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Command & Conquer 4: Tiberian Twilight Recensione

PC Recensione di Lucio Bernesi

17 marzo, 2010

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Quando è stato annunciato Command & Conquer 4, in molti hanno pensato che fosse arrivato il momento di avere delle risposte. Chi è realmente Kane e da dove proviene? Come mai non è ancora morto? Domande su domande, che cercano un perché, una motivazione.

Command & Conquer 4 è la conclusione della saga Tiberium, anzi avrebbe dovuto esserlo, perché diamo per scontato che quello che succederà porterà alla fine di un conflitto che dura 15 anni (in-game ne sono passati 70) tra GDI (Global Defense Initiative) e la Fratellanza di Nod.

In verità non c’è alcun finale oppure una particolare soddisfazione nel conoscere la conclusione di C&C4, e mentre il classico Kane (intepretato dall’attore Joe Kucan) ha il solito grande impatto sulla scena, il resto del cast (praticamente sconosciuto) dà quasi la sensazione di stare davanti alla peggior soap opera mai prodotta.

Gran parte della storia ci vede coinvolti nella vita della moglie infinitamente piagnucolante di un personaggio apparentemente sconosciuto. A prima vista Tiberium potrebbe sembrare un mondo devastato dalla guerra, che si ispira in qualche modo a Battlestar, ma poi alla fine questo senso di precarietà si rivela meno coinvolgente dell’universo da cui cerca di trarre spunti di interesse…

'Command & Conquer 4: Tiberian Twilight' Screenshot 1

Le unità presenti su schermo sono riprodotte con dovizia di particolari.

Le leggendarie scene d’intermezzo di C&C sono diventate meno curate, anche se storicamente conservano il loro fascino. Certo, gli elementi della trama di gioco sono legati alla tradizione della serie, ma c’è da dire che i fan di C&C valutano sicuramente come marginale questo aspetto di continuità, rispetto a ciò che è accaduto a livello di gameplay.

La domanda principale è: perché questi vecchi giocatori PC rischiano di essere sacrificati? Perché è stata sgretolata la grande aspettativa che avevano rispetto a C&C4? In un momento in cui gli RTS tradizionali si diversificano parecchio tra loro, passando dal concetto di vecchia scuola a scenari di estremo cambiamento (gli elementi GdR in Dawn of War II e la struttura sandbox per Supreme Commander 2), EA ha cercato un modo per dare rilievo anche a C&C. Il terzo capitolo della serie fu molto retrò e coraggioso, Red Alert 3 venne impostato ampiamente sul co-op, e quindi qualcosa doveva essere cambiato.

Qualcosa, appunto. Non tutto! La costruzione delle basi, il fabbisogno energetico, la dimensione degli eserciti, gli Scrin e molte altre cose che ormai facevano parte integrante della saga sono state eliminate. Tutto il gioco è stato completamente stravolto, a eccezione di qualche regola base che a volte diventa essa stessa irriconoscibile.

'Command & Conquer 4: Tiberian Twilight' Screenshot 2

La mappa è piena zeppa di unità. Scene come questa sono sempre molto piacevoli da ammirare, meno da gestire.

All’inizio di ogni missione possiamo scegliere tra Attaccare, Difendere o Supportare. Poi si prende il possesso di un Crawler, una base mobile che garantisce un buon equipaggiamento. La costruzione delle unità e dei potenziamenti dipende da quali classi si decidono di sviluppare. La costruzione delle unità ha un assurdo limite quantitativo e temporale e si procede conquistando svariati punti strategici sulla mappa e scagliando gli eserciti contro gli altri giocatori o contro l’IA.

Sicuramente è tutto molto veloce e trascinante, anche se le varianti garantite nelle missioni previste per il single player sono davvero poche. Per la maggior parte del tempo si tratta di un gioco che ci obbliga a ripetere una sequenza di cose senza prevedere grandi cambiamenti tra uno step e l’altro.

