Consulente militare di COD difende MOH

Polemiche ingiustificate. 

Un po' a sorpresa l'ex soldato assunto da Activision in qualità di consulente militare per assicurare il massimo realismo nei vari Call of Duty è intervenuto in difesa di EA sulla polemica relativa a Medal of Honor ed alla possibilità di impersonare i Talebani in multiplayer.

Con le sue recenti dichiarazioni con cui pretendeva che i negozi si rifiutassero di vendere l'imminente FPS di EA, Liam Fox, segretario della difesa inglese, ha infatti dato vita ad un vero putiferio.

"Sono disgustato ed arrabbiato", ha dichiarato. "E' difficile credere che un qualsiasi cittadino del nostro paese possa voler comprare un gioco così anti-Britannico. Mi aspetto che i rivenditori mostrino un po' di riconoscenza verso le nostre forze armate e decidano di non commercializzare un prodotto di così cattivo gusto".

EA ha già risposto a tali dichiarazioni e lo stesso Governo ha preso le distanze da Fox.

Ora, Hank Keirsey, consulente militare con 24 anni di esperienza sul campo alle spalle, ha deciso di dire la sua, accusando i media di aver erroneamente collegato i Talebani con Al-Qaeda.

"Sono dei tosti piccoli bastardi", ha dichiarato Keirsey ad Eurogamer.

"Dal punto di vista di un soldato non posso che ammirare determinate qualità di quelle persone. Non combattono per Al-Qaeda. Forse lo fanno solo in pochi, mentre la maggior parte di loro combattono semplicemente perché è ciò che hanno sempre fatto".

"Devono fare i conti con quelli che gli sono stati dipinti come invasori e così non fanno altro che scendere dalle montagne con i loro AK nel tentativo di cacciarli dal proprio territorio".

"Bisogna mettersi nei panni del nemico. C'è coraggio da entrambe le parti".

"I media sta collegando le due cose dipingendoli come quei soldati che di notte tagliano la testa a donne e bambini o che dirottano aerei per colpire i nostri palazzi. E questo non corrisponde necessariamente alla realtà dei fatti".

"E' Al-Qaeda ad averlo fatto. E i Talebani potrebbero anche supportare tale organizzazione con l'unico obiettivo di racimolare dei soldi con cui portare avanti la propria battaglia. Bisogna comprendere il proprio nemico".

"Le persone non fanno altro che cercare disperatamente una qualche scusa per prendersela con l'industria videoludica".

Nella giornata di oggi EA ha difeso il proprio prodotto descrivendolo "un'autentica rappresentazione dell'esperienza dei militari in Afghanistan che pone le forze Americane contro i Talebani nella guerra odierna".

Keirsey, che ha lavorato sull'imminente Call of Duty: Black Ops, ha ammesso che Medal of Honor è un prodotto "rischioso", dichiarando però di credere che giochi di questo genere possano portare le persone a nutrire sempre più rispetto nei confronti dei soldati.

Keirsey ha citato l'Operazione Anaconda, un incursione militare realmente avvenuta nel 2002 (a cui MOH fa riferimento) in cui le forze Alleate hanno tentato di distruggere Al-Qaeda e le forze Talebano presso la Valle Shahi-Kot.

"Quella di Anaconda è stata una battaglia incredibile ed è proprio per questo motivo che io, così come i miei colleghi, l'abbiamo proposta".

"Quella battaglia è però finita, così come la Seconda Guerra Mondiale, ed è possibile imparare molte cose da conflitti come quelli... come il coraggio e gli errori umani".

"Se si riuscisse a rappresentare quella battaglia, approfonendone i vari aspetti, per me non sarebbbe un problema, così come non lo sarebbe se riguardasse la Guerra Mondiale. Ma evidentemente per alcuni non è così".

Medal of Honor è previsto su PS3, X360 e PC a partire dal 15 Ottobre.

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Riguardo l'autore

Davide Persiani

Davide Persiani

Redattore

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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