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Again

Memorie distorte…

Allo stesso modo di Another Code e Hotel Dusk, Again è un concentrato di idee, un gioco che pone interrogativi, introduce novità a livello di design, e fa esperimenti con il tempo e la memoria. È un gioco che richiede uno sforzo intellettivo, una pretesa che non tutti i titoli sono in grado di formulare, ma purtroppo è anche pieno zeppo di lati oscuri...

In apparenza ha tutti gli elementi del più classico degli adventure, tant’è che le premesse di Again non sono così originali. Vestiamo i panni di un Agente Speciale dell’FBI, un certo Jonathan Weaver, che sta investigando su una serie di uccisioni, e che deve vedersela con l’elaborazione di prove e l’interrogazione di testimoni, insomma, l’ovvietà fatta gioco.

La storia prende spunto dall’uccisione di sei persone avvenuta ben 19 anni prima. Nella lista degli assassinati compaiono anche la madre e il padre del protagonista. L’assassino non è stato mai catturato e sembra essere tornato in città…

Una volta iniziato questo continuo salto tra il passato e il presente di J (come viene chiamato durante il gioco), dovremo confrontarci con tutta una lista di informazioni che compaiono sullo schermo del DS: chiacchierate con i colleghi, testimoni oculari e prove da esaminare. C’è molto da leggere in Again, ma non solo, perché il nostro Jonathan possiede anche dei poteri psichici che gli permettono di entrare in stretto contatto con il passato.

Le storie trattate sono tutte molto cupe, difficilmente vedrete sorridere qualche protagonista…

Questo gli consente di recarsi sulla scena del delitto e di avere una visione di quello stesso luogo nel momento in cui è avvenuto il fatto. Sulla parte destra dello schermo viene mostrata l’attualità della scena, all’interno della quale possiamo muoverci usando il d-pad. Sulla parte sinistra, invece, abbiamo una visione passata dello stesso posto, con tanto di color seppia a mo’ di pellicola invecchiata. L’utilità di questo confronto sta in una sorta di mini-gioco in cui dobbiamo trovare le differenze tra l’originale e la scena post delitto. Una volta individuati gli elementi che sono stati cambiati, questi devono essere riordinati cronologicamente. Soltanto a quel punto, J avrà una visione a “colori” del crimine commesso.

La struttura di gioco, dunque, è anche interessante, ma purtroppo non funziona granché. Il primo problema di Again sta nel modo in cui è stata concepita la fase investigativa. Spesso le conversazioni intrattenute per carpire elementi validi ai fini dell’indagine sono veramente lente e frustranti, come ritmo e regia di gioco.

La cosa da non sottovalutare è che la parte dialogata rappresenta la maggior parte di tutto il gioco. Non che sia scritta male ma, come abbiamo già sottolineato, è stracarica di tutti i principali cliché di una fiction legata alla storia di un assassinio. Poliziotti in pensione che vengono richiamati, testimoni che mentono, giornalisti che entrano indebitamente in possesso di prove, e poliziotti furiosi perché il caso passa nelle mani dell’FBI.

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Lucio Bernesi

Contributor

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