PES 2011 3D

Uno stadio da portare in tasca…

Ma come fa a starci Pro Evolution Soccer in uno schermo così piccolo come quello del DS? Era questa la domanda che ci accompagnava durante il viaggio verso la sede di Nintendo Italia per una prova di alcuni dei nuovi titoli destinati a infoltire e rendere appetibile la line-up che festeggerà l'uscita della nuova console portatile 3DS.

Cominciamo subito col precisare che solo una minima porzione di quello che sarà il gioco completo era disponibile per la prova, ma comunque sufficiente per valutare, anche se non certo in modo definitivo, l'impatto visivo, la giocabilità e soprattutto l'effettivo apporto che questo tanto declamato 3D riesce a dare al titolo.

La partita che abbiamo potuto giocare è stata Barcellona – Real Madrid e già dalle prime battute la risposta alla nostra domanda si è palesata di fronte ai nostri occhi: PES ci sta nello schermo del 3DS. Un po' stretto ma ci sta eccome. La visuale è panoramica e abbraccia tutto lo stadio fino a portarci nel cerchio di centrocampo in quella che, calcisticamente parlando, si può definire ottima compagnia: Lionel Messi e Cristiano Ronaldo divisi da pochi metri nelle caratteristiche casacche dei "Blancos" e dei "Blaugrana".

È proprio la loro presenza a rendere evidente il progresso cosmetico della piccola di Nintendo. Niente più pixel sgranati ma una grafica morbida e dettagliatissima che consente di riconoscere non solo i due campioni appena citati ma tutti i titolari di entrambe le squadre, riprodotti con una precisione davvero ammirevole. Un peccato che non sia stata riservata almeno un'inquadratura a mister "Zero Tituli" seduto in panchina, avremmo apprezzato.

Facciamo allora scorrere la levetta sulla posizione 3D e cominciamo la partita. L'effetto della terza dimensione, come già abbiamo avuto modo di accennare nell'hands-on dedicato alla console, aumenta in modo esponenziale la profondità di campo. Non aspettiamoci quindi di provare l'illusione che il pallone esca dallo schermo, ma la sensazione di essere veramente in campo è piuttosto credibile. Sorge spontanea la curiosità di come potrebbe essere tutto questo su uno schermo più grande, ma per il momento accontentiamoci.

La distanza tra i giocatori è immediatamente percepibile, così come quella che ci separa dalla porta. A volere essere pignoli, a tratti sembra che la linea di fondo si trovi a distanze siderali come avveniva nella celeberrima serie Holly e Benji, ma in generale la visione è molto gradevole. Fa piacere notare come il passaggio dal 3D al 2D non influisca negativamente sulla grafica generale, limitandosi a un semplice appiattimento della prospettiva. Rinunciando all'effetto profondità si può giocare comunque senza problemi, magari per tenere la console in una posizione un po' più rilassata, ma certo si perde quello che è il piatto forte del gioco.

La visuale dalle spalle del giocatore obbliga a un approccio completamente diverso rispetto a quello classico televisivo. Ai pulsanti A, B, X, Y sono assegnati i tiri e i passaggi, mentre i tasti dorsali si occupano della selezione del giocatore in campo. La parte del leone, ci sentiamo di dire, la fa il nuovo pad circolare, senza il quale questa nuova prospettiva non sarebbe semplicemente giocabile.

Terminiamo la partita con una vittoria di misura e una certa voglia di provare qualche altra sfida, ma per il momento non è ancora possibile. Rimandiamo quindi ogni giudizio alla prova completa, dove potremo sviscerare i segreti della Master League e delle sfide uno contro uno wireless. A prima vista il 3D sembra più una gradita aggiunta che non un aspetto fondamentale, ma la tecnologia è giovane e la direzione presa da Nintendo può portare a sviluppi avvincenti.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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