Hunted: la Nascita del Demone

Gears of... Fantasy!

Sono sempre stato un fan piuttosto acceso dei giochi realizzati da Brian Fargo. Il co-fondatore della gloriosa Interplay, infatti, è sempre stato capace di infondere un'atmosfera e una magia particolare ai suoi titoli, alla pari di un certo Peter Molyneux.

Non ho avuto la fortuna di giocare le sue prime avventure testuali (veri e propri cult come Mindshadow, uscita poco meno di 30 anni fa su Apple II e Commodore 64), ma la serie The Bard's Tale è ancora ai primi posti nella mia classifica personale.

L'umorismo e l'azione tipici di quella saga si ritrovano in parte anche in questo nuovo prodotto, così come lo stile grafico che oserei definire "sporco". Non fraintendetemi, nell'insieme Hunted è scenograficamente efficace, ma ogni singolo elemento visto da vicino o nei dettagli non può elevarsi alla stessa altezza delle migliori produzioni PS3 e 360. Le texture sono di media qualità e i modelli poligonali in generale (compresi quelli dei protagonisti) non sono paragonabili a quelli, ad esempio, che abbiamo visto negli ultimi Gears of War.

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Vi capiterà spesso e volentieri di maneggiare una di queste enormi balestre per far esplodere torri o drappelli di nemici.

Ho volutamente fatto un paragone con questo titolo non solo perché Hunted gira sull'ormai famosissimo Unreal Engine 3, ma anche perché fin dalle prime battute del gioco (leggi il tutorial) risulta piuttosto evidente che Fargo e soci debbono aver giocato non poco alla saga creata dal collega Cliffy B.

Nonostante questo sia un GDR con atmosfere tipicamente fantasy, vi ritroverete a cercare coperture come se vi trovaste nei panni di Marcus e Dom, sparerete da dietro un muro alla cieca o prendendo la mira con i grilletti del pad. C'è addirittura un tasto per far correre più velocemente il personaggio di turno, con conseguente leggero cambio d'inquadratura e telecamera ballonzolante.

Tutto questo è però miscelato con le meccaniche tipiche degli action-GDR, il che significa dungeon da esplorare, passaggi segreti da scovare, orde di nemici da spazzare via con magie, armi da mischia, archi e balestre... e una gran quantità di chiacchiere che i due protagonisti si scambiano, che fanno subito capire il loro legame, tipico delle persone che si rispettano e amano ma non disdegnano di "punzecchiarsi" di tanto in tanto.

Naturalmente non manca neanche il classico senso di pericolo incombente e la misteriosa figura (in questo caso rappresentata dalla serafina... ehm, Serafina) che fino all'ultimo non fa capire da che parte è schierata, e che si limita ad apparire di tanto in tanto dispensando consigli e ordini ai nostri eroi. Diversa dal solito e sinceramente discutibile, è invece la scelta di non dotare i due protagonisti di un vero e proprio inventario, cosa che un po' ha castrato le aspettative di un "maniaco del loot" come il sottoscritto. Per gran parte dell'avventura potrete portare con voi una sola arma e un secondo slot si sbloccherà portando a termine determinati obiettivi.

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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