FUEL

Le dimensioni non contano.

Quando Codemasters annunciò FUEL, in molti rimasero basiti di fronte alle prospettive di questo particolare racing game. In fondo quale simulatore automobilistico può vantare un mondo di gioco così vasto, liberamente esplorabile, impreziosito dalla presenza di fenomeni metrologici del tutto imprevedibili? Nessuno, ma forse è stato proprio questo aspetto ad abbagliare molti videogiocatori e ad impedirgli di considerare il gioco nel suo insieme. Le ottime premesse si sono dunque rivelate all’altezza delle aspettative? Sì, ma solo in parte.

Sebbene ci si aspettasse il contrario, FUEL non sfrutta l'ormai celebre EGO Engine targato Codemasters, ma si avvale di un motore di gioco sviluppato internamento da Asobo, che non sfigura di certo se paragonato a quello di altri prodotti della categoria. E non potrebbe essere altrimenti visto che parliamo di un racing open-world in stile Test Drive Unlimited, con un parco macchine che strizza l'occhio a MotorStorm, e con fenomeni ambientali che si non sfigurerebbero nemmeno in una produzione cinematografica di Roland Emmerich. Attraverso gli oltre 8000 Km quadrati di terreno, realizzati attraverso un'accurata analisi dei territori dell'America settentrionale, troverete strade di montagna, vallate, fiumi, colline e molto altro ancora.

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Le sfide disponibili comprendono time trial, inseguimenti di elicotteri e...molte altre gare..

L'esperienza di gioco è condita anche da una storia (banale, ma pur sempre utile per spiegare perché dei pazzi dovrebbero voler correre in mezzo a dei tornado). Il gioco si svolge in USA in una realtà post apocalittica, dove vestirete i panni di un fanatico di motori alla disperata ricerca di un po' di carburante per continuare a correre, e come prevedibile l'unico modo per ottenere la benzina necessaria sarà ovviamente quello di vincere le numerose gare e sfide sparse per il territorio. Il carburante ottenuto potrà poi essere speso per acquistare nuovi veicoli e uniformi in base alle necessità (o desideri) correnti.

La premessa è innegabilmente strana e soprattutto illogica (perché mai delle persone dovrebbero “lottare” per ottenere del carburante, quando poi ne bruciano a litri per prendere parte ad ogni gara?) ma i racing game non hanno certo bisogno di grande coerenza per divertire, no?

Un’altra discutibile particolarità di FUEL sta nell'impossibilità di esplorare liberamente il terreno di gioco, relegando la scelta delle gare e delle sfide a un apposito menù; la scoperta di nuove aree della mappa è infatti legata ai progressi di gioco invece che all'esplorazione e questo vi costringerà a completare un discreto numero di eventi prima di potervi muovere liberamente per l'intero territorio proposto da FUEL.

A differenza di giochi come Test Drive Unlimited e Burnout Paradise, in cui la possibilità di sbloccare nuove zone era una delle principali fonti d'interesse, FUEL non si rivela particolarmente divertente da questo punto di vista. Sebbene sia possibile lanciarsi online per prendere parte a sfide insieme a altri giocatori, non proverete un grande entusiasmo durante le vostre scarpinate attraverso territori chiaramente sviluppati per gare lunghe ed estenuanti. Nonostante la realizzazione grafica sia ammirevole, non sarete però voi a occuparvi direttamente dell'esplorazione; sarà infatti il gioco stesso ad avvertirvi della presenza di nuove sfide (evidenziandole sulla mappa e nel menù), sfide avreste probabilmente mancato senza gli appositi avvisi.

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