Wheelman

C'era una volta Driv3r...

Attenzione battaglione! Questa è la rivelazione definitiva: Vin Diesel è il nuovo Sonic! Come dite? Ho appena scritto una stronzata? Beh, se ci pensate bene, non troppo perchè nel giro di un mese sugli scaffali sono finiti sotto le nostre pacioccose manine, ben due titoli con protagonista la bella pelata tonda di Vincenzino nostro. E The Chronicles of Riddick: Assault on Dark Athena è anche molto interessante, pensate un po'. Il primo, Escape From Butcher Bay, era un sorprendente action game in prima persona molto particolare che vedeva il buon Vin impegnato a menare le mani sfruttando le ombre di Butcher Bay. Ma prima di assaltare Dark Athena tocca beccarsi questo Wheelman, una corsa a perdifiato condita dal vocione del nostro eroe, macchine velocissime e tamarrissime (non si sa bene perchè ma la cosa sembra sempre correlata), armi e lotta per la supremazia. Quale elemento prevale tra quelli citati? Vediamo un po'... il gioco si chiama Wheelman, termine che potrebbe significare qualcosa tipo "pilota" [anche perchè "uomoruota" faceva veramente cagare...NdEldacar]. Secondo voi qual'è l'ingrediente principale?

Vin Diesel interpreta virtualmente Milo Burik, una specie di sbirro infiltrato giunto a Barcellona da Miami per mettere sottosopra la malavita catalana, o giù di lì, ma in realtà sembra che interpreti più sè stesso: il classico Vin Diesel che abbiamo imparato ad amare (oddio, amare magari no, diciamo che ci sta simpatico), muscoloso, dotato di lingua tagliente e con una passione fortissima per le auto che guida per la città inseguendo ogni sorta di pretesto per farla a pezzi. Vin sgomma, salta dalle rampe e riesce persino a saltare da un'auto all'altra in corsa, roba da matti. Dimenticatevi cos'altro succede: è Vin Diesel, uno che al volante ne sa una più del diavolo!

Per un po', mentre vi impratichite con gli attacchi Air Jacks e Cyclone, finite per divertirvi sul serio perchè Midway Studios Newcastle sembra avere in mente un obiettivo ben chiaro stampato nel cervello: invece di seguire il percorso tracciato da GTA, mescolando l'azione extra auto con un pizzico delle follie tipiche delle pellicole di Michael Mann, il focus del gameplay passa direttamente al sedile di guida e dietro il volante. Midway è sorprendentemente riuscita a ripetere lo scherzetto di Riddick ed ha imprevedibilmente incanalato una delle passioni dell'eroe pelato in una nuova intepretazione di un ormai vecchio standard?

Se dovete far fuori qualcuno, non dovete preoccuparvi di speronare l'auto finchè il malcapitato bersaglio non l'abbandona costringendovi a inseguirlo a piedi sui tetti e quindi a una lotta al coltello. Vi basterà fare a sportellate con lo stick analogico destro finchè l'auto nemica non sarà in condizioni critiche, momento nel quale basterà una bottarella per farla esplodere. A volte gli avversari avranno con loro delle armi, ma non c'è problema, perchè anche Vin Diesel ne ha e basterà premere il dorsale sinistro per sparare automaticamente alle gomme oppure, in alternativa, usare Cyclone o Aimed Shot per sparare al rallentatore e far secco il bersaglio con un singolo colpo preciso.

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La trama è davvero impalpabile. Non capirete mai cosa diavolo è andato a fare Vin Diesel a Barcellona o per conto di chi, perchè la metà della gente che incontrerete sarà praticamente inutile.

Non dovrete nemmeno scendere dalla vostra auto per entrare in un'altra. Invece di questa azione noiosa, dovrete soltanto metterevi in scia del mezzo che vi interessa e premere un bottone. Aspettate che un'iconcina diventi verde e a questo punto, il vostro muscolato alter ego uscirà dal finestrino e si produrrà in un salto impossibile atterrando sull'altra auto, infilandosi come un'anguillone sul sedile di guida e delicatamente, come sa fare lui, arriveranno calci il povero ormai ex proprietario del veicolo. L'operazione gli riesce anche con le moto e persino gli scooter. Già, Vin Diesel è un vero uomo. Non ha paura di guidare uno scooter.

La città di Barcellona si percepisce appena, sia perchè non sembra esserci una vita vera, pulsante e reale (ok, gli standard di Liberty City sono ad oggi inarrivabili) sia perchè in realtà non si tratta di altro che di un parco giochi semplificato progettato per le acrobazie di Vin, con grosse piazze connesse da poche strade ad ampio scorrimento e traffico appena sufficiente a ostacolarvi durante le missioni senza tuttavia rallentarvi in modo dannoso. Veleggerete su verdi giardinetti, userete le scale e le rotonde come rampe per prendere il volo come gabbiani, raderete al suolo alberi, lampioni e tavolini dei bar come se non fossero nemmeno lì e la polizia, se mai dovesse farsi viva (quando lo fa è solo perchè è previsto dalla missione), si farà passare sulle orecchie senza un gemito o più tecnicamente senza essere minimamente d'impaccio

Ogni elemento di gioco serve al raggiungimento di un solo obiettivo: farvi vedere il protagonista che va in giro come un folle totale solo perchè in Fast and Furious era una figata. Punto e basta. Come se ciò non bastasse, la modalità Storia si siede bene presto sul sedile posteriore, completamente annientata dalla miriade di missioni secondrie disponibili sulla vostra mappina GPS, tutte invariabilmente caratterizzate dalla demenziale velocità e dal fracassare ogni cosa. A Vin Diesel non piace aspettare per cui potete raggiungerle direttamente con la sola pressione di un tasto e, in un batter d'occhio, vi ritroverete a giocare a Crazy Taxi, prendendo parte a corse illegali, assassinii da auto a auto, furto di veicoli o del semplice sfascio della città, fino a quando avrete causato un congruo ammontare di danni. Portare a termine queste missioni sblocca garage, armi varie e upgrade per il vostro Focus-o-metro che alimenta le vostre abilità Cyclone e i boost, tutta roba che fa un sacco videogame.

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