Grand Theft Auto: Chinatown Wars

Nella botte piccola c’è il vino buono...

Sin dalla sua nascita il franchise di Grand Theft Auto è sempre stato una delle colonne portanti del parco titoli Sony e, di conseguenza, non è certo una sorpresa che dopo due precedenti apparizioni la serie sia tornata su PSP con un nuovo capitolo.

Ciò che stupisce è però il fatto che non si tratti di un titolo sviluppato appositamente per la piccola console Sony, bensì di un porting della versione per Nintendo DS. Nonostante le evidenti differenze a livello di hardware e un comparto tecnico inferiore a quello visto nei due “Stories”, questa nuova edizione di Chinatown Wars si confermerà un capolavoro?

La storia che fa da sfondo alle vicende narrate è nuovamente ambientata per le strade di Liberty City e racconta le peripezie di Huang Lee, un giovane ragazzo di Hong Kong giunto in America per vendicare la morte di suo padre e per consegnare un’antica spada a suo zio.

Come prevedibile, le cose non vanno però come previsto e Huang, dopo essere stato ferito alla testa da un proiettile durante un’imboscata, viene dato per morto e gettato in acqua da due guardie del corpo di suo zio in preda al panico.

Una volta uscito da questa drammatica situazione, Huang inizia così un’avventura fatta di omicidi, tradimenti e tanta, tantissima violenza, che lo porterà a cominciare una vita da criminale a stretto contatto con alcuni esponenti della Triade, intenzionati a salire al potere ad ogni costo (tra cui suo zio).

La storyline è dunque in linea con la tradizione del franchise ma, pur non proponendo nulla di davvero innovativo, si dimostra in grado di coinvolgere e appassionare tanto quanto i precedenti capitoli.

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L’ottimizzazione grafica ha influito anche sul particolare stile narrativo utilizzato da Rockstar Leeds, rendendo le immagini molto più curate e di maggiore impatto.

In questo senso i personaggi con i quali ci si trova a interagire lungo il gioco ricoprono un ruolo determinante, poiché ognuno di loro, seppur in maniera diversa, è capace di affascinare, intrigare o divertire, rendendo così l’atmosfera ancor più godibile.

Le missioni, caratterizzate da una discreta varietà e legate ovviamente a specifici personaggi, si basano sugli ormai classici stereotipi della serie come furti, inseguimenti, omicidi, imboscate o gare clandestine, rivelandosi però sufficientemente sviluppate per suscitare l’interesse tanto dei neofiti quanto dei vecchi appassionati.

Al contrario della versione per NDS, l’edizione per PSP presenta inoltre alcune missioni inedite, molte delle quali ruotano intorno a Melanie, una fastidiosa giornalista intenzionata a girare una sorta di documentario sulla criminalità organizzata di Liberty City. Nonostante l’insopportabile carattere della donna, tali missioni si rivelano indubbiamente una valida aggiunta.

Ampio spazio è dedicato poi allo spaccio di droga, un’attività esterna al filone narrativo principale, fondamentale per arricchire l’esperienza di gioco (e perché no, anche il portafoglio); tutto si basa sulla compravendita tra spacciatori e di conseguenza è importante essere sempre attenti e pronti ad approfittare di eventuali “saldi” per poi rivendere la merce a un prezzo maggiore (con buona pace del Moige).

Come ogni altro lavoro anche quello dello spacciatore ha però un rovescio della medaglia, ovvero la possibilità di finire nelle mani della polizia. Nel caso in cui si venga sorpresi durante uno scambio è dunque necessario fuggire ad ogni costo o il rischio è quello di perdere tutta la merce posseduta in quel momento.

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