Battlefield 3 - Il Multiplayer

Che tre sia veramente il numero perfetto?

Mi trovo in uno stanzino buio, illuminato solo dal bagliore di sei schermi, collegati a computer la cui configurazione posso solo immaginare. Fa un freddo polare per colpa dell'aria condizionata. Di fronte a me uno sviluppatore di DICE ci sta catechizzando a dovere, usando le stesse parole che un comandante rivolgerebbe alle proprie truppe prima della battaglia. La nostra missione, intitolata Metrò, si svolge a Parigi ed è articolata in più fasi concatenate tra loro. Dopo essere atterrati sul suolo nemico, dovremo entrare nei tunnel della metropolitana, recuperare le informazioni e fare breccia nelle file nemiche fino al punto di estrazione.

Dopo aver visto qualche sprazzo del gioco, grazie allo scontro fra carri armati mostrato alla conferenza EA, è arrivato il momento di toccare con mano uno degli aspetti