The Eye of Judgment: Legends Recensione

Siete pronti a farvi il mazzo?

Versione provata: PSP

The Eye of Judgment su PS3 fu un esperimento coraggioso e per certi aspetti intrigante. Le funzionalità di PlayStation Eye garantivano un’interazione in tempo reale con il magico mondo delle carte raffigurato a schermo. I personaggi del nostro deck apparivano d’incanto e prendevano vita direttamente sul palmo della nostra mano, roba quasi da fantascienza fino a qualche anno fa.

Il gioco, benché curato e sviluppato con un certo criterio, soffriva però di alcune lacune inerenti proprio la modalità di fruizione. Bisognava innanzitutto disporre su un tavolo la griglia del gioco insieme alle carte e, cosa ben più importante, far sì che la telecamera inquadrasse il tutto a dovere per fornire gli adeguati input alla console. A ciò si aggiungeva inoltre la necessità di avere una buona illuminazione affinché le immagini risultassero nitide e la periferica potesse “leggere” le carte in modo corretto.

Meccaniche da gioco da tavolo in comunione con un videogame, con l’aggiunta di particolari dinamiche dei cosiddetti “trading card game”: nonostante il sistema fosse altamente sofisticato, la scomodità nella inizializzazione della periferica e nell’utilizzo del deck fu subito evidente.

La serie sbarca adesso sul luminoso schermo di PSP, rimaneggiando le dinamiche senza snaturarne il gameplay, come sempre basato su carte, incantesimi e strategia. The Eye of Judgment Legends infatti non utilizza alcun mazzo di carte reale né telecamere per il loro rilevamento. Gli sviluppatori hanno pertanto optato per una fruizione canonica, rimanendo a nostro avviso perfettamente in linea con la natura portatile della console di riferimento.

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Pregevole il comparto tecnico. Le animazioni sono fluide e la navigazione tra le opzioni estremamente intuitiva.

Se da un lato la mancata interazione con telecamere e carte reali sembra sminuire la rilevanza del brand, dall’altro abbiamo invece potuto constatare un ulteriore arricchimento nelle opzioni di gioco, risultando nel complesso un tradizionale card game ma non per questo privo di una certa profondità.

Le regole base del sono concettualmente semplici. I giocatori si troveranno dinnanzi a una griglia composta da nove caselle, con il compito di combattere il proprio avversario utilizzando al meglio tutte le carte in dotazione al proprio deck. Lo scontro con il vostro avversario (guidato dalla CPU) inizierà con l’attribuzione di cinque carte estratte casualmente dal mazzo.

In base alle carte ricevute si dovrà quindi attaccare il nemico o difendersi impiegando magie e personaggi vari nel tentativo di conquistare cinque delle caselle presenti nella griglia. Ovviamente, posta in questi termini sembrerebbe poco più che una rivisitazione dei Pokémon (con le carte al posto delle pokéball) ma il numero di variabili implementate nel gioco riesce a garantire un livello di sfida discretamente avvincente, con in più quel tocco strategico che caratterizza il genere.

Prima di ogni mossa è perciò fondamentale valutarne i possibili effetti, tenendo in considerazione bonus, varianti e possibili contromosse da parte dell’avversario. Solo con un po’ di dimestichezza e con una maggiore conoscenza delle carte si potrà imparare a capire eventuali punti deboli degli avversari e a prendere le dovute contromisure. Le trecento carte disponibili all’inizio potranno essere incrementate procedendo in singolo o effettuando scambi con gli amici.

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In singolo ci si potrebbe stufare abbastanza presto. L’implementazione delle modalità multiplayer online e locale si è rivelata salvifica.

Lo scopo è quello di annientare le carte del giocatore e prendere possesso della griglia, ottimizzando le proprie risorse in termini di HP e punti mana, il cui dosaggio risulterà fondamentale per effettuare tattiche vincenti. Japan Studio ha ancora una volta avuto l’accortezza di adottare una struttura semplice e accessibile a tutti, nella quale i giocatori potranno addentrarsi gradualmente senza rischiare di rimanere bloccati entro dinamiche eccessivamente complesse.

La modalità in singolo, ovvero quella che ci vede combattere contro la CPU, si è rivelata abbastanza soddisfacente, ma di certo incapace di tenere desto l’interesse per molteplici sessioni di gioco. Un titolo del genere non poteva certo farsi mancare un’apposita modalità multiplayer, online o in locale, con cui sfidare i propri amici. La longevità ne guadagna in maniera significativa, se non altro per la possibilità di condividere in tempo reale le emozioni e gli imprevisti della sfida.

Graficamente possiamo elogiare l’interfaccia utente, comoda, intuitiva e accessibilissima sin dai primi istanti. Le animazioni, i personaggi e gli effetti speciali associati agli incantesimi sono inoltre raffigurati con cura e con una buona dose di creatività, nonostante la presenza di molteplici stereotipi. Discreto e funzionale il comparto sonoro.

The Eye of Judgment Legends ha dimostrato di essere un titolo godibile e confezionato con criterio. Gli appassionati di TDC riusciranno probabilmente a trarne adeguato sollazzo, ma qualora non rientraste in tale categoria, difficilmente riuscirete ad apprezzare questa nuova iterazione su PSP.

7 / 10

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Commenti (7) Latest comment 2 anni fa

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  • spitfire1945 #1 2 anni fa

    "Pronti a farvi il mazzo".... Bwaaaaaahahahahahahahahahaha! Oddio che BAT-TUTA... mi stò pisciando sotto dal ridere... xDxDxDxD
    AI, ma come ti è venuta questa???
  • Stefano_Silvestri #2 2 anni fa

    È così orgoglioso di questa sua battuta che si è anche auto-incensato al momento di consegnare l'articolo... :)
  • spitfire1945 #3 2 anni fa

  • Tsam #4 2 anni fa

    Questa è prosa allo stato puro. :-D

    Per quanto riguarda il gioco, l'aver abbandonato l'unica cosa sensata del gioco (le carte collezionabili) imho non è stata un gran mossa. Il gioco era già non male a suo tempo.
  • AI-llusion #5 2 anni fa

    Be' Roberto, si tratta pur sempre di un titolo portatile. In verità questa è l'unica scelta possibile, perché in caso contrario non si capisce come si sarebbero potute inquadrare le carte. Senza contare che in questo modo puoi ampliare il deck semplicemente scaricando roba dal PSN. Ci si può fare un bel mazzo digitale, siamo nel futuro! XD

    Per il resto, chi non ha mai voluto avere niente a che fare con i card game, non cambierà certo idea con questo.
  • Tsam #6 2 anni fa

    No appunto, quello che dico è che la scelta di creare eye con tutti gli annessi e i connessi di carte ha avuto un suo senso a suo tempo; questo potevano chiamarlo "bocca della verità" o "mano della scelta" che non cambiava molto. Ora si perde nella marea di yu gi ho (si scrive così?) e titoli simili, mentre prima aveva l'up della carte e della telecamera. Il gioco in sè ha comunque un suo valore, ma si rimmerge nella massa (che ovviamente non vuol dire che sia negativo).

  • Hellbrus #7 2 anni fa

    Non sono sicuro di volermi fare per il gioco un mazzo così.
    Iscrizione su targa bronzea nell'atrio del Dario Tomaselli Fans Club
    Modificato da Hellbrus alle 06/04/10 @ 13:14