Andrew House si è davvero goduto l'E3 2010 e questo soprattutto perché non ha dovuto organizzare la conferenza Sony - cosa che ga fatto per 10 anni, prima di diventare presidente di Sony Computer Entertainment Europe.
Cosa penserà dunque di chi ha preso il suo posto? Sarà stato soddisfatto? E cosa avrà avuto da dirci riguardo al PlayStation Plus ed alle presentazioni mancate, come quella di The Last Guardian e della tanto chiacchierata nuova PSP? Continuate a leggere per scoprirlo!
Eurogamer: Cosa ne pensi della conferenza Sony di quest’anno?
Andrew House: Credo sia stato un grande successo, visto che per il secondo anno consecutivo abbiamo mostrato una buona quantità di ottimi prodotti. Possiamo contare su un'ottima line-up di giochi PS3 per questo ed il prossimo anno. E questo senza contare il grande potenziale di Move; non avevo mai visto Sorcery con l'implementazione di Move e mi ha fatto un grande effetto. Vi confesso che ora è in cima alla lista dei titoli da avere assolutamente.
Eurogamer: Stai cercando di dirci che, segretamente, hai sempre sognato di essere un mago?
Andrew House: Assolutamente si. Ho letto tutti i libri di Harry Potter ma… diciamo che preferisco fermarmi qui.
Eurogamer: In effetti, continuando così potresti andare incontro ad una denuncia per violazione di copyright.
The Fight: Lights Out – uno dei primi titoli per Move.
Andrew House: Complessivamente credo che il livello della conferenza sia stato molto alto. E onestamente credo che un po' di ironia e qualche battuta sulla concorrenza sia stata positiva, specie perché è un qualcosa che negli ultimi anni è mancato.
Eurogamer: Che cosa ne pensi delle conferenze dei vostri concorrenti?
Andrew House: E' difficile da dire e non credo sia corretto parlarne visto che non ho assistito agli eventi in questione.
Eurogamer: Tornando alla vostra conferenza, il 3D ha avuto un ruolo di primissimo piano, ciononostante ci sono ancora molti interrogativi riguardo alla quantità di persone che decideranno di spendere i propri soldi per questa tecnologia. In fin dei conti il costo per una TV 3D e per diverse paia di occhiali richiede un certo investimento. Credi che il mercato sia pronto per una cosa del genere?
Andrew House: Assolutamente si. Sony ha preso un'importante decisione puntando sul 3D e dimostrando di credere che questa tecnologia dominerà il mercato dell'intrattenimento nel prossimo futuro. E vista la quantità di questo genere di prodotti che stanno arrivando sul mercato, non penso che siamo gli unici a pensarlo.
Il successo di Avatar ha chiaramente dimostrato che, sebbene ci fosse un certo cinismo intorno alla tecnologia 3D, i consumatori sono in grado di percepirne il potenziale. Considerando che il pubblico è disposto a pagare un prezzo maggiorato per un biglietto per un film in 3D, non vedo perché la stessa cosa non potrebbe accadere nel caso degli impianti 3D domestici.
Eurogamer: Sei però convinto che molte persone siano pronte a fare un tale investimento? Un biglietto per un film in 3D costa intorno ai 10 euro, mentre per portarsi a casa una TV 3D ne servono qualche migliaio...
Killzone 3 sarà giocabile in 3D a patto che si abbiano gli strumenti adatti.
Andrew House: Tutti si fecero la stessa domanda quando il motivo del contendere era l'alta definizione ma, proprio come in quel caso, anche alla luce della grande competizione in questo campo, i prezzi si abbasseranno molto più rapidamente di quanto pensiamo. Ne sono certo, specie perché dopo aver sperimentato la stessa situazione per quanto riguarda l'HD, le persone saranno più propense a fare investimenti di questo tipo.
SCEE ha comunque adottato una strategia a lungo termine che richiederà molto, moltissimo tempo. Al tempo stesso credo che questa tecnologia godrà di una diffusione molto più rapida rispetto a quelle passate.
Eurogamer: Credi che le persone vogliano davvero giocare a Killzone in 3D per ore ed ore?
Andrew House: Killzone rappresenta semplicemente una dimostrazione di cosa può essere fatto con questa tecnologia. Non tutti i titoli saranno sviluppati allo stesso modo. Si tratta di una tecnologia relativamente giovane, ma chi l'ha provata l’ha definita un'esperienza unica.
