Il potere delle parole Commenti Editoriale

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Editoriale di Alberto Belli

28 luglio, 2009

La stampa, i numeri dell'industria dei videogiochi e qualche altra cosa...

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@LuBU@
29/07/09 @ 09:02
#1
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Personalmente faccio parte di quella categoria di giocatori che si piazza davanti ad uno schermo per ore ma non si è mai informato più di tanto su quello che c'è dietro per le troppe cazzate che si leggono. tutto troppo facile e troppa poca serietà sopratutto dagli addetti che molto spesso arrivano da altri settori e non sono in grado di sviluppare al meglio il proprio lavoro. Detto questo ti voglio dire Elda che ti ammiro molto perchè hai il coraggio di dire la verità e di smascherare quei 4 coglioni che si credono sempre troppo furbi. Certo è ovvio che poi certe persone ti insultano (mi viene in mente sul forum quel tipo con il quale ti sei attaccato l'altro gg) o te le ritrovi come nemici ma sti cazzi sei un'ottimo prefesionita,continua cosi.
YukioAlek
29/07/09 @ 09:49
#2
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veramente interessante!
alla fin fine, l'informazione fatta anche nel campo ludico, così come in altri campi, è deviata o parziale :(
Zefiro
29/07/09 @ 10:26
#3
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Lo dicevo da un pezzo che era tutto molto meno nobile di quanto sembrasse

E si spiegano anche tanti voti di Game Pro

Complimenti per l'articolo
Marco/Cav
29/07/09 @ 12:59
#4
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Ma... Carbone... questo personaggio che ormai ci si ritrova ovunque quando in Italia si parla di videogiochi... esattamente, cosa ha fatto, a parte fondare decine di associazioni qui e là? Magari sfugge qualcosa a me... magari no...
Tsam
29/07/09 @ 14:11
#5
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Interessante la parte relativa al protocollo, quella veramente mi ha fatto sorridere.

Tutto il discorso purtroppo mi lascia un po' rattristato, quello sì.

@ Marco: Carbone è a capo di Black Sheep Studios, presidente di AIOMI, dentro nella Confindustria e altre cose sparse. Il titolo che citava Elda era Il Rosso e il Nero.
z.e.r.o
29/07/09 @ 14:14
#6
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Bell'editoriale Alberto (alla Mail rispondo con calma ASAP, mi hai preso in trasloco!).

Il problema è che in Italia si sta creando la solita dinamica delle associazioni locali iperchiuse. Nell'articolo sento dei nomi... Sempre i soliti nomi. A dire il vero pure il tuo è sempre il solito nome ;)

Vedo persone che hanno in qualche modo invalidato il cartello italiano di IGDA rendendolo una struttura chiusa (nel resto del mondo è aperta a tutti) ai soli professionisti di un settore aziendale che in realtà in Italia non esiste. Dov'è quel cartello ora? Sostituito da un'associazione con gettone d'entrata fondata dentro Confindustria, slegato dal contesto internazionale che necessita. Collocata in un'associazione che quest'anno ha fatto pressioni per il rilancio delle aziende al governo ed è riuscita ad ottenere, con soddisfazione, uno sgravo sull'acquisto di "macchinari". Categoria che esclude qualsiasi investimento in attrezzature IT, che sono ormai il pane quotidiano per l'80% delle PMI italiane. Questa è Confindustria. Cosa si spera di ottenere se nemmeno il più grande settore dell'IT è considerato granché dai grandi baroni con la barba (i "giovani" di confindustria hanno età comprese tra i 40 ed i 50 anni)?

Come dicevo anche a Rickards chiedendo delucidazioni sul ruolo di AIOMI, se scrivi su un forum IGDA spesso ottieni risposte da persone che lavorano in aziende leader del settore, anche persone di rilievo. Cosa può un'associazione industriale o mediatica italiana che opera in Italia con poche aziende gestite da Italiani? Non per sminuire il lavoro di nessuno, ma le aziende italiane del settore se fanno qualche soldo lo devono proprio ai canali internazionali. Perché gettizzare le nuove start-up (se mai ce ne saranno) in un contesto locale senza dialettica internazionale diretta? Se si va nell'est europa si scopre che i grandi nomi videoludci sorti negli ultimi anni devono molto del loro sviluppo al networking e al supporto ottenuto da IGDA e da aziende spesso geograficamente lontane ma che hanno saputo valorizzare le potenzialità e le risorse dell'est Europa. Hanno però dovuto conoscerle e spesso ha fatto di più un post su un forum pubblico di un emissario di una gilda locale.

Come dice Alberto, il problema di questo tipo di industria, come qualsiasi altra, non è solo nell'avere le idee, è metterle in pratica e far camminare una struttura industriale vera e propria. Che non è fare il giochino iPhone considerando il tempo speso a costo zero, lavorando da casa e vivendo con altre entrate. Insomma mancano i piani industriali.

A dire il vero io sono positivo, sono anni che non lavoro a tempo pieno nella GI (prevalentemente perché in altri settori pagano molto di più), eppure nel corso degli anni, l'unità che gestisco ha maturato competenze e skill tipiche della games industry. Non è che siamo noi che siamo fighi: è che finalmente le tecnologie stanno convergendo ed un programmatore che ti fa l'applicazione Flex per il Sole 24 Ore può lavorare la settimana dopo per un gioco da lanciare su Kongregate per un altro cliente, così come un programmatore sveglio .NET può convertirsi a Silverlight o XNA nel giro di pochi giorni (e XNA è una manna anche per il realtime grafico non ludico). Non passa un giorno che non si facciano pitch o si avviino progetti per iPhone (VAS, giochi o app) o per altri tipi di device mobili. Anche perché ormai i videogiochi sono un'industria talmente sfaccettata che un gioco 3D stile console o PC è sempre l'ultima idea che mi viene in mente se devo proporre un'idea o una vision ad un cliente. Anche i manager dei CRM iniziano ad accorgersene. Anche perché nessuno vuole più i CRM, se non per onorare sante alleanza aprioristiche :)

Il problema da nio però è sempre lo stesso: le relazioni. Avendo visto le realtà estere non posso che vedere con diffidenza come esse sono gestite in Italia. Alleanze d'onore che si reggono sul nulla per un solo vincolo di parentela o amicizia. Che durano nonostante risultati pessimi o buchi di bilancio abissali. Il problema non è la relazione in sé, anche all'estero si vive di reciproca stima, è il peggiorativo che la cultura italiana introduce nelle dinamiche, una specie di servitù coatta che deve durare e perdurare. Insomma, perché fare la solita santa alleanza castrante, specie se essa peggiora i rapporti con l'estero e limita lo sviluppo del settore? Da Ingegnere sono contro gli albi professionali di categoria, figuriamoci se veda con positivismo una casta italiana con iscrizione a pagamento per un settore industriale inesistente. Iniziare ad occupare le poltrone, a darsi titoli, a prendersi il credito (non rispolveriamo nemmeno quello sulla fantomatica associazione dei videogiocatori italiani, sorta localmente e che ora si spaccia come rappresentativa di un'intera nazione che nemmeno sa che esista) non è un po' prematuro? Non è una guerra tra poveri se si vanno ad analizzare i risultati ottenuti e le tendenze delle aziende che fanno parte del cartello (ci sono ovviamente delle eccezioni)?

Queste inziative sono comunque lodevoli, andrebbero un po' ricalibrate sull'umiltà e la concretezza. C'è da auspicare anche statuti più trasparenti. Non sempre è facile capire se ci si trova di fronte a qualche criptoazienda di consulenza/comunicazione all'italiana o ad una vera associazione che darà spazio ai membri presenti e futuri su base meritocratica, oppure (ancora peggio) ad un parcheggio per vecchi miracolati della new economy che proprio non si capacitano che la pacchia è terminata (sta succedendo qualcosa di simile anche in UK).

Spero di non avervi annoiato con questo fiume di riflessioni a voce alta.

Matteo Anelli
Edited 2 times, most recently on 29/07/09 @ 14:26
Zefiro
29/07/09 @ 14:21
#7
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z.e.r.o. sei un programmatore quindi?
Bene, perchè la riflessione è molto intelligente invece

Io ho una domanda molto semplice, per tutti: chi fa parte di questo gruppo di aziende (se ho capito bene raggruppate sotto Confindustria?)

