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WWE Legends of WrestleMania

Hulk Hogan e soci tornano sul ring.

Con Legends of WrestleMania THQ ha inteso regalare una buona dose di nostalgia a quella nutrita schiera di giocatori che, negli anni 80, si esaltava per le prime manifestazioni della spettacolare disciplina made in USA. Per intenderci, erano i tempi di Dan Peterson, che con quel suo particolarissimo accento, un linguaggio generalmente intriso di forestierismi e trovate dialettiche non poco esaltanti (ed esaltate) presentava ai teenagers italiani un mix esplosivo tra sport e spettacolo, volutamente sbilanciato a favore di quest'ultimo.

Nella sua artificiosità, il Wrestilng di quei tempi appare ora forse un po' più banale, ma allo stesso tempo probabilmente più genuino. Gli storici protagonisti, gran parte dei quali divenuti idoli/icone ampiamente riconoscibili (grazie anche all'interesse di Hollywood) marchiarono a fuoco l'immaginazione dei giovani di allora. Vedere un lottatore uscire fuori dal ring, afferrare una sedia scalzando il commentatore dell'incontro e fracassarla sulla testa dell'avversario era ancora qualcosa capace di far discutere in classe per intere settimane. Personalmente sento ancora riecheggiare la voce di Peterson che implora Hogan: "Metti giù quella sedia Hulk... non farlo...non farlo... L'ha fatto!" Uno show impareggiabile, ragazzi.

Il titolo che andiamo a recensire parte quindi proprio da tali premesse: far rivivere sulle vostre console lo spirito di quei fantastici "precursori" e portare i giocatori sul ring dei ricordi, senza per questo alienare i novelli appassionati, ovvero quell'inarrestabile zoccolo duro che puntualmente premia con l'acquisto ogni nuovo titolo di SmackDown VS. Raw. Tale proposito ha però comportato l'abbandono del gameplay sempre più complesso della serie SmackDown a favore di una giocabilità ampiamente più accessibile, orientando la propria prospettiva verso una più schietta immediatezza.

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Pregevoli i modelli poligonali dei lottatori. I muscoli sembrano guizzare davvero sotto la pelle.

Ciò si traduce essenzialmente in pochi tasti da usare (ciascuno deputato a particolari mosse), che vi consentono di variare tecnica a seconda del contesto in cui vengono utilizzati. Tale approccio è sicuramente user-friendly, e basteranno davvero pochi minuti per esibirsi sul ring senza troppo timore di fare figuracce. Questo perché, di fatto, il gioco è incredibilmente facile. Sembra quasi che lo scopo del team non sia stato quello di proporre una reale sfida ai giocatori, bensì quello di puntare gran parte delle proprie risorse sull'immedesimazione e l'impatto scenico. Sferrare calci, pugni, stendere l'avversario al volo o scaraventarlo sul paletto più vicino risulterà agevole anche per chi non abbia mai giocato un solo episodio della serie targata THQ.

Dare vita a concatenazioni di mosse sempre più efficaci sarà pertanto alla portata di tutti, basterà giusto avere una adeguata prontezza di riflessi nell'affrontare le brevi sessioni di quick time event, attivate in determinati momenti dello scontro. Questa opzione vi consentirà ad esempio di liberarvi da una presa particolarmente feroce, sgusciando via dalle mani dell'avversario e contrattaccando in velocità con altre tecniche di sottomissione.

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