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software
17/03/10 @ 22:27
#1
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brutto modo di concludere la saga :\
Felwyn
17/03/10 @ 22:52
#2
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Che kitsch...
Stefano_Silvestri staff
17/03/10 @ 23:56
#3
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@software:

Non so... dopo 15 anni avrebbe avuto senso riproporre sempre la stessa formula? Pur non avendo giocato C&C4, non ti nascondo che la svolta RPG vista durante le demo alle varie fiere non mi era dispiaciuta. Se poi questa in sé non è riuscita, è un altro paio di maniche, ma in linea di principio non mi sentirei di accanirmi verso chi, in fin dei conti, cerca di proporre qualcosa di nuovo.
Tsam staff
18/03/10 @ 09:16
#4
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La spinta forte che si è decisa di dare con C& C 4 è verso il multiplayer, quindi direi che da questo punto di vista ci sono. Se si gioca con un numero decente di persone che vanno a coprire i vari ruoli ci si diverte in maniera sana e seria e le novità acquisiscono un senso.
Il bilanciamento delle varie unità è particoalrmente marcato e l'utilizzo dei punti è una variante interessante.

Insomma non lo bollerei come capolavoro, ma neanche come ciofeca, anzi. Può essere un più che buono inizio su cui lavorare; il carisma della serie farà il resto..
Edited 1 times, most recently on 18/03/10 @ 09:17
DarkWindu
18/03/10 @ 16:34
#5
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@Stefano:

Dai Stefano proprio tu???

Io non sono conservatore, trovo che l'evoluzione sia una cosa buona anche quando va incontro ai tempi che cambiano (con moltissime eccezioni). Qui però il discorso è un altro. C&C ha sempre proposto un gameplay tipico, a mio modo di vedere in alcuni aspetti mai superato (per giochi con la stessa tipologia di gameplay) ad esempio:

1)dover usare poche unità per raccogliere risorse (legate alla raffineria e quindi ad una coda di ingresso)
2)l'idea dei silos dove veniva stipato il tiberium in eccesso
3)le centrali elettriche che diventavano elemento strategico importantissimo
4)bilanciamento di unità di terra e d'aria.
5)La possibilità di scegliere quale territorio invadere

Tutte cose che onestamente mi hanno sempre fatto trovare il gameplay di C&C molto bello nonostante gli anni. Il genere RTS non può essere assimilato ad un unica tipologia di gioco, ma ci sono tantissime filosofie di game design. Amo alla follia Company of heroes che per me è il top dell'evoluzione del genere, amo Total War, amo starcraft, amo C&C perchè mi aspetto come per gli altri giochi quel gameplay tipico che ho amato tanti anni fa. Penso questa sia comunque un idea diffusa.

Tutte cose che sai molto meglio di me, ma è solo per motivare il mio disappunto su questa...(mi censuro da solo) che non è C&C, non è l'ultimo C&C sopratutto. Louis Castle (che mi sembra partecipò come comparsa durante una presentazione pubblica per la stampa) la penserebbe come me :D.

Secondo me se la vedi sotto quest'ottica potresti anche darmi ragione...la saga di C&C è cult, degna di un pesce d'aprile memorabile (che poi era anche più bello di renegade xD).

Come scrivo sempre:
Westwood studios R.I.P.

PS: Ho ancora incorniciato la tua recensione di Blade Runner xD
Stefano_Silvestri staff
18/03/10 @ 16:46
#6
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Guarda, come ho premesso non ho giocato questo episodio, quindi ne parlo con tutta la superficialità che può avere uno che l'ha visto in tutto 20 minuti in due diverse fiere.

A me, da tempo, gli RTS classici hanno stancato. Per darti l'idea, all'epoca diedi subito la cover di TGM a Ground Control proprio perché già molti anni fa avvertivo l'esigenza che qualcuno svecchiasse il genere. Per cui approvo sempre quando qualcuno trova la forza di mettersi in discussione rimescolando le carte in tavola. E poi, onestamente, critichiamo sempre EA per giocare sul sicuro e non osare mai alcun rinnovamento, e il giorno che lo fa le diamo addosso...

Ciò detto, capisco anche che un cultore della saga possa trovarsi sconcertato di fronte a tutti questi cambiamenti: credo che la risposta più obiettiva possibile la si possa dare prendendo questo gioco, togliendogli il marchio C&C e domandandosi se gli si darebbe lo stesso voto se fosse un franchise nuovo.

p.s.: grazie infine per l'apprezzamento della recensione. :)

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