Perchè ho letto Milestone e basta. Poi?
Marco/Cav
29/07/09 @ 14:24
#8
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@Tsam: sì, so chi è Carbone! Quel che non capisco è perché questo personaggi imperi in questo ambiente pur avendo fatto realmente cosa? Il rosso e il nero... un gioco che chiamarlo tale è già fargli un complimento. Insomma, non capisco quali meriti abbia quel personaggio a parte apparire ovunque.
Zefiro
29/07/09 @ 14:26
#9
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Il merito di essere stato il primo a usare la politica in un settore ancora non politicizzato

Confindustria! Ale'!

Peccato che se è come dice Elda che ci sono così pochi occupati (fossero pure 10.000 persone è uguale), lo stato non aiutera' MAI il settore. Ma lui potra' farsi pubblicita' ai corsi ogni volta con la scusa

E' l'Italia di De Sica
Marco/Cav
29/07/09 @ 14:29
#10
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Il merito di saper usare il dono della parola... come molti altri in Italia.
Quando c'è da dover parlare c'è sempre la coda. Chissà perché...
Tsam
29/07/09 @ 15:03
#11
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Qualche riflessione al riguardo (mia) la trovate qui: http://www.nevergameover.it/?p=79 (elda scusa lo spam) e in versione integrale sul mio profilo di Facebook. Ci tengo a sottolineare come il tutto sia stato fatto in maniera squisitamente informativa e per nulla polemica, come purtroppo qualcuno ha colto. Al limite si può discuterci sopra e l'intenzione era quella. Alla fine l'importante imho è che il settore in qualche modo cresca e progredisca.

@ Marco: scusa, pensavo non sapessi chi era :(.. che gaffe :-)
Zefiro
29/07/09 @ 15:13
#12
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Raoul Carbone on aprile 25th, 2009 23:35

Caro Roberto,
non giriamoci intorno, le parole hanno un peso: mettere in dubbio l’oggettività della nostra Conferenza e della Fondazione IULM e l’imparzialità del Prof. Vagliasindi equivale a mettere in discussione la nostra buona fede. Mi stai dando del disonesto?
Pesa bene le parole prima di usarle, oppure dopo non fare finta di niente. Quello che hai scritto è molto grave.


AHAHAHAHAHAHAH
Comunque quello che ti è successo è scandaloso Tsam

Ti hanno censurato in pratica?
Edited 1 times, most recently on 29/07/09 @ 15:15
VincentVega staff
29/07/09 @ 15:38
#13
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Il settore cresce e progredisce quando un'azienda che fatturava x, l'anno dopo fattura x+1.
Un settore non progredisce fornendo una versione falsata della realtà e infischiandosene dell'etica giornalistica.

Come ricorda Elda: 9 mesi di Eurogamer.it e mai un accenno ad AIV.
Invece la prima intervista sul Sole24 del Presidente di Filiera riporta le uniche realtà in cui è implicato direttamente.
Per inciso: realtà come lo IED in cui il tasso di studenti assunti è pari a x = 0. Zero.
Lo IULM invece non è un corso di SVILUPPO di videogames. Non insegnano a fare giochi ma è un master in comunicazione e marketing. Non hanno ancora pubblicato la lista dei loro assunti (mi dicono siano solo stagisti).
Vedremo appena lo faranno ma non si tratta di un corso di GameDevelopment.

La lista degli assunti di AIV è disponibile quì: http://www.aiv01.it/?s=196

I lavori degli studenti invece quì: http://www.aiv01.it/photosushi/

Parlando di "etica" giornalistica un filmato che diverrà nuova pietra miliare, in negativo ovviamente, è l'intervista a Carbone realizzata da ADNKronos: mostravano come lavora una software house... peccato che le riprese fossero compiute in IdraEditing (un service editoriale... guarda caso di Accordi), che i "programmatori" filmati fossero i ragazzi di Idra (dei giornalisti e nelle inquadrature notiamo Daniele Bossoletti, Vincenzo Lettera e credo anche la Petrarca) e che "l'autrice di videogiochi" fosse Francesca Noto, al secolo la moglie di Accordi e Amministratore di IdraEditing (ovviamente non ha mai pubblicato un gioco).
Per darvi l'idea questo è il senso di "giornalismo etico" che hanno in mente Accordi e Carbone: spacciare un service editoriale per una Software House.
Non quindi portare le telecamere di ADNKronos dentro una vera Software House come Milestone, Idoru, e le poche altre che esitono veramente (aka che abbiano dei prodotti i quali, venduti, ricavino più di quanto sono costati) ma arrabbattare una sequenza "peculiare" finalizzata a mettere in mostra solo i "nomi" che fanno loro più comodo.

Tutti noi ci auguriamo che il mercato cresca, perchè così a vincere saremo in tanti, ma un conto è lavorare onestamente in squadra per un bene comune, l'altro invece è lo strumentalizzare i mezzi di informazione per passare una solo lato della medaglia.

Fra poco pubblicheremo GameSushi: il contenitore Italiano di GameDeveloper e GamesIndustry, ovvero le due testate più importanti al mondo per quel che concerne Sviluppo e Trade e vi assicuro che tutti gli enti di formazione con uno storico comprovabile o con un contesto didattico soldito come un Master Universitario troveranno spazio nel nostro modo di fare giornalistmo.
Chiaramente lo IED e lo IULM avranno il loro spazio: a dimostrazine che a qualcuno " l'etica " stà ancora a cuore.
Edited 2 times, most recently on 29/07/09 @ 18:18
Zefiro
29/07/09 @ 15:42
#14
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pwned
Spetz85 staff
29/07/09 @ 15:56
#15
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Onde evitare equivoci credo sia il caso di specificare che nell'articolo di Alberto i riferimenti a IULM e ad alcune persone che gesticono i corsi (nello specifico il Prof. Vagliasindi) non sono di carattere polemico, almeno per quello che è il mio punto di vista.

Io provengo dal Master in Digital Entertainment Media & Design organizzato proprio da IULM e, come alcuni di voi avranno sicuramente notato, scrivo su queste pagine già da diversi mesi. Mi è stata data quest'opportunità nonostante Elemental Publishing non fosse originariamente tra le aziende affiliate alla Fondazione IULM per lo svolgimento degli stage previsti al termine della parte didattica.

Onestamente non credo che sarebbero state affrontate tutte le pratiche e documentazioni del caso, per rendere possibile la cosa, se l’azienda non ritenesse il corso stesso valido ;)
VincentVega staff
29/07/09 @ 16:06
#16
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Per completezza il filmato di cui parlavo (quello di ADNKronos) è visibile sul sito dell'associazione sotto accusa

Credo sia autoesplicativo.
Stiamo osservando un Service Editoriale "al prezzo" di una Software House.

La cosa incresciosa è che sia sulla homepage dell'associazione che si prefigge di "promuovere, diffondere e preservare la cultura del videogioco": invece di mandare le telecamere di ADNKronos da Cangini di Artematica, ad esempio, realizzano il tutto dentro IdraEditing.

Io auguro tutto il meglio all'idea di AIOMI ma vi assicuro che faremo qualsiasi cosa sia in nostro potere ogni qual volta verrà fatta passare una "notizia parziale" come "realtà ufficiale".
Edited 1 times, most recently on 01/08/09 @ 11:23
VincentVega staff
29/07/09 @ 16:12
#17
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@Spetz: hai ragione ed è utile che io faccia una precisazione.
Il corso IULM ha una validità fuori discussione. Non giudico assolutamente neanche le caratteristiche del corso IED che dimostrerà da solo, con il numero degli studenti assunti (non in stage) la validità del suo metodo.

Il punto della questione è solo la parzialità dell'informazione data da chi dovrebbe "tutelare" la comunicazione di TUTTO il comparto.
La "mamma" che legge il Sole24Ore si può convincere che "gli unici" corsi validi siano quelli.
E' a tutti gli effetti una forma di pubblicità che il Presidente di Filiera PROPRIO non può permettersi in quanto GARANTE della trasparenza della comunicazione fatta in tutto il comparto che vuole "tutelare e promuovere".

Non è un caso che anche nell'intervista ADNKronos le uniche citate siano, guarda caso, solo IED e IULM.
Questo tipo di comunicazione NON è "tutela" ma "promozione" di determinati interessi.

