Dead Nation

L'ennesima epidemia?

Zombi in TV. Zombi nei libri. Zombi al cinema. Zombi nei videogiochi. Come avrete senz'altro notato anche voi, gli zombi rappresentano ormai il "prezzemolo" dell'intero settore dell'intrattenimento. Sono ovunque. Ma se le cose stanno così da oltre un decennio vuol dire che, in fondo in fondo, anche noi abbiamo e stiamo tutt'ora contribuendo alla loro intramontabile popolarità.

In ambito videoludico poi, l'epidemia ha "colpito" anche diversi franchise in cui i non morti appaiono come un'evidente forzatura (Call of Duty e Red Dead Redemption, giusto per citarne due di molto recenti), ciononostante la passione di molti, me compreso, verso questa terrificante tematica non sembra affievolirsi mai.

E questo è il motivo per cui, sin dal suo primissimo annuncio, ho sempre nutrito un certo interesse verso Dead Nation; il concept non sarà dei più originali o innovativi, ma il titolo ha dalla sua una solidità di fondo che non può certo passare inosservata.

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Ad oggi i Finlandesi sono i cacciatori di zombi più forti del globo, seguiti da Americani e i Canadesi. Noi Italiani occupiamo solo la decima posizione.

Come molti di voi avranno avuto modo di scoprire leggendo la nostra precedente anteprima del gioco, i ragazzi di Housemarque hanno messo a punto un'esperienza di gioco alquanto tradizionale – visuale isometrica e un protagonista che deve vedersela con eserciti di non morti, il tutto con un gameplay semplice ed immediato – e proprio questa sua natura vecchio stile rappresenta il suo maggior pregio ma anche il suo più evidente difetto. Perché? Continuate a leggere e otterrete tutte le risposte.

La premessa, come accennatovi poc'anzi, è sempre la stessa. Per motivi che non ci è dato sapere, un misterioso virus si è diffuso per il mondo trasformando la popolazione in un'orda di morti viventi, animata solo da un singolo, semplice istinto: la fame... una fame incontrollabile che porta tutti coloro che ne sono schiavi a vagare, senza meta, in cerca di qualche essere vivente che con il suo sangue possa placare la furia omicida che li anima.

Ma non tutti hanno subito gli effetti dell'epidemia, ed è proprio qui che entrerete in gioco voi. Attraverso gli occhi di Jack McReady o Scarlett Blake, i due protagonisti, vivrete questa terribile realtà dall'interno, dando inizio alla vostra personalissima lotta per la sopravvivenza, che potrete condividere con un amico sia in locale che online.

L'avventura che vi attende non sarà semplice né tantomeno piacevole ma la sopravvivenza, si sa, ha sempre un prezzo...

Il gameplay, come accennatovi in apertura, è molto classico - forse fin troppo - e ricalca quello di un altro titolo presente ormai da diverso tempo sul PSN, ovvero Zombie Apocalypse; osservando il vostro alter ego dall'alto, dovrete muovervi all'interno di scenari pieni zeppi di nemici potendo contare solo sulla vostra agilità e sulle armi che, poco a poco, andranno a comporre un arsenale sempre più letale.

Il movimento del personaggio, legato allo stick analogico sinistro, è semplice ed intuitivo, e lo stesso dicesi per le meccaniche di attacco, legate ai due bumper per le armi da fuoco e ai trigger per gli attacchi corpo a corpo o le schivate, oltre che allo stick analogico destro per il puntamento dei suddetti attacchi.

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Riguardo l'autore

Davide Persiani

Davide Persiani

Redattore

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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