilità. Eccezion fatta per poche costruzioni, come ad esempio i ponti, è infatti possibile edificare la propria città con pochi click. Il titolo propone inoltre svariate possibilità di costruzione, sia per quanto riguarda le industrie che le strutture agricole, dando così ai giocatori la possibilità di sviluppare la propria metropoli in assoluta libertà (chiunque voglia rispettare l'ambiente potrà dunque farlo senza ripercussioni economiche).

Le prime ore di gioco sono tuttavia sufficienti per far emergere alcune problematiche del modello gestionale che riguardano soprattutto l'economia. Alcune attività o strutture che, teoricamente, dovrebbero garantire grandi introiti, si rivelano infatti investimenti tutt'altro che vantaggiosi (come ad esempio gli oleodotti, che richiedono ingenti somme di denaro per la manutenzione e non danno grandi profitti), limitando così la crescita urbana in maniera davvero significativa.

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Sebbene l’interfaccia sia ricca di funzioni, è possibile padroneggiarla con pochi sforzi.

Specialmente nelle primissime sessioni, situazioni come queste (del tutto prive di logica) potrebbero condurre a gravi imprevisti economici. Lo stesso dicesi per le singole strutture, come ad esempio gli ospedali che, a causa della mancanza di una qualsiasi opzione che permetta di impostare dei budget gestionali, tendono a consumare più di quanto in realtà producono. Si tratta dunque di un problema tutt’altro che trascurabile, che in molti casi potrebbe costringere a demolire le strutture più costose nel tentativo di appianare il proprio bilancio.

La scarsa logica si riflette anche sulla natura stessa delle città, poiché ogni singola struttura deve essere delimitata (da ogni lato) da una strada; tutto questo si traduce inevitabilmente nella necessità di costruire una fitta rete stradale lungo l’intero agglomerato urbano, anche dove nella realtà non ce ne sarebbe affatto bisogno (come ad esempio intorno ai parchi).

Così com’è possibile migliorare la qualità della propria città, nel corso del tempo è anche possibile sbloccare nuovi livelli di cittadini, volti a permettere un passo avanti sia da un punto di vista puramente sociale che economico.

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