AIV ed il Prof. Vagliasindi hanno già collaborato su progetti importanti relativi a SBK2008 (la campagna ADV mondiale) e abbiamo tutti la massima stima per lui e per l'ottimo lavoro di Milestone.
Proprio per quello avremmo preferito che le telecamere di ADNKronos fossero puntate nella sede della prestigiosa software house milanese... più che in IdraEditing.
Edited 1 times, most recently on 29/07/09 @ 16:31
z.e.r.o
29/07/09 @ 16:31
#18
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Ho come il sospetto che non lo spiegheranno mai :)
@LuBU@
29/07/09 @ 16:32
#19
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Sai perchè ancora non si è incazzato con nessuno di loro?semplice per l'italia è un paese di merda dove va avanti solo chi prende e da mazzette, si va avanti solo per raccomandazioni e favori. Vi faccio una domanda, quante persone lavorano nell'industria videoludica che non ne capiscono assolutamente un cazzo e si ritrovano in posizioni di prestigio solo perchè uomo, donna di....?????. Ora fa più comodo fare i paraculi che avere le palle di dire NO! e fare le cose come andrebbero fatte.
Marco/Cav
29/07/09 @ 17:45
#20
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@Tsam: ho letto ora i commenti a quel tuo post... beh, avessi letto a quei tempi avrei risposto volentieri. Sono allergico a molti dei "retroscena" della game industry italiana... sia chiaro, questo non è l'unico (anzi), ma non li digerirò mai ugualmente. E quanto leggo non fa altro che convincermi che ho fatto la scelta giusta, alcuni anni fa.
Spetz85 staff
29/07/09 @ 18:06
#21
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Di quale scelta parli? Se non sono indiscreto :D
Zefiro
29/07/09 @ 18:49
#22
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z.e.r.o. mi rispondi?
Ho letto che sei anche al lavoro su 3 progetti Live, ci puoi dire quali?
FoRTy
29/07/09 @ 19:42
#23
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Spero ke questa voce riesca a colpire 1 po' tutti gli appassionati di videogiochi e l' opinione di molti ke sanno dove potrebbe andare a parare gente ke vuole soltanto il bene proprio o comunque di 1 cerkia ristretta.

Grazie Alberto :)
Fabrizio_vagliasindi
29/07/09 @ 22:30
#24
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Mi chiamo Fabrizio Vagliasindi, e lavoro nel settore del Digital Entertainment dal 1987, ovvero 22 anni, e insegno in Università da 6 anni nella laurea Specialistica di Televisione, Cinema e Produzione Multimediale. Sono stato fra i primi laureati italiani in Informatica e ho cominciato la mia carriera nello sviluppo software, con un lavoro che è stato pubblicato da Microsoft in America e presentato durante la Microsoft Developers Conference di Seattle.
Sono stato il capo di Alberto in Black Bean, ma in questo caso rispondo a titolo puramente personale, senza disturbare il gruppo nel quale opero da quasi 7 anni.
Ho deciso di postare una risposta a questo articolo solo per dare una visione delle cose da chi in questo mondo ci opera, realmente, da più di 20 anni.
Ho incominciato a insegnare in Università, pur non avendone alcun bisogno dal punto di vista economico né dal punto di vista dell’affermazione personale, avendo una lunga carriera alle spalle che mi fa sentire contento e realizzato, soltanto con uno scopo: non fare come tutti gli italiani che si lamentano che da loro le cose non funzionano come negli altri paesi, bensì cercare di fare come gli italiani che se ritengono di poter dare un loro apporto sociale per migliorare le cose lo fanno.
Sono partito come ricercatore universitario, studiando in giro per il mondo le tematiche dell’interattività e dell’entertainment. Gli elementi raccolti durante questo percorso mi hanno portato a studiare la creazione di metodi di progettazione e di studio di prodotti, la loro economia, il loro posizionamento, la loro realizzazione tecnica. Dico questo con grande umiltà, senza presunzione o arroganza, perché la mia vita professionale ha avuto come scopo la valorizzazione e la dignità del videogioco in un paese come l’Italia dove siamo arretrati di 20 anni nonostante le grandissime professionalità e i grandissimi talenti individuali.
Ho portato in aula universitaria in questi anni la mia esperienza personale e il mio metodo, e ho portato almeno una decina dei miei studenti a lavorare con me presso il gruppo in cui opero (non in stage caro Alberto, ma in contratti di lavoro a tempo indeterminato in un gruppo che vale molto sul mercato come ben sai).
Siamo indietro nel nostro paese sul mondo dei videogiochi, è un settore non valorizzato e chissà perché mai sbocciato a livello di opportunità lavorative al contrario di quello che è successo in paesi come la Francia e l’Inghilterra.
Quello che Alberto ignora (d’altronde il suo lavoro è stato quello di PR, e non da tanti anni) è che Francia e Inghilterra sono partiti proprio da dove l’Italia sta cominciando i primi passi istituzionali attraverso la creazione della Filiera della Confindustria. Qui Alberto snocciola numeri di occupati e situazioni delle aziende che compongono la Filiera sulle quali, personalmente, mi muoverei con più rispetto: si tratta di aziende e imprenditori che rischiano i propri soldi, investono nel nostro settore e cercano di creare business e opportunità per loro stessi ovviamente ma, naturalmente, per far crescere le proprie aziende e per aumentare il proprio personale. Perché dunque sparare a zero su di loro? Perché dire che non rappresentano nulla? Forse che Alberto è l’unico a contare qualcosa in questo settore e la parola di decine di aziende e di imprenditori che ci lavorano vale meno della sua? Forse che se Alberto fosse così nella ragione e ne sapesse così tanto non sarebbe oggi il presidente acclamato di questa filiera? O forse Alberto, che sa fare tante altre cose benissimo, dovrebbe avere un po’ più di umiltà verso persone grazie alle quali forse il nostro paese avrà una iniziale opportunità di sviluppare questo settore che tutti amiamo?
Sai Alberto, 5 anni fa Milestone contava una ventina di persone, oggi ne conta più di 100 (sei rimasto un po’ indietro con il conteggio. E molte altre realtà, oggi piccole, potrebbero nei prossimi anni svilupparsi in maniera importante. Esistono i presupposti economici, e oggi si sono finalmente date una forma organizzativa che servirà a far capire a livello istituzionale che esistono. Perché essergli contrari con tanto accanimento? Partecipa anche tu e se hai idee migliori proponile. Se saranno vincenti gli associati della Filiera te ne saranno grati. E avrai reso un servizio al settore del quale sei appassionato, non è semplice?

Non è importante, in quanto tutti possiamo dire quello che desideriamo e tutti i nostri pareri contano. Anche quando paragoniamo AIV, della cui validità Alberto è giustamente convinto anche se gli basterebbe elencare i lunghissimi curriculum dei docenti e il grande numero di videogiochi sviluppati per mettere tutti a tacere, con un ateneo come lo IULM, che si possa apprezzare o no si tratta di un ateneo con miliardi di investimenti, aule, docenti illustri, servizi agli studenti, etc etc. Noi in IULM non creiamo programmatori, perché sappiamo benissimo cosa vuol dire preparare un programmatore per le esigenze di oggi e non ci sogneremmo mai di proporre una cosa del genere. Ma AIV sì, non si capisce con quali mezzi e con quali basi (teniamo presente che neppure Scienze dell’Informazione, corso di laurea universitario ufficiale, riesce a formare un programmatore di videogames che possa considerarsi tale,anche se in erba).
Poi Alberto dice che le idee non mancano, quindi non serve preparare Game Designer, come se i Game Designer fossero quelli che hanno le idee e non quelli che, forti di una metodologia e di un apparato teorico non appreso leggendo riviste di settore, devono preoccuparsi della stesura di progetti complessi e dinamiche di gameplay non banali.
Insomma, Alberto mi sembra la tua posizione onnisciente debba essere rivista, per il bene di tutti, anche di chi ti legge, in modo tale da togliere i tuoi rancori personali dalle tue valutazioni (cosa che è il tuo più grande limite se mi posso permettere) e far sì che il tuo talento giornalistico possa contribuire a migliorare le cose nel nostro paese, ma veramente, non con luoghi comuni e banalità di cui il tuo articolo è farcito (con numeri, cifre e stime che esistono soltanto nella tua testa, e purtroppo nella testa di chi crede che tu sia bene informato).

