Virtua Tennis 2009

SEGA tenta lo smash!

Versione provata: PlayStation 3

Dopo che il primo Virtua Tennis riuscì a rappresentare i fondamentali di questo sport con assoluta precisione e fluidità, il franchise divenne quasi vittima del suo stesso successo. Quali miglioramenti potevano essere apportati a una struttura di gioco così intuitiva e coinvolgente senza rischiare di snaturarla? Il sequel del 2001 introdusse per la prima volta le tenniste nel roster e velocizzò leggermente il gameplay, mentre il terzo capitolo spiccò per l'implementazione del gioco online e per una notevole ottimizzazione grafica. Ora, dopo anni di successi, i piccoli cambiamenti che hanno caratterizzato i precedenti capitoli della serie potrebbero non bastare; in un mercato sempre più severo e spietato Virtua Tennis sarà dunque riuscito a imporsi nuovamente come uno dei migliori esponenti della categoria?

Virtua Tennis 2009 potrebbe essere definito una versione ottimizzata di VT3 piuttosto che un vero e proprio quarto capitolo, e questo soprattutto perché la sua realizzazione non è stata affidata agli storici sviluppatori della serie, ovvero i ragazzi di SEGA-AM3, bensì a Sumo Digital (compagnia già nota per il porting di VT3 su Xbox 360 e PSP e per il più recente SEGA Superstars Tennis). Nonostante l'ottimo lavoro svolto dalla software house britannica con questi due titoli, era però impossibile non nutrire dei dubbi in merito a quelle che sarebbero state qualità finali del prodotto, ma fortunatamente sono sufficienti pochi minuti per lasciarsi alle spalle qualsiasi timore. Sumo Digital non ha alterato in alcun modo tutte quelle feature che, nel corso degli anni, hanno garantito il successo di questo franchise, e joypad alla mano è infatti impossibile non notare come la struttura di gioco sia rimasta la stessa.

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Federer e Nadal saranno una volta ancora di fronte anche in versione virtuale, per un classico degli ultimi anni.

I comandi si basano ancora una volta sul tempismo, il posizionamento rispetto alla pallina e la direzione del colpo, con palle tagliate, top sin e pallonetti legati ai soliti pulsanti (e con quattro diverse configurazioni, chiunque si troverà a suo agio). Indipendentemente dal tipo di colpo che decidiate di eseguire, dovrete quindi valutare attentamente i vostri movimenti; colpendo la pallina con il giusto tempismo riuscirete a massimizzare la potenza del tiro, mentre arrivando tardi finirete per rispondere con poca forza o, nel peggiore dei casi, sarete costretti ad un allungo. In quest'ultimo caso spicca poi una gradevole novità, ovvero che gli atleti non eseguiranno più ridicoli tuffi per raggiungere la pallina (come accadeva in VT3) ma al contrario si allungheranno in maniera più realistica proprio come accadeva nel primo e nel secondo capitolo della serie.

A differenza di altri giochi di tennis, Virtua Tennis 2009 propone inoltre un'esperienza di gioco concreta e priva di elementi "surreali" come barre di potenza, indicatori di morale e di energia, o colpi speciali (l'unica volta in cui vedrete una barra di potenza sarà infatti durante il servizio). Sebbene le basi di gioco si dimostrino assolutamente familiari, Sumo ha però cercato di ottimizzare l’esperienza sotto altri aspetti, andando ad esempio a toccare la modalità World Tour, dove dovrete condurre al successo il vostro tennista sconosciuto. Lo svolgimento di questa modalità è molto lineare e, come di consueto, vi permetterà di intraprendere tornei e match di varia natura o di recarvi alla Tennis Accademy, al fine di migliorare la vostra posizione in classifica e le vostre abilità.

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Il roster femminile è ricco tanto quanto quello maschile e come vedete la differenza in campo è minima.

Scalare il ranking è molto semplice (è sufficiente intraprendere e vincere i tornei di doppio o di singolo più vicini alla propria posizione in classica) ma lo stesso non può purtroppo essere detto per quanto riguarda il potenziamento delle abilità del tennista. Al contrario dei precedenti capitoli della serie, VT 2009 non propone infatti un tradizionale sistema di progressione, bensì 23 diverse tipologie di gioco sbloccabili che, una volta ottenute, possono essere assegnate al proprio tennista per cambiare radicalmente le sue abilità e attitudini. Il problema di questo sistema deriva dalla necessità di scambiare costantemente gli stili di gioco del proprio tennista (sia online che offline), una necessità che non permette di valutare i graduali miglioramenti del proprio alterego, limitando così il divertimento e quel senso di appagamento che caratterizzerebbe un’evoluzione più tradizionale.

Tutto questo si riflette poi sull’esperienza di gioco vera e propria, rendendo la modalità World Tour molto semplice ed incapace di garantire grandi stimoli. Avendo accesso a degli stili di gioco avanzati sin dagli albori della propria carriera, è infatti possibile vincere gran parte dei match senza troppe difficoltà, e questo rende le sessioni di gioco semplici ed a tratti davvero noiose (e in questo senso gli oggetti sbloccabili e gli indumenti inediti non fanno certo la differenza).

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