Alice: Madness Returns

Il Paese delle Meraviglie ha ancora bisogno di voi.

Povera Alice, costretta ancora una volta a tornare nel Paese delle Meraviglie. Un luogo tetro e ridotto in condizioni ancora peggiori di come l'aveva lasciato, e già non era un giardino d'infanzia.

La sua presa sempre meno salda sul mondo reale e sulla propria sanità mentale ha corrotto questi luoghi in maniera drammatica. Adesso si trova nelle terre della Regina, casa della Regina di Cuori e dei suoi scagnozzi a forma di carta da gioco, il cui castello, abbandonato e divorato dall'edera, cade a pezzi sotto un cielo giallognolo e lugubre.

Ma non preoccuparti Alice! Potrebbe andare peggio, e probabilmente così sarà. American McGee ha avuto ben undici anni per lavorare sulla sua deviata visione dell'universo creato da Lewis Carrol, e diciamo che non sembra il classico tipo solare e buontempone che va a lavoro indossando una camicia hawaiana.

Anche se il suo nome questa volta non compare accanto al titolo, McGee è senza dubbio il responsabile di questo nuovo viaggio nella tana del Bianconiglio, come ha avuto modo di chiarire sul palco dell'ultima GDC, quando ha ricordato con orgoglio il milione di copie vendute dal primo capitolo.

3
La donna più letale del Paese delle Meraviglie ritratta con un coltello in mano.

Non è chiaro se Electronic Arts si aspetta di migliorare questo parametro ma di certo, dopo Dante's Inferno, sembra proprio che in quel di Redwood City piaccia tanto creare titoli lugubri e cattivi ispirandosi alle opere letterarie del passato (aspettatevi un survival horror ambientato in Orgoglio e Pregiudizio entro il 2014, tanto il libro c'è già).

Alice: Madness Returns viene descritto come un incrocio tra un platform e un action in terza persona, più o meno come il suo predecessore. La demo vista alla GDC e il video che trovate qua in giro sembrano suggerire che, questa volta, il viaggio di Alice sarà dentro i propri ricordi, per capire gli eventi che ruotano intorno alla scomparsa di tutta la sua famiglia.

Nel Reame della Regina sarà possibile usare l'abilità di rimpicciolimento per vedere il mondo intorno a noi con una prospettiva diversa, ma questo ci renderà anche più vulnerabili ai nemici. Ad esempio, sarà possibile scorgere gli indizi lasciati dai Bambini Pazzi, che forse ricorderete dal primo capitolo, che possono portarvi ad aree segrete o semplicemente indicarvi la strada da seguire.

Nella demo è possibile anche intuire parte del sistema di combattimento e un paio di nemici, ovvero le classiche carte da gioco e i Ruined (ancora ignota l'eventuale traduzione in Italiano). Le carte appaiono sporche e rovinate come se fossero uscite da un torneo di poker fra barboni, il Ruined invece è una specie di blob nero con gambe lunghe e sottili, strani tubi sulla schiena e lugubri bamboline appese ovunque.

Vai ai commenti (8)

Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

Contenuti correlati o recenti

ArticoloLa silenziosa e straripante forza dei videogiochi - editoriale

Alcune avventure diventano possibili unicamente grazie ai videogames.

ArticoloIl dopo-Xbox è già ampiamente segnato - editoriale

Game Pass e xCloud: i due volti del futuro di Microsoft per andare oltre a Xbox.

ArticoloIl grande Esport: spettacolo o competizione? - speciale

Eurogamer è andata a vedere da vicino la finale dei Worlds di League of Legends.

Articoli correlati...

Path of Exile Mobile annunciato da Grinding Gear, con tanto di frecciatina a Blizzard e Diablo Immortal

Lo sviluppatore neozelandese sembra aver imparato dagli errori della concorrenza.

Overwatch 2: la modalità Storia offrirà un'esperienza degna di un blockbuster tripla A, secondo Jeff Kaplan

Per il game director sarà un'esperienza con una longevità "significativa"

Phil Spencer: "i videogiochi hanno il potere di creare un legame di empatia tra le persone"

"Hanno l'abilità unica di mettere insieme le persone e l'industria ha il compito di sviluppare questa caratteristica".

ArticoloIl grande Esport: spettacolo o competizione? - speciale

Eurogamer è andata a vedere da vicino la finale dei Worlds di League of Legends.

Il politico statunitense Andrew Yang vuole regolarizzare l'utilizzo delle loot box nei videogiochi

Il candidato alle primarie democratiche vuole più trasparenza da parte dei publisher.

Commenti (8)

I commenti ora sono chiusi. Grazie per avere partecipato!

Nascondi i commenti coi punteggi più bassi
Ordine
Visualizza