La IVGDC di quest’anno si svolgerà in seno ad una Università, per la prima volta in Italia, dando finalmente un apporto di dignità al nostro settore. Dovrebbe essere un risultato di cui tutti siamo felici e soddisfatti, è un primo passo, non certo un punto di arrivo. Perché Alberto non ne sei contento? Ci sono relatori internazionali che vengono a parlare con appassionati e professionisti, persone che rappresentano la nostra passione e solo di rado riusciamo a vedere nel nostro paese. Anche questo non ti va bene? Non ti capisco, sinceramente.

Credetemi, questo post è l’unico che vedrete da me e la ragione che mi ha spinto a farlo è soltanto che dopo 20 anni di lavoro fatti con passione e dedizione anche verso dei ragazzi che vorrebbero entrare in questo mondo, non potevo veramente evitare di dire un po’ di come stanno le cose veramente.


Cordialmente e senza vena polemica (a 46 anni non ne ho né la voglia né il tempo, che preferisco dedicare alle mie passioni)


Fabrizio Vagliasindi
Marco/Cav
29/07/09 @ 23:09
#25
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@Spetz85: la scelta di cui parlo riguarda il lavorare nella game industry. Dallo sviluppo sino alla localizzazione/pubblicazione c'è davvero un insieme piuttosto variegato di momenti in cui dover "chiudere un occhio". Un po' troppo sinceramente. Preferisco comunque non entrare eccessivamente nel merito... anche perché i casi particolari a cui mi riferisco sono fuori luogo nella discussione qui in atto.
VincentVega staff
30/07/09 @ 02:13
#26
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Dico questo con grande umiltà, senza presunzione o arroganza, perché la mia vita professionale ha avuto come scopo la valorizzazione e la dignità del videogioco in un paese come l’Italia dove siamo arretrati di 20 anni nonostante le grandissime professionalità e i grandissimi talenti individuali.

La professionalità di una persona come Fabrizio Vagliasindi non è mai stata messa in discussione.
Interessante e peculiare infatti è il modo di rispondere senza "rispondere" veramente alle "note" introdotte dall'articolo di Alberto e puntualizzate da me.

Chiaramente Fabrizio non risponde del filmato ADNKronos, ne risponde delle numerosissime volte in cui IED e IULM sono, per coincidenza, le uniche rappresentate dalla filiera.

E' giusto che Fabrizio sorvoli il fatto che non è l'unico ad "aver cominciato qualcosa": AIV è la prima struttura di formazione ad essere nata in Italia ma questo, per lui evidentemente, non ha peso alcuno.
Non hanno peso gli assunti prodotti da AIV, infatti come notate sorvola ampiamente sul fatto e non cita alcuno degli assunti internazionali dello IULM, struttura per cui ripeto nutro il massimo rispetto.

Il rispetto però, e dovrebbe essere cosa nota, è una questione biunivoca: se il senso è unico ed a percorrerlo è il Presidente di Filiera allora le cose cambiano.
Cambiano perchè il giornalismo non è manipolazione, questo mai.

Vediamo di mettere a fuoco il discorso.

Qui Alberto snocciola numeri di occupati e situazioni delle aziende che compongono la Filiera sulle quali, personalmente, mi muoverei con più rispetto: si tratta di aziende e imprenditori che rischiano i propri soldi, investono nel nostro settore e cercano di creare business e opportunità per loro stessi ovviamente ma, naturalmente, per far crescere le proprie aziende e per aumentare il proprio personale

Ecco un primo, poderoso, abbaglio: Alberto ed io abbiamo infatti messo in evidenza la futilità di portare ADNKronos dentro un service editoriale: nei commenti che evidentemente Fabrizio non ha avuto il tempo di leggere ho scritto più volte che, volendo offrire un servizio vero al comparto, le telecamere dei giornalisti dovevano andare in Milestone, Idoru, Artematica... nelle realtà vere nel rispetto di chi lavora tanto e bene.
Quindi il primo punto di Fabrizio manca il bersaglio di netto e quì lo ripeto: l'editoriale di Alberto vuole mettere il dito contro una comunicazione veicolata ed impopria che danneggia proprio le aziende che in questo settore lavorano da quasi 10 anni.

Perché dunque sparare a zero su di loro? Perché dire che non rappresentano nulla? Forse che Alberto è l’unico a contare qualcosa in questo settore e la parola di decine di aziende e di imprenditori che ci lavorano vale meno della sua?

Nell'editoriale che ho letto questo non è mai evidenziato. Alberto ha rispettato tutti gli imprenditori che lavorano veramente nel comparto. Far credere che l'editoriale abbia un altra mira è un esempio chiaro di come non si voglia discutere del punto che pure è stato elicitato con una certa quale precisione.
Se poi Alberto vuole dire che una Signora che fa l'Amministratrice da una vita è diventata improvvisamente Sceneggiatrice di Videogiochi ed è, guarda caso, la moglie della persona che ha prestato l'ufficio in cui sono state fatte le riprese... beh... allora il discorso cambia nettamente.
No Fabrizio, non parliamo degli imprenditori: a loro massimo rispetto.
Rigettiamo invece di netto le comunicazioni fallaci, il giornalismo piratesco e approssimativo e la comunicazione "veicolata" a cui abbiamo assistito con sconcerto.

Forse che se Alberto fosse così nella ragione e ne sapesse così tanto non sarebbe oggi il presidente acclamato di questa filiera?
Ovviamente NO!
Carbone, caro Fabrizio, non ne sa più di te nel campo dei Videogames e non mi pare che tu sia il Presidente di Filiera.
Se il tuo sillogismo aristotelico avesse fondamento, ovvero che "chi più ne sa diventa presidente", allora avremmo sicuramente te a capo della Filiera. Così non è.
E dico di più: così non è perchè tu sei impegnato a lavorare e tutti gli altri imprenditori che "PRODUCONO" sono impegnati a lavorare. Chi fa politica invece è impegnato a parlare.

Carbone nella sua vita, e fidati che lo conosco da quando ha 13 anni, ha prodotto solo un MOD: il primo videogames fu prodotto da Francesco Lutrario con la LUDONET SPA e vendette credo qualche decina di copie.
Il secondo titolo fu un MOD construito sul motore di Lutrario, il Rosso e Il Nero, che quando LEADER (società che dovresti conoscere bene) lo mise in distribuzione NON AVEVA ALCUN SERVER.... e il gioco era solo multiplayer...

Il primo server del Rosso e il Nero lo fece AIV, non lo tirò su Leader.
I primi giocatori italiani del mod del motore di Francesco Lutrario giocarono grazie agli investimenti di AIV.
Il Rosso e il Nero vendette veramente pochissimo.
Tutti gli altri giochi nel sito Black Sheep sono dei Fake e te lo posso dire perchè Carbone li ha costruiti davanti a me.
Iconoclast game per esempio?
Lo portai a termine io perchè BSS non riusciva più a gestire il cliente.
Team di Sviluppo? Di AIV e nella fattispecie: Bonanno, Perrazoni, Doddi e Santelli. Pagati da AIV.
Tutti gli altri titoli nel sito BSS?
Sono solo dei concept, non c'è neanche una riga di codice dietro.

Ma andiamo avanti che la questione diventa interessante...

Partecipa anche tu e se hai idee migliori proponile. Se saranno vincenti gli associati della Filiera te ne saranno grati. E avrai reso un servizio al settore del quale sei appassionato, non è semplice?

Questa è un'affermazione non veritiera: ho scritto personalmente a te, al Presidente di Filiera, al Vice-Presidente per chiedere lumi sull'articolo del Sole24Ore e non avete risposto.
No Fabrizio, le idee proposte saranno ascoltate se faranno comodo ad un certo gruppo di persone.
La mail che vi ho spedito ha data ed ora ed è una prova che la comunicazione in AIOMI non è "SEMPLICE" come vuoi intendere con la tua frase di poc'anzi.

Anche quando paragoniamo AIV, della cui validità Alberto è giustamente convinto anche se gli basterebbe elencare i lunghissimi curriculum dei docenti e il grande numero di videogiochi sviluppati per mettere tutti a tacere

Ed è questa la principale differenza fra il tuo atteggiamento, caro Fabrizio, ed il modo di lavorare di una realtà pulita.
AIV non è una software house e non deve produrre alcun titolo.
AIV deve produrre assunti. A questo serve una scuola.
AIV ha prodotto assunti in Italia e all'Estero. E parliamo del comparto SVILUPPO.
In tutto ciò ne io, ne Alberto, abbiamo mai speso una parola contro lo IULM ne intendiamo farlo ne ora ne altrove.

