The Sims 3

Il simulatore di vita di nuova generazione.

Chi di voi non ha mai giocato a The Sims? Pochi, forse nessuno, e in fondo sarebbe strano il contrario visto che nell’arco del suo ciclo vitale, la serie ha venduto oltre 100 milioni di copie. È passato parecchio tempo da quando Maxis ed Electronic Arts lanciarono sul mercato il primissimo capitolo della serie, e ora, a distanza di quasi 10 anni, il simulatore di vita per eccellenza torna alla ribalta, pronto a stupire ancora una volta. Dopo innumerevoli espansioni (più o meno gradite), gli sviluppatori saranno però stati in grado di portare una ventata di freschezza ad un franchise ormai apparentemente saturo di idee?

Chiunque si sia mai avvicinato a un qualsiasi The Sims avrà senz'altro notato i grandi cambiamenti avvenuti nel corso degli anni. Inizialmente era possibile creare delle "copie" di se stessi e delle persone conosciute con discreta precisione, ma col tempo tutto si è fatto più accurato, più vero, fino ad arrivare al punto in cui, oltre ai tratti somatici, è stato possibile trasporre in-game anche le abitudini e la personalità di chiunque. Ma quello era solo l’inizio…

Nonostante i prevedibili cambiamenti, questo resta però il caro vecchio The Sims. Sarebbe impossibile confonderlo con un altro gioco visto il modo in cui i personaggi si muovono, parlano, se la fanno sotto ed esprimono le loro emozioni. Come di consueto trascorrerete il vostro tempo aumentando le statistiche dei vostri piccoli sims, incrementando i loro guadagni e il numero delle loro relazioni. Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento radicale, ma nonostante questo le piccole innovazioni proposte da The Sims 3 si dimostrano le più gradite, le più profonde ed importanti nell'economia di gioco. Per prima cosa i fattori che determinano la felicità dei sims sono stati rivisti e ottimizzati, limitando la loro propensione verso condizioni di disagio e infelicità. Dimenticatevi giornate fatte solo di lavoro, docce, pisolini pranzi e cene, perché ora ogni piccolo alterego digitale potrà sfruttare il proprio tempo in maniera molto più varia e creativa.

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Quattro hotdog non basteranno mai per tutta questa gente.

Questo ci porta alla principale novità di questo terzo capitolo della serie, ovvero che l’esperienza di gioco non si svolge più all’interno di strutture isolate, bensì in un mondo open-world ricco di attività. Indipendentemente dal luogo in cui deciderete di andare, troverete altri sims pronti a scambiare due chiacchiere, litigare, innamorarsi o addirittura a giocare a scacchi. Sebbene sia tutto troppo appariscente e ordinato per sembrare reale, il mondo di gioco presenta ora un maggior numero di variabili e si dimostra molto più imprevedibile rispetto al passato. Come se non bastasse, potrete sfogare liberamente le vostre tendenze sociopatiche senza correre il rischio di rovinare una delle vostre relazione interpersonali primarie (perseguitando magari un povero pensionato in un parco invece che il vostro vicino di casa).

Ovviamente, secondo come deciderete di impostare il livello di autonomia, i vostri sims potrebbero comunque seguire i propri istinti. E' la personalità a definire il loro comportamento e non un arbitrario sistema di propensione/avversione verso qualcosa (un sim poco gentile sarà quindi più propenso ad insultare le persone senza motivo, o a trascorrere il tempo su internet perseguitando la gente). È però interessante come la selezione di qualche caratteristica negativa non porti i sim a prevedibili conseguenze negative per quanto riguarda le loro relazioni interpersonali. E' infatti possibile affascinare un altro sim indipendentemente dalle proprie caratteristiche o tenere segrete le loro "particolari attitudini" (si tratta di un gioco indulgente e le possibilità di essere crudeli o maligni sono presenti non come handicap ma come forme di intrattenimento opzionale).

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