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MotoGP 08

Ancora in pista con Milestone.

Di Milestone e della situazione del videoludo in Italia, si Ŕ parlato tanto. Il team di sviluppo milanese ad oggi, Ŕ sicuramente il punto di riferimento per quel che concerne i titoli racing dedicati alle due ruote. Dopo l'ottimo SBK08, il developer nostrano era chiamato a confermare quanto di buono aveva lasciato intravedere con Black Bean, cercando per˛ di migliorare i tanti difetti che costellavano l'esordio next-gen di Antonio Farina e soci.

SBK08 Ŕ stato un gioco di sostanza, che ha peccato per˛ sotto tanti punti di vista, primo fra tutti quell'accuratezza che un vero biker, cerca dai tempi dell'indimenticabile '01, ancora oggi termine di paragone, quasi, per un intero genere. Intendiamoci, MotoGP08 non Ŕ sicuramente quel gioco, come non lo Ŕ stato SBK08, ma riparte proprio dal "cugino" andando a colmare alcune evidenti lacune del suo parente pi¨ stretto e aggiustando il tiro verso un pubblico variegato, in cerca di un gioco di guida complesso e appagante, ma non frustrante. Insomma, MotoGP08 Ŕ, ovviamente, un SBK08 2.0, pi¨ spostato verso l'arcade, che centra in pieno il bersaglio stabilito in partenza: perfezionare il buon lavoro fatto sull’engine dal punto di vista tecnico e garantire all'utente un'esperienza su misura, non scontentando il giocatore occasionale ma neanche lo smanettone.

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La sensazione di velocitÓ Ŕ resa perfettamente anche nelle situazioni di gran traffico, con 30 fps solidi

Cominciamo dall'inizio, come si diceva, dall'engine: passi da gigante sono stati fatti e se giÓ prima su schermo tutto girava fluido, ora anche la fisica appare migliorata, nonostante la gestione delle traiettorie, anche a livello di difficoltÓ pi¨ elevato, appaia talvolta poco verosimile dovendo regolare fin troppo il freno, anzichŔ usando il gas. La sensazione di velocitÓ Ŕ resa bene, l'IA di sistema, se possibile, Ŕ stata ritoccata senza dover combattere con avversari troppo cattivi, come spesso succedeva al povero Bayliss e ai suoi soci virtuali in SBK, dove le sportellate erano fin troppe: qui si combatte secondo le regole.

Pazzeschi i cupolini, cosý come la resa grafica generale con moto curatissime, tranne qualche piccola imperfezione, modelli credibili e caratterizzati da un buon numero di poligoni e tante belle animazioni. Peccato per il sistema di cadute, ancora troppo poco credibili e "finte", senza contare l'assenza dei danni che aumenterebbe notevolmente l'impatto con un prodotto che si presenta, comunque, alla grande, anche in virt¨ di una licenza che non ha bisogno di presentazioni, men¨ curati e tante piccole chicche per gli appassionati del campionato.

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