Tu invece, sprezzantemente oserei dire, annulli il lavoro di un gruppo di imprenditori che ha investito negli anni centinaia di migliaia di euro per creare una struttura, una società, dovre prima era il nulla e che ogni anno forma il più alto numero di studenti in Italia.
Tu non accogli la giusta lamentela di chi non si vede rappresentato dalla struttura che dovrebbe tutelare le società che lavorano proprio nel comparto di cui AIV fa parte!

Ma lo sai che tanti studenti AIV sono stati assunti dalle società della Filiera?
Mi dici quanti tuoi studenti sono stati assunti dalle stesse società di Filiera?
Ecco il punto. Comunicare correttamente è il punto.
E' di questo che si stava parlando: del rispetto delgi imprenditori che lavorano e degli studenti che si impegnano verso un sogno importante in questa nazione.

La cosa divertente è che parli proprio di AIV in questi toni quando AIV fu la società che risolse la campagna ADV di SBK2008 in tempo record perchè "eravate alle strette" (ho le mail dei vostri dipendenti che ci chiedono, per favore, di fare gli straordinari per tirarli fuori d'impaccio).
AIV ha consegnato un ottimo lavoro in tempo record ed il tuo ringraziamento è permettere che il Presidente di Filiera non citi mai la prima scuola italiana di videogames.
Questo è bizzarro. Non l'editoriale di Alberto.

con un ateneo come lo IULM, che si possa apprezzare o no si tratta di un ateneo con miliardi di investimenti, aule, docenti illustri, servizi agli studenti, etc etc.

E torniamo al punto di partenza: Dio ci scampi, non non parleremo mai male di una struttura prestigiosa come lo IULM. Anche se non sono i "miliardi" a fare una buona formazione, il punto è che "LA COMUNICAZIONE" impostata dal Presidente di Filiera non rispecchia la reale situazione Italiana. Questo non è ammissibile.

in IULM non creiamo programmatori, perché sappiamo benissimo cosa vuol dire preparare un programmatore per le esigenze di oggi e non ci sogneremmo mai di proporre una cosa del genere.

Perchè lo IULM non è una scuola di sviluppo forse?
Però noi abbiamo offerto la nostra forza editoriale per parlare di tutti, anche di IULM, perchè amiamo fare giornalismo in modo corretto e trasparente.
Era questo il punto dell'editoriale Fabrizio, non altro, non un attacco allo IULM, che NON è una scuola di sviluppo.

E che mi dici dello IED?
3 anni di corso per realizzare un mod?
Bene: nessuna critica. Parliamo allora degli studenti IED che sono stati assunti.
Parliamo dei posti di lavoro creati da IED videogiochi.
Perchè, stando al presidente di Filiera, l'unica realtà importante in Italia è lo IED, struttura per la quale, coincidentalmente lavora...
Di cosa vogliamo parlare dunque?

Parliamo di questo caro Fabrizio: http://www.aiv01.it/?s=196

E' la nostra pagina Carriere: AIV può permettersi una pagina CARRIERE.
E' un primato.
E' il primato Italiano, ma secondo il presidente di Filiera non è degno di essere citato perchè, per coincidenza, l'unica realtà che conta nello sviluppo è lo IED che ancora non ha una pagina CARRIERE.
La nostra pagina carriere, Fabrizio, è vecchia di anni e può solo aumentare.

Tanto per dirne una: AIV è l'unica ad avere accesso diretto alla Games Career Fair di Londra.
GameSushi, il nuovo giornale che fonderemo, organizzerà il viaggio a Londra per tutti gli studenti diplomati nei vari corsi di riferimento in Italia... sia che vengano dallo IED che dallo IULM.
Noi facciamo giornalismo e forniamo un servizio.
Per questo, in 9 mesi, non abbiamo MAI parlato di AIV.
Questa è integrità nel giornalismo: parità di informazione, parità di possibilità, obbiettività nel documentare ed informare il prossimo.
Non l'intervista ADNKronos in un service editoriale spacciato per Software House o nei vari articoli in cui "l'unica realtà" è quella in cui lavora il presidente di Filiera.

Scordando di citare gli altri, e ne conto almeno 2, MASTER UNIVERSITARI in videogame Programming che sono stati attivati in Italia.
GameSushi chiaramente parlerà di TUTTI e per tutti.

Ma AIV sì, non si capisce con quali mezzi e con quali basi (teniamo presente che neppure Scienze dell’Informazione, corso di laurea universitario ufficiale, riesce a formare un programmatore di videogames che possa considerarsi tale,anche se in erba).Ma AIV sì, non si capisce con quali mezzi e con quali basi (teniamo presente che neppure Scienze dell’Informazione, corso di laurea universitario ufficiale, riesce a formare un programmatore di videogames che possa considerarsi tale,anche se in erba).

Continua questo tuo appassionato attacco ad una Società, una SRL, attacco ingiustificato che viene dal pulpito della presidenza della Filiera che dovrebbe tutelarmi...
Una filiera che ha ammesso al suo interno anche società che fanno siti web e service editoriali.
La differenza fra noi è questa Fabrizio: io rispetto te e lo IULM, tu non rispetti il lavoro di 40 persone, di una società che ha 7 anni e che fa parte di un gruppo di 4 società con un grande finanziamento alle spalle detentrici, per giunta, dei più importanti brand mondiali nel campo che tu dici di voler "tutelare" con la filiera.
Tu non rispetti le persone assunte e che hanno studiato in AIV.

Noi sai come facciamo a formare programmatori?
Guarda è semplicissimo: o vieni a trovarci e lo scopri oppure chiedi alle società della tua filiera che li hanno impiegati.
E' questo il punto indissolubile: impiego, lavoro, inserimento nel mercato (come risorsa junior ovviamente) alla fine di un percorso didattico.
Hai domande? Bene. Hai anche gli strumenti per le risposte.
Se questo ti interessasse veramente, beninteso.
Se poi il punto della peculiarissima forma di comunicazione impostata dalla filiera verte soprattutto sul far passsare "talune cose" rispetto ad altre... beh... la cosa diventa un po "pantomimica".

Cmq ti ripeto: BLACKROCK STUDIOS, HUL ACADEMY (che accetta le referenze AIV e che ha ammesso dopo TEST i nostri programmatori), EA SPORT SPAIN, STREAM LINE STUDIOS, TWELVE INTERACTIVE, FRAME STUDIOS, PIX REV, etc etc etc sono tutti disponibilissimi a darti le risposte che tanto cerchi.
Ma la cosa un po strana, Fabrizio, è che tante di queste società sono nella filiera che tu sposi.
E' questo il punto agghiacciante.
Invece di sostenere AIV come la prima struttura che ha fatto formazione e occupazione nel settore dove tu operi da 20 lunghi anni, ti adoperi per porre delle insinuazioni che corrono sul filo del rasoio.
Invece di lodare chi ha fatto assunti proprio nella tua filiera la cosa migliore che sai fare è porre dubbi.
Per lo IED tu dubbi non ne hai... eppure lo IED non ha ancora pubblicato una pagina carriere... ed esiste da soli 3 anni...

Ripeto: noi non abbiamo mai parlato male di IED e IULM, abbiamo criticato la comunicazione assurda e veicolata che ha lasciato di fatto fuori AIV e 2 università italiane (non pizza e fichi, caro Fabrizio) dalle interviste del Presidente di Filiera.
E' questo il punto.
Non deviamo. Quì si deve rispondere. Il servizio della filiera è leso in tal senso.
Nessuna disputa accesa verso alcun imprenditore: noi ce ne guardiamo bene dall'insultare chi lavora onestamente.
Cosa che invece non appare altrettanto chiara nel versante Presidenza della Filiera.

e far sì che il tuo talento giornalistico possa contribuire a migliorare le cose nel nostro paese, ma veramente, non con luoghi comuni e banalità di cui il tuo articolo è farcito

Sarebbe l'editoriale di Alberto Belli ad essere banale... non l'intervista ad ADNKronos, falsa, del Presidente di Filiera.
Fabrizio fino a che punto si può spingere "l'essere di parte" davanti a prove tanto schiaccianti?
Ma tu hai capito che nell'intervista che tutti possono vedere sul sito di AIOMI non ci sono programmatori o grafici ma dei GIORNALISTI???
Ma ti sei reso conto che Daniele Bossoletti, Vincenzo Lettera, Francesca Noto ed altri ripresi non sono affatto sviluppatori, così come l'intervista del Presidente di Filiera starebbe ad indicare?
Bene, Alberto farà tesoro del tuo consiglio... ma tu farai tesoro del nostro?
Perchè altrimenti quì i conti non tornano.
Parli di luoghi comuni appoggiando un'intervista completamente falsa!

