Ghostbusters: Il Videogioco

Intramontabile quartetto.

Il potere dei ricordi è quasi illimitato e spesso, specialmente in campo videoludico, può rivelarsi la chiave del successo. Gli sviluppatori di Terminal Reality, impegnati nello sviluppo di Ghostbusters, questo lo sapevano bene ed è quindi comprensibile che abbiano deciso di puntare molto sul fattore nostalgia per far breccia nel cuore degli appassionati. A testimonianza di ciò il celebre tema musicale della serie è una costante in tutto l'arco del gioco (così come lo è stato nella maggior parte dei trailer mostrati fino ad oggi) e il filmato di apertura è preceduto dalla storica sequenza introduttiva targata Columbia Pictures (sì, quella del 1980).

È dunque facile farsi trascinare dai ricordi, specialmente se si ha a che fare con una delle proprietà intellettuali più evocative e importanti degli ultimi 20 anni. Ghostbusters era un film originale, divertente ed emozionante, capace di affascinare grandi e piccoli, e fu proprio questo a renderlo un vero e proprio fenomeno mediatico negli anni '80.

Il secondo film della serie non fu purtroppo all'altezza del primo, ma questo non intaccò in alcun modo la fama di Ghostbusters, permettendogli di imporsi come uno dei brand più amati ed apprezzati di quel tempo. Nonostante siano passati molti anni dall'epoca d'oro degli acchiappafantasmi, i Ghostbusters sono però tutt'oggi una realtà, al punto che il nuovo videogame è stato inizialmente definito "il terzo film della serie" (questo prima che Dan Aykroyd annunciasse l'intenzione di realizzare una terza pellicola vera e proprio). E si è inoltre parlato a lungo di come Aykroyd abbia scritto l'intera sceneggiatura, ma questo prima che lui stesso rivelasse di essersi occupato solo di un terzo del progetto, lasciando il resto del lavoro ai ragazzi di Terminal Reality. Nonostante questo, gli sviluppatori hanno comunque fatto un ottimo lavoro: Ghostbusters propone una serie di ottime battute (realizzate in maniera impeccabile) e la sceneggiatura si dimostra perfettamente in linea con lo stile dei film.

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I modelli dei personaggi sono molto ben realizzati così come i vasti ambienti di gioco.

Come di consueto la trama è un insieme di assurdità fantascientifiche. La nuova avventura si svolge due anni dopo gli eventi narrati in Ghostbusters 2, e racconta una nuova invasione di Manhattan ad opera di un mare di spiriti giunti da un’altra dimensione. Nel gioco, vestendo i panni di una nuova recluta, assunta per aiutare i fantastici quattro nelle loro mansioni e per testare i nuovi equipaggiamenti, dovremo dunque vedercela con numerosi nemici, tra cui alcune vecchie conoscenze quali Slimer, il fantasma della biblioteca e Stay Puft. Le battaglie si svolgono in diverse ambientazioni, ma fra queste spiccano alcuni luoghi storici come la Biblioteca Comunale di New York e l'Hotel Sedgewick.

Le ambientazioni presentano una cura per i dettagli a dir poco maniacale: è ad esempio possibile leggere i singoli documenti attaccati alla bacheca della caserma dei pompieri o controllare le note nel museo. Le texture sono inoltre davvero realistiche e gli effetti di luce eccellenti (anche se alcuni corridoio bui sono un po' troppo scuri al punto in cui è difficile orientarsi). Anche gli zaini protonici sono realizzati magistralmente e i personaggi sono esattamente come le loro controparti reali, ed è quindi un peccato che questa magica atmosfera crolli su se stessa non appena i personaggi inizino a parlare: la sincronizzazione delle labbracon il parlato è infatti pessima e assolutamente non all'altezza degli standard attuali.

È inoltre un peccato che la struttura dei livelli sia così lineare: i Ghostbusters potranno anche sembrare reali, ma il fatto che trascorrano molto del loro tempo immobili come degli automi, non contribuisce di certo a creare un grande coinvolgimento. Starà dunque a voi capire i momenti in cui i vostri compagni non aspetteranno altro che facciate qualcosa, magari conducendoli avanti o attivando il giusto script necessario per dare il via a qualche evento. Ad un primo sguardo sembra infatti che il gioco garantisca una grande libertà decisionale e di esplorazione, ma la realtà è che seguirete semplicemente una serie di percorsi prestabiliti.

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