Supreme Commander 2

Il futuro guarda nel passato...

Versione provata: PC

Ci sono nomi nel panorama videoludico che da soli sono in grado di evocare i sogni e i desideri di schiere di appassionati, personaggi che grazie alle loro intuizioni geniali sono praticamente diventati sinonimo di un genere: Geoff Crammond per i giochi di guida, Ron Gilbert per le avventure grafiche e Sid Meier per i simulatori di vita, sono alcuni fulgidi esempi di artisti entrati nell'immaginario collettivo grazie al loro immenso talento.

All'interno di questa ipotetica “Hall of Fame” non può ovviamente mancare Chris Taylor, una delle maggiori menti per quanto riguarda la strategia in tempo reale in ambito PC: a partire dal suo mai abbastanza apprezzato Total Annihilation e proseguendo con gli originali ibridi della serie Dungeon Siege, il talentuoso canadese ha dato vita infatti ad alcune delle maggiori opere nel settore, titoli che quando videro la luce sul mercato divennero in maniera quasi istantanea dei punti di riferimento.

Quando allora oltre tre anni fa venne annunciato al mondo che presto la sua opera prima avrebbe avuto un seguito spirituale, la trepidazione e l'attesa dei fan raggiunsero ben presto vette da capogiro.

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Vedere il terreno della vostra base bruciacchiato non è mai un buon segno.

Il tam tam informativo che ne seguì fu devastante, soprattutto nel momento in cui quella che sarebbe stata la chiave di volta del progetto divenne evidente: Taylor infatti, consapevole che il genere sotto diversi ambiti si era già espresso ai limiti delle sue possibilità, prese coscienza che una delle poche variabili ancora da esplorare riguardava la grandiosità degli scontri e, convinto di tale cosa, decise che la parola d'ordine sarebbe stata “Enorme”.

Il resto è storia: il primo Supreme Commander arrivò infatti in pompa magna e stabilì i limiti del genere in diversi ambiti, sebbene per molti non seppe essere quella svolta bramata oramai da alcuni anni.

A fronte infatti di diverse novità sotto il punto di vista del gameplay, alcune pecche nella calibrazione delle meccaniche di gioco, soprattutto nell’ambito dell’evoluzione delle proprie unità, e qualche deficit di troppo nell’intelligenza artificiale, non permisero a questa piccola perla di ottenere la palma di “best ever”.

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Gli sbarchi sono alcuni dei momenti più esaltanti.

Fatto però tesoro delle rimostranze degli appassionati, presa evidenza che il passaggio obbligato per il successo transitasse non tanto per l'ibridazione più spinta quanto piuttosto nel riuscire a coniugare in maniera armonica le esigenze degli hardcore con quelle dei giocatori della domenica, e archiviato infine il parziale flop di Demigod, venne così concepito il secondo episodio della serie avente come protagoniste le Unità di Comando Corazzate.

Come dice una saggia citazione cinematografica, quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!

Ed eccoci così arrivare a Supreme Commander 2, dal mio punto di vista definibile come il solare frutto dell'incontro di sinergie storiche diverse, propaggine di un'evoluzione che ha saputo cogliere il meglio dai due estremi che l'hanno preceduto.

Proseguendo infatti il percorso spirituale iniziato con Total Annihilation ed evolutosi con il primo Supreme Commander, Gas Powered Games ha saggiamente deciso di fare qualche passo indietro rispetto alla sua ultima opera, alla ricerca di un equilibrio che potesse far assurgere definitivamente il franchise all'olimpo degli strategici in tempo reale.

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