God of War: Ghost of Sparta

Si può migliorare l'eccellenza? 

La lunga saga dedicata a Kratos e alla sua crescente rabbia verso gli Dei si arricchisce di un nuovo capitolo, il secondo per PSP. Al timone c'è ancora il talentuosissimo team dei Ready at Dawn, che come pochi in passato è riuscito a sfruttare l'hardware portatile Sony. Daxter era una meraviglia per gli occhi, ma è con God of War: Chains of Olyumpus che i ragazzi capitanati dall'italiano Andrea Pessino hanno mostrato a tutti cosa erano in grado di fare.

Molti ritengono quel gioco il migliore mai uscito su PlayStation Portable, il primo mai riuscito a sfruttare al 100% la console. Anche io lo pensavo, finché non ho visto Ghost of Sparta!

Chi ha giocato Chains of Olympus faticherà a crederci ma questa nuova avventura è addirittura migliore del precedente capitolo e per certi versi la ritengo persino superiore a God of War III. Il piccolo mostro di Sony aveva evidentemente qualche riserva di potenza nascosta perché fatico a immaginare qualcosa di tecnicamente superiore su questa macchina.

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Oltre al comparto grafico, anche i tempi di caricamento sono stati perfezionati.
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Questa sezione, ambientata ad Atlantide, richiama molto il primo God of War.

Questo nuovo tour della mitologia greca ci fa esplorare un periodo della vita del Fantasma di Sparta che finora era stato appena accennato, ovvero quello trascorso tra la fine del primo God of War e l'inizio del secondo, quando cioè Kratos siede comodamente sul suo nuovo trono dopo aver fatto passare a miglior vita Ares, il precedente Dio della Guerra.

Naturalmente la natura inquieta del nostro eroe pelato non gli permette di godersi gli agi dell'Olimpo, qualcosa si agita nel suo animo e le sue notti sono solo un lungo viaggio da un incubo all'altro.

Ciò che lo tormenta di più non è il ricordo della moglie e del figlio che lui stesso ha ucciso: il suo pensiero è rivolto al fratello Deimos, della cui scomparsa si sente responsabile.

Il resto della storia, come al solito, lo lascio scoprire scoprire a voi ma aspettatevi qualche sugosa rivelazione sul passato del nostro eroe.

Chi è appassionato della saga si sentirà a casa mentre a tutti gli altri offro un avvertimento: Ghost of Sparta è stato confezionato per sorprendervi e catturarvi con un ritmo che pochi altri titoli posseggono. Una volta iniziato vi sarà dannatamente difficile mollare la console.

Vicende familiari a parte, ancora una volta l'obiettivo di Kratos in questa sua ennesima peripezia è solo uno: uccidere qualsiasi cosa si muova e distruggere tutto quello che si mette in mezzo tra il suo obiettivo finale e l'affilato filo delle sue Lame del Chaos. Per raggiungerlo vi ritroverete a combattere sulle pendici di un ribollente vulcano o nelle profondità inesplorate di Atlantide.

Il level design è sempre piuttosto lineare ma in un titolo come questo è praticamente inevitabile seguire una strada del genere. Il rischio, in caso contrario, sarebbe di consegnare ai fan un gioco inutilmente dispersivo, che distoglierebbe l'attenzione dagli eventi della storia e dal fulcro del gameplay. Ovviamente i più arditi di voi potranno comunque impegnarsi nell'esplorazione di ogni singolo centimetro dei livelli, che ancora una volta sono pieni di "collectibles".

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Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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