Milestone sviluppa giochi lì dovevano esserci le telecamere, ADNKronos doveva intervistare uno degli sceneggiatori di Cangini di Artematica se voleva fare un bel servizio, dovevate riprendere il lavoro di Crugliano di Twelve per dare un "servizio culturale".
Ma ti pare che "servizio culturale" faccia rima con l'intervista rilasciata dal Presidente della tua Filiera?
Risponti su questo ti prego perchè altrimenti non è che i tuoi 20 anni possano permetterti di fare il punto su molto altro.

AIV non ha mai rilasciato interviste come se fosse "una software house". MAI.
Questo è il punto, questa è coerenza.

La IVGDC di quest’anno si svolgerà in seno ad una Università, per la prima volta in Italia,

No Fabrizio, sei male informato.
Per la seconda volta in italia.
AIV ha già portato un simposio fra sviluppo e studenti a Tor Vergata già 2 anni or sono.
Siamo stati noi i primi: che l'IVDC possa fare ed essere ad ottimi livelli è quello che noi ci auguriamo.
Saremo lì, caro Fabrizio, ad intervistarvi, a dare voce a chi sviluppa, a sostenere il comparto.
IVDC e l'editoriale di ALberto hanno poco a che vedere e onestamente non capisco perchè "svicoli" tanto sul punto.

Perché Alberto non ne sei contento? Ci sono relatori internazionali che vengono a parlare con appassionati e professionisti, persone che rappresentano la nostra passione e solo di rado riusciamo a vedere nel nostro paese. Anche questo non ti va bene? Non ti capisco, sinceramente.

No guarda. Forse mi spiego male ioi e pertanto lo ripeterò: il punto non è mai stato l'IVDC.
Pensa che ci saremo anche noi!!!
E copriremo l'evento a livello giornalistico perchè noi facciamo giornalismo in modo obbiettivo e professionale.
E' questo il punto che TU non capisci e che eviti: Alberto ha critica il modo di fare comunicazione di una struttura nata proprio per tutelare e comunicare le diverse realtà di un comparto in crescita.
Se fare questo vuol dire, con fare ai limiti della gilda, di parlare solo delle cose in cui VOI lavorate direttamente... senza neanche aver stilato un protocollo approvato da tutti... beh, Fabrizio... si chiama trasparenza ed etica.
Sono questi i punti criticati: non puoi fare pubblicità ai tuoi corsi come se fossero gli unici esistenti.
Se AIOMI ha uno statuto e le comunicazioni ufficiali non lo rispecchiano poi ci sono anche le querele: dire una cosa che può implicare danno economico senza essere comprovata è una cosa per cui si può andare in tribunale.

AIV, tanto per dirne una, è l'unica struttura riconosciuta dal Ministero per quel che riguarda i corsi di formazione.
E il Presidente di Filiera si scorda di dirlo... ma guarda un po.
Ecco il documento di cui parlo: http://www.aiv01.it/?s=200


Ecco il Presidente di Filiera che parla bene di AIV: http://www.youtube.com/watch?v=tZdVMEmshSU


Il Presidente di Filiera, cambiata società e lavorando per un altro partner, in modo non proprio super partes, non parla più di AIV. Questo è il punto Fabrizio.
Ne IED, ne IULM, ne nessun altra società: quì rispettiamo tutti.
Siamo noi che chiediamo il rispetto tuo e di Carbone.
Siamo noi a chiedere una comunicazione equanime e pulita nel rispetto del lavoro e degli investimenti.
Basta con l'Italia dei clientelismi che ci ha lasciato indietro di 20 anni.

Sappi che tutti i video raccolti verranno tradotti ed informeremo tutti i partners internazionali con cui lavoriamo di come AIOMI fa informazione. Mostreremo i giornalisti spacciati per programmatori e porteremo le evidenze in POSTI DI LAVORO di un corso che non comunicate perchè concorrente ad i vostri interessi.
Non esiste altra spiegazione, Fabrizio, per questo comportamento.

Quando mi incontrasti a Colonia nel 2008 mi accogliesti calorosamente dicendo: "non vedevo l'ora di incotrarvi..." e parlavi del ottimo lavoro fatto in emergenza per il tuo SBK2008.
A distanza di 12 mesi noi non esistiamo più...
Cioè siamo partner in un immagine coordinata al livello mondiale e 12 mesi dopo chiedi "con quale titolo parliamo"...
Veramente lo chiedi?
Te lo dico subito con quale titolo parla aiv: riprendi la pubblicità mondo di SBK2008, il render, il mocup, le normal map, il binding e la scena in toto è stata composta in tempo record e con qualità "mondo" da AIV e tu ci facesti i complimenti.
Ecco i nostri titoli Fabrizio. Ti ringrazio per la tua equanimità.
Di certo non puoi sperare che io, come Amministratore di un gruppo che da 3 persone è cresciuto in 7 anni fino a comprenderne 40, stia zitto ed accetti di "passare all'oblio" perchè il tuo Presidente di Filiera così ha deciso.

Mi rivolgerò ad AESVI e sporgerò un reclamo formale per il modo in cui AIOMI porta avanti la sua comunicazione.
Farò presente il possibile danno economico per la nostra società e per gli altri Master Universitari di cui il Presidente non si è sentito in aria di parlare, ponendo il corso in cui lavora lui e quello in cui lavori tu come "gli unici in Italia".
Tu fai parte di AESVI: se proponi un tavolo di dialogo sappi che sarò il primo ad accettare volentieri. Se il dialogo è precluso continueremo a fare informazione salubre per tutelare proprio gli imprenditori della Filiera che non stanno quì a perder tempo e che devo far quadrare i conti mentre portano avanti un sogno.

Se parliamo di fare "impresa" e ti riferisci alle società del gruppo che amministro allora sappi che stiamo parlando di una crescita fra dipendenti e collaboratori che va da 3 elementi nel 2002 a 40 nel 2009.
E tu non difendi una realtà come questa?
Scambi un articolo che si concentra su una comunicazione incompleta per un attacco a te, e se leggi bene le mie righe vedrai che ho sempre parlato bene di Milestone, e replichi ponendo dei dubbi su AIV dopo che fu strategica per un tuo progetto?
Questo non è bene.


Credetemi, questo post è l’unico che vedrete da me e la ragione che mi ha spinto a farlo è soltanto che dopo 20 anni di lavoro fatti con passione e dedizione anche verso dei ragazzi che vorrebbero entrare in questo mondo, non potevo veramente evitare di dire un po’ di come stanno le cose veramente.

Magari Fabrizio.
Magari fossi venuto quì a dire le cose come stanno veramente.
Ma non ti preoccupare: le diremo noi le cose come stanno veramente.
E non applicheremo due pesi e due misure per lo IED e lo IULM così come sembra fare AIOMI. Vedrai.

Così come abbiamo contribuito ad organizzare la più grande manifestazione italiana per i Videogames, Il Gameland, che ha portato per la prima volta in Italia un gioco, ed era SBK2008, al TG1 e TG5 delle 20:00, continueranno le nostre iniziative di divulgazione e formazione.
Tutti avranno lo stesso spazio se producono titoli, revenue, posti di lavoro ed entusiasmo.

Spero tu voglia concederci una bella intervista all IVDC!
Ci vediamo presto!

Luca De Dominicis.
Edited 12 times, most recently on 30/07/09 @ 02:45
Marco/Cav
30/07/09 @ 09:58
#27
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Per Fabrizio.

Solo due punti (sul resto mi mantengo spettatore):

decine di aziende e di imprenditori

Parliamo di sviluppo di videogiochi? Decine? Sei sicuro? Io a malapena arriverei a 10... ma che dico...

5 anni fa Milestone contava una ventina di persone, oggi ne conta più di 100 [...] E molte altre realtà, oggi piccole, potrebbero nei prossimi anni svilupparsi in maniera importante. Esistono i presupposti economici, e oggi si sono finalmente date una forma organizzativa che servirà a far capire a livello istituzionale che esistono.

100 persone che lavorano come e a quali condizioni? L'informatica in Italia, in termini sempre di sviluppo software, paga poco di suo, ma almeno in certi ambiti è a livello di sufficienza...
Mi sfuggono poi i presupposti economici e la forma organizzativa che dovrebbe far capire a livello istituzionale che qualcosa è cambiato (ammesso e non concesso che ciò sia effettivamente vero).

Sono solo due precisazioni, queste. Però gradirei comprenderle meglio, visto che ormai si è in ballo.
@LuBU@
30/07/09 @ 10:00
#28
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i popcorn servirebbero proprio. penso che troppe cose siano troppo poco chiare. personalmente rimango sempre un pò diffidente nei confronti di università private come lo IED e IULM ma in generale proprio dell'università italiana, troppa teoria e troppa poca pratica. Dopo 3/5 anni ci si trova uomini convinti di sapere, convinti di essere adeguatamente preparati ma una volta varcato il mondo del lavoro ci si rende conto sulla propria pelle di aver buttato via soldi e tempo per ritrovarsi impreparati. Preferisco strutture piccole di professionisti che promettono e realizzano le aspettative di chi 18 enne ha voglia di imparare per poi trasformare la propria passione in una carriera. Rimango positivamente colpito al sapere che AIV è l'unica struttura ad avere accesso diretto alla Games Career Fair di Londra.
Sono contro a quei finti docenti universitari in giacca e cravatta che vanno in aula credendosi "DIO" che fanno passare gli esami alle bamboline con le tette di fuori per poi portarsele a lavorare con se, contribuendo così a rubare posti di lavoro a persone realmente preparate. Detto questo non ho mai sentito parlare (chiedo scusa di ciò) di Fabrizio Vagliasindi, dice di essere una persona umile, ma non mi sembra dal suo modo di porsi..."lui...lui...lui.." la mia percezione è che abbia voluto ribattere punti senza arrivare ad un dunque, quasi come se stesse rosicando per qlc. Si parla di "pisellini d'oro" ma per averlo bisogna dimostrarlo e argomentare con fatti e mi sembra che qui Aberto, abbia i coglioni per dire le cose come stanno e non serve postare un CV (anche perchè diciamolo, i cv sono pieni di parole, contano i fatti e non i truschini che si fanno parlando in generale). Ora quello che mi sfugge è una cosa, parla Alberto, parla Luca, parla Fabrizio ma perchè non parlano i diretti interessati? e perchè non si hanno le risposte alle domande? Cosa si vuole effettivamente nascondere? A chi si vuole parare il culo? Perchè non si può avere un confronto diretto?
Marco/Cav
30/07/09 @ 10:15
#29
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Mentre la mia domanda era molto semplice, così come i dati riportati e come ripeto, già che ci siamo visto che non era sicuramente il punto focale del mio discorso ma è stato rimarcato, sono pronto a firmare CON IL SANGUE che 1500 persone nello sviluppo italiano OGGI e PRIMA DI OGGI non sono mai state impiegate. Sviluppo di VIDEOGIOCHI intendo

Ma non ci sono. Non ci sono mai state tante persone coinvolte davvero nello sviluppo di videogiochi. Così come le realtà non sono "decine". Non se si parla di programmazione, dato che spesso tendiamo a confondere la produzione/distribuzione con esso, sebbene siano ambiti molto differenti.
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 10:15
Knight_Templar
30/07/09 @ 10:50
#30
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Sarà, ma a me vedere qualche nome farebbe molto piacere.
Non credo comunque che ne escano 1000 all'anno per il settore videogiochi, o sbaglio?
Conosco lo IED quasi da quando esiste, e non ho quasi alcuna obiezione sulla validità dei loro corsi, e so che molti dei diplomati trovano impiego, un paio hanno anche lavorato con (per) me.
Ma quanti diplomati trovano impiego nel mercato videoludico. Per sapere, eh? Non per polemica!! Se sono un buon numero allora il programma del corso funziona e questo è bene!
VincentVega staff
30/07/09 @ 10:57
#31
+2
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@ccontinisio: hai perfettamente ragione. Infatti il nascituro GameSushi darà pari visibilità e dignità allo IED come alle altre strutture di formazione. Mai e poi MAI mi permetteri di ledere o di ingiuriare il lavoro svolto onestamente da altri professionisti.

Il punto che lamentiamo è il conflitto di interessi palesato dall'intervista per ADNKronos e dall'articolo del Sole24Ore.

Lo IED e lo IULM troveranno tutto il sostegno che volgiono da parte delle nostre riviste e se possiamo aiutare i post-diplomati ad inserirsi nel mondo del lavoro saremo ben lieti di farlo.
E' questa la differenza di cui parliamo e credo sia una bella differenza ;)
@LuBU@
30/07/09 @ 11:01
#32
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Nessuno si scaglia contro lo Ied o lo iulm, io personalmente non amo questo tipo di istituti per i motivi che ho spiegato prima ma è anche vero che non bisogna generalizzare,forse le cose cambiano da città a città e dalla serietà dei singoli docenti. ho diversi amici che sono rimasti delusi perchènulla è andato secondo quello che gli era stato promesso all'iscrizione. Per molti studenti è difficile difficile trovare uno stage retribuito e ancora di più basso è il numero di studenti che al termine dello stage vengono effettivamente assunti nella stessa azienda e in un altro posto e dicendolo posso portare una lista di nomi.
Marco/Cav
30/07/09 @ 11:03
#33
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Io non comprendo nemmeno cosa serva produrre sul mercato 1.000 diplomati (o quel che è) all'anno, quando la nostra industria ne impiega una cifra radicalmente più irrisoria.

Tra l'altro saturando il mercato di richiedenti un posto di lavoro si ottiene solo di svalutare il mestiere stesso.
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 11:05
Knight_Templar
30/07/09 @ 11:06
#34
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@LUBU: E' un male comune questo, qualunque universitario può confermartelo.
@Marco: non fa una piega :)
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 11:07
VincentVega staff
30/07/09 @ 11:16
#35
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"realtà come lo IED in cui il tasso di studenti assunti è pari a x = 0" allora uno pensa "aspetta un attimo".

Hai ragione, avrei dovuto precisare meglio e mi scuso: l'indentià espressa x = 0 è relativa al corso di Videogames e non all'intera struttura di formazione.
Qualora avessi delle informazioni riguardo a qualche diplomato IED Videogiochi che ha trovato assunzione retribuita e non in stage ti prego di comunicarmelo e daremo alla notizia lo spazio che merita.
Marco/Cav
30/07/09 @ 11:16
#36
-1
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@ccontinisio: Mi sembrava si parlasse di ambito videoludico, ma d'accordo. 1.000 persone diplomate in cosa e con quali aspettative di lavoro, allora? Lo chiedo perché a questo punto non è chiaro.

Tra l'altro se 1.000 diplomati (sebbene in ambiti differenti) escono solo da Roma in un anno, mi chiedo quanti in ambito videoludico ne escano in tutta Italia.

Sai, da fuori sembra un po' che il business ora sia creare aspettative e numeri... e che qualcuno ci marci sopra un po'. Magari poi sbaglio, eh. Sono sempre disposto a rivedere le mie posizioni!
Edited 2 times, most recently on 30/07/09 @ 11:18
Knight_Templar
30/07/09 @ 11:35
#37
+1
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"Ci sono tante persone che si iscrivono e fanno il comodo loro per tre anni, prendono un voto medio-basso di diploma e poi - ovviamente - non vengono assunti. Questo perché i corsi IED sono tutti basati sul lavoro effettivo (a differenza, che ne so, di Ingegnieria o Filosofia) quindi appena usciti di scuola i nodi vengono al pettine, se uno le cose non le sa fare non viene assunto."

Stravero, in molte realtà è così: alla fine dei conti vengono assunti i migliori, ovvero coloro che si sono davvero fatti il culo!
VincentVega staff
30/07/09 @ 11:42
#38
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@continisio: ma infatti noi siamo sulla stessa lunghezza d'onda e il discorso IED è pleonastico perchè non è il centro del discorso.
Il punto focale quì è la leggittimità di una figura che dovrebbe essere super partes e che invece sembra promuovere unicamente le cose da cui trae profitto personalmente.

L'intervista ADNKronos non mostra una vera software house del gruppo di filiera ma la redazione di un service editoriale travestita da software house del "GRUPPO BLACK SHEEP". prova a chiedere i bilanci depositati del gruppo black sheep e poi cominciamo a ridere... ;)

Nell'intervista e nell'articolo poi si parla SOLAMENTE di IED e IULM dove, guardacaso, lavorano loro.
E' questo che non può andare bene: un presidente di una filiera deve rappresentare l'intero comparto, non solo le realtà che gradisce lui.

Questo è il punto ed il tentativo di Vagliasindi di spostare l'attenzione è fallito miseramente.

Ti invito inoltre a confrontare la qualità dei lavori dei ragazzi AIV in soli 2 anni di corso:
http://www.aiv01.it/photosushi/?s.pinna

http://www.aiv01.it/photosushi/?m.purice...
http://www.aiv01.it/photosushi/?a.fomenko

http://www.aiv01.it/photosushi/?g.tarsit...

per citarne solo alcuni...
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 12:24
Marco/Cav
30/07/09 @ 11:44
#39
0
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@ccontinisio: Non è nemmeno detto che chi è stato bravo durante un corso di diploma poi debba esserlo sul mondo del lavoro. Ho visto programmatori molto bravi uscire da corsi di laurea con voti anche abbastanza bassi. Il punto però è che un corso di diploma deve avere lo scopo di avvicinare i suoi frequentatori al mondo del lavoro, non di dire "bom, noi i soldi coi corsi li abbiamo fatti".

Altrimenti ciò che ha scritto Monopoli è ineccepibile e il messaggio diventa "studiate seriamente informatica e lasciate perdere quei corsi".
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 11:45
Tsam
30/07/09 @ 11:46
#40
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"Ci sono tante persone che si iscrivono e fanno il comodo loro per tre anni, prendono un voto medio-basso di diploma e poi - ovviamente - non vengono assunti. Questo perché i corsi IED sono tutti basati sul lavoro effettivo (a differenza, che ne so, di Ingegnieria o Filosofia) quindi appena usciti di scuola i nodi vengono al pettine, se uno le cose non le sa fare non viene assunto."

Mi spiace, ma questa affermazione non la condivido: è la stessa cosa in tutte le università, scuola o altri posti: ho fatto ingegneria e c'erano x persone che cazzeggiavano ma che comunque hanno trovato lavoro perchè avevano voglia di fare. Gente che è uscita con i massimi voti che è ancora a casa.
La differenza la fa 1) il blasone della scuola 2) le basi che ti vengono infuse ma soprattutto 3) La voglia di fare.
Considera anche che il voto di un'esame, seppur necessario, non è sempre specchio reale di quanto uno sia bravo o meno, anzi.

Detto questo l'importante è appunto il master in videogame di cui stiamo parlando.
VincentVega staff
30/07/09 @ 12:21
#41
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@continisio: grazie ;)

Cmq nessuna rivalità ed anzi un grande in bocca al lupo per i tuoi studi e la tua carriera.
Appena uppiamo GameSushi e mettiamo tutto a regime pubblicheremo anche le offerte di lavoro che ci passa GamesIndustry come la Games Career Fair che è un'opportunità ottima per trovare lavoro.
Marco/Cav
30/07/09 @ 14:36
#42
+1
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Per carità, non vorremmo mica interrompervi. :D
VincentVega staff
30/07/09 @ 14:45
#43
0
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Anzi anzi, placare i toni è sicuramente appropriato. 8)

Nessuno risponderà a tutto questo papiro di roba (non possono in effetti), e noi continueremo a lavorare sodo per cercare di comunicare al meglio al servizio di tutti coloro che lavorano in questo campo ed al servizio di tutti quelli che spendono soldi per acquistare videogames e che vogliono sapere se stanno spendendo bene o male i loro dindi.

Speriamo solo di non essere nuovamente costretti a vedere fischi che si trasformano in fiaschi al guizzo creativo di un troppo solerte comunicatore.
Noi le telecamere di EurogamerTV le porteremo in casa degli sviluppatori, come già accadde al Gameland e vi assicuro che sulle nostre pagine leggerete e vedrete le storie vere. Non quelle affette da "Sindrome da Merchandsing Cronica".
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 14:56
Cpt.Costina
30/07/09 @ 14:58
#44
+4
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Scusate, scusate e scusate ancora: sto per dire quello che penso perchè credo che a tutti sia sfuggito un dettaglio.

L'industria dei videogiochi in Italia, semplicemente, NON C'E'.
Punto.

Esiste un'industria che VENDE videogiochi, non una che li realizza.

Quante softco OPERATIVE ci sono nel nostro Paese ricco di pizza, canzoni e d'amooor? (Cit. Elio e le Storie Tese "Giocatore Mondiale" - 1990)

Quante di quese 10/12 realtà (se ci sono davvero) hanno pubblicato titoli che hanno generato fatturato?
Smettiamola di dire puttanate, per piacere, smettiamola di fare disinformazione illudendo chi magari vuole provare questa carriera e si merita di non buttare soldi nel buio.

In Italia non si realizzano videogiochi, in Italia si VENDONO videogiochi.

I ragazzi italiani che vogliono lavorare nello sviluppo sono costretti ad andare all'estero e, a quanto mi risulta, ci vanno solo quelli di AIV, cui (evidentemente) è stata fornita una formazione adeguata, e gli ingegneri informatici "tradizionali" laureati all'università.

Qualcuno potrà dire che sbaglio e che, di videogame, in Italia se ne fanno eccome.

Credo che 2 o 3 titoli (al massimo) non possano essere in alcun modo rappresentativi, specialmente se parliamo di un'industria che si vanta di fatturare circa un miliardo di euro l'anno.
E poi parliamo al massimo di Milestone e degli Ubistidios.

Punto.

1.500 posti di lavoro all'anno in un'industria che on esiste?

Ma stiamo scherzando?
Fatte le debite proporzioni, equivalgono al 1.000.000 del Nano col Pingone e ai 750.000 del Baffo col Barcone (promessa di cui tutti si dimenticano sempre...)

Per il resto, da un po' di tempo, ho la sensazione che ci sia qualcuno che genuinamente e seriamente tenta di fare qualcosa perchè le Istituzioni si accorgano della non-industria videoludica italiana (servono le sòld per sviluppare, ma quelli veri, taaaanti) mentre altri cercano un finanziamentino lì e una sponsorizzazioncina qui, tanto per stare a galla in modo semi truffaldino come in una delle peggiori imitazioni delle commedie di De Filippo.

Statemi bene.
Knight_Templar
30/07/09 @ 15:08
#45
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Quote: "Punto." :)
Knight_Templar
30/07/09 @ 17:57
#46
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In verità vi dico, ho conosciuto Re Mida al contrario.

Ad ogni modo, siamo abbondantemente off topic. Vi invito a continuare la discutere sul forum, e lasciare spazio a quanti vorrebbero tornare sul punto sul quale giustamente insiste Eldecar.
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 17:57
VincentVega staff
30/07/09 @ 18:37
#47
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Grazie Elda per aver riportato in Topic la questione.
E' apparso Vagliasindi, è tornato Simone con cui ho chiarito numerosi punti al telefono e a cui vorrò avere il piacere, un domani, di presentare la nuova AIV.
A questo punto mancano solo i fantasmi del natale Passato, Presente e Futuro nella speranza che almeno uno di questi possa rispondere all'annosa domanda posta da Alberto....

Il nocciolo della situazione non è perchè AIV è stata esclusa. E' perchè IULM e IED sono state approvate, da una persona che dovrebbe garantire trasparenza ed equità di trattamento ad ogni struttura formativa pubblica e privata, senza che il protocollo per questa approvazione sia pronto o senza che qualcuno (non solo AIV) abbia potuto visionarlo per decidere o meno se adattarsi

Attendiamo fiduciosi.... ;)

A dire il vero attendo anche un commento sulla video-intervista di ADNKronos però: tutti attenti alla forma ed alla sostanza dell'etica e poi sorvoliamo su una Fiction che promette di esser migliore della Terza Serie di Boris...
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 18:44
Marco/Cav
30/07/09 @ 19:21
#48
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Peccato però che sia scomparso il post di Simone. Era sinceramente molto interessante.
Edited 1 times, most recently on 30/07/09 @ 19:38
Marco/Cav
30/07/09 @ 19:38
#49
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Hai ragionissima. Ho postato sul forum non appena visto. ;)
Mdk7 staff
30/07/09 @ 19:51
#50
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Costina ha detto il vero e io mi inchino dinnanzi alle sue tristi ma verissime parole.

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