FIFA 10

Signori e signore: il calcio.

Quando si parla di calcio digitale è impossibile non pensare a FIFA. Dopo l’ottimo lavoro svolto, prima con FIFA 08 e successivamente con FIFA 09, EA Sports si è infatti imposta nel tempo come il vero e proprio punto di riferimento nel campo delle simulazioni calcistiche (dopo anni di dominio da parte di Konami), dimostrandosi non solo capace di ricreare la magica atmosfera che contraddistingue questo sport, ma di portare nelle nostre case esperienze sempre più coinvolgenti e assimilabili alla realtà.

Alla luce di tali premesse, era prevedibile che lo sviluppo di FIFA 10 sarebbe stato accompagnato da grandi aspettative e un notevole entusiasmo, considerati anche gli ottimi trascorsi nel curriculum recente di EA Sports, veramente esplosa con la cura Moore (che lo scorso anno si risentì moltissimo per essere stato estromesso dalla Top 50 di Eurogamer). Ora, dopo mesi di attesa è però arrivato il momento di renderci conto se FIFA 10 corrisponda davvero a quel capolavoro definitivo che da mesi tutti attendavamo.

Sul fronte del gameplay, come abbiamo fatto notare in più occasioni nelle nostre precedenti anteprime, le novità non mancano di certo. Il cambiamento più significativo nell’economia di gioco è rappresentato senz’altro dal movimento a 360°, una caratteristica che incrementa esponenzialmente il realismo dell’esperienza oltre che le variabili di gioco. Come prevedibile gli effetti di questa innovazione emergono soprattutto nelle fasi di dribbling, permettendo di smarcare avversari con maggiore semplicità rispetto al passato, nonchè nell’impostazione della manovra, finalmente libera dai binari entro i quali i giocatori andavano a ritagliarsi gli spazi.

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La fisicità ha finalmente un peso. E scusateci il gioco di parole.

Tutto ciò è ulteriormente impreziosito dal nuovo “dribbling esperto” che permette di avere una gestione pressoché totale del proprio atleta, facendogli eseguire movimenti stretti e imprevedibili, alquanto efficaci. Di certo il suo utilizzo non è particolarmente semplice, come del resto non è semplice giocare senza avvalersi di alcun aiuto da parte della CPU, tuttavia una volta padroneggiato sarà possibile smarcarsi con progressiva facilità, facendo di necessità virtù e mandando al manicomio chi suo malgrado continua ad affidarsi alla gestione tradizionale.

L’ottimizzazione è stata fortunatamente bilanciata da un altro cambiamento di rilievo, che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più realistica e del tutto equilibrata: ci riferiamo alla prestanza fisica. In FIFA 10, al contrario delle passate edizioni, la costituzione ricopre un ruolo di fondamentale importanza, rendendo ad esempio giocatori abilissimi nell’uno contro uno pressoché inutili se messi di fronte a difese particolarmente rocciose.

Dimenticatevi dunque di scaricare palla su un Cristiano Ronaldo o Messi per involarvi a velocità folli verso la porta avversaria, a meno che non siate dei funamboli, infatti potreste ritrovarvi a terra, tramortiti, senza neanche aver avuto il tempo di accorgervene. Come potete facilmente comprendere il gioco di squadra non andrà mai trascurato, i fraseggi di prima o al massimo a due tocchi saranno il vostro pane quotidiano, i singoli serviranno più che altro a fornire quel qualcosa in più in fase di finalizzazione, ma la manovra dovrà essere il principale obiettivo.

Osservando un normale match ci si accorge immediatamente della rinnovata fluidità in confronto a FIFA 09. Difficile da credere eppure tutte le azioni ora godono di estrema dinamicità, senza per questo tradursi in fastidiosa frenesia. La fisica del pallone e dei movimenti di cui si servono gli uomini in campo è talmente verosimile che raramente capiterà di vedere azioni simili tra loro, ci sarà spazio per tutta la fantasia possibile, a patto di saper vedere gli spazi e le opportunità e di sfruttare entrambi al momento opportuno.

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