Sniper Ghost Warrior

Un colpo, un difetto.

Quella del tiro di precisione è un'arte incredibilmente soddisfacente. Che lo ammettiate o meno, siamo certi che ognuno di voi si sia esaltato effettuando headshot puliti e perfetti da distanze siderali, in uno dei tanto FPS (o TPS, perché no!) in circolazione. Che si tratti di un colpo da maestro eseguito in tempi rapidissimi durante una partita a Modern Warfare, o di un tiro ben studiato portato da chilometri di distanza a Battlefield, ogni uccisione effettuata con il fucile da cecchino garantisce un brivido e una soddisfazione incredibili.

Peccato, però, che Sniper Ghost Warrior riesca nella difficile impresa di rovinare questa esperienza.

In un mercato dominato da FPS frenetici ed esplosivi, dove le sparatorie selvagge sono all'ordine del giorno, c'è sicuramente spazio per un'esperienza diversa, creata appositamente attorno alla figura del cecchino e alla sua peculiare predilezione per le lunghissime distanze. Proprio per uscire dalla routine dei soliti FPS iper-cinetici, l'idea di avere a che fare con un gioco basato sull'attesa e la pazienza era piuttosto intrigante.

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Probabilmente il titolo del gioco è stato creato utilizzando il generatore casuale di nomi in codice di Tom Clancy.

Purtroppo, Sniper Ghost Warrior non ha seguito la strada più logica, preferendo piuttosto mantenersi in linea con gli standard dei soliti FPS, con la geniale idea di spingere il giocatore a non usare armi diverse dai fucili di precisione, anche in situazioni dove la scelta di quel genere di equipaggiamento non avrebbe alcun senso.

Dopo un inizio promettente, con una missione portata avanti assieme a uno spotter incaricato di aggiornarci in tempo reale sulla situazione del bersaglio, le cose tornano rapidamente alle basi del genere.

Per gran parte del gioco ci si trova da soli nella giungla, ad avanzare lungo un sentiero lineare fatto di villaggi e accampamenti da ripulire.

In alcune occasioni, Sniper Ghost Warrior lascia ben sperare con qualche sequenza pensata davvero per un cecchino, salvo poi riportare tutto al più tradizionale degli scontri a fuoco, dove al giocatore viene messo a disposizione lo strumento sbagliato.

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I momenti in cui ci si comporta da cecchino sono anche interessanti, ma spariscono nella mediocrità generale del gioco.

Certo, si può passare in qualsiasi momento alla pistola d'ordinanza, affidarsi alle granate, o abbandonare il fucile di precisione in favore di una mitraglietta raccolta da terra, ma a quel punto i concetti di “cecchino” e di “fantasma” tanto sbandierati nel titolo vanno a farsi benedire. In queste occasioni si sconfina nel territorio di Modern Warfare 2, dove vengono fuori tutti i limiti del budget ridotto.

Come la maggior parte delle produzioni budget di City Interactive, Sniper Ghost Warrior è una vera parata di disastri tecnici. L'engine Chrome 4 ce la mette tutta per cercare di generare qualcosa di vagamente simile a quanto messo in scena dagli altri esponenti del genere, ma il risultato è una serie continua di glitch e di problemi grafici che distruggono qualunque tentativo di immedesimazione.

Il frame rate è tremendo, il gioco si blocca prima di ogni singolo dialogo o salvataggio automatico, gli oggetti fluttuano in aria o si incastrano nel terreno con una regolarità disarmante, e i movimenti del protagonista sembrano usciti direttamente da un film horror: traslazioni innaturali, misteriosi spettacoli di levitazione zen e imbarazzanti manifestazioni di ogni genere di incubo possa tormentare i sogni di un programmatore di grafica 3D, sono all'ordine del giorno.

Anche i nemici sono soggetti a queste forze misteriose. In un momento particolarmente inquietante, ci è capitato di uccidere due guardie e di sentirle ancora parlare, anche se i loro cadaveri poligonali erano ormai sdraiati sul pavimento. E, peggio ancora, zoomando sui nemici in lontananza ci si rende conto che nella maggior parte dei casi sparano in direzioni completamente casuali, spesso anche verso il pavimento, ma nonostante tutto i loro colpi raggiungono sempre il bersaglio.

Su questo genere di problemi si può anche chiudere un occhio, se ci si trova di fronte a un gioco comunque godibile e divertente. Red Dead Redemption offre tonnellate di glitch grafici e di disastri tecnici esilaranti, ma in questo caso gli orrori in questione influiscono direttamente sul gameplay, rovinando l'esperienza finale.

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