X-Men Destiny

Una mutazione riuscita male.

Versione provata: Xbox 360

Che cosa è successo ai Silicon Knights? Dove diavolo è finito il team che ho applaudito fino a spellarmi le mani dopo aver giocato Blood Omen e, soprattutto, Eternal Darkness?

La discesa nel limbo della mediocrità era già iniziata con il pluri-rimandato e deludente Too Human, ma ora i ragazzi di Denis Dyack sono scesi un gradino ancora più in basso, ad un livello che sinceramente non è compatibile con il loro talento.

Di giochi ispirati alle avventure degli X-Men ne sono usciti parecchi, alcuni di discreto livello come l'ultimo dedicato a Wolverine o i due capitoli della serie Legends. Altri invece si sono rivelati più mediocri e, purtroppo, proprio a questa categoria appartiene il titolo di cui state leggendo la recensione.

Nel corso dei primi minuti di gioco mi sono chiesto perché questo titolo avesse incontrato critiche così aspre finora. Il filmato iniziale è tutto sommato piacevole e originale, così come la selezione del personaggio, che avviene scegliendo una delle tre "reclute" presenti tra la folla, intervenuta ad un evento organizzato in onore del Professor Xavier (ormai morto) e per celebrare la definitiva pace tra uomini e mutanti.

Qualcosa, ovviamente, va male e il caos prende il sopravvento. Apparentemente è opera di Magneto, che come sappiamo è sempre stato un fervido sostenitore della superiorità dei mutanti sugli uomini. A prescindere dalla scelta fatta all'inizio, lo svolgimento del gioco è pressoché identico.

Il trailer più recente del gioco.

L'unica differenza tra i protagonisti è rappresentata dal filmato iniziale, che ne racconta brevemente la storia, e dai poteri di base, che comunque differiscono tra loro unicamente per un fattore estetico.

Passata una mezz'ora ho iniziato a capire il perché di tanta disapprovazione. Il gameplay di X-Men Destiny è a dir poco basilare e tende a ripetere le situazioni vissute inizialmente per tutta la durata dell'avventura. Per la maggior parte del tempo si combattono schiere più o meno nutrite di nemici, rappresentati dall'esercito umano che in questo caso possiede un Intelligenza Artificiale pari a quella di un agnello sacrificale.

L'ostinazione degli avversari nel farsi massacrare senza quasi opporre resistenza, confidando quasi unicamente sulla preponderanza numerica, è alquanto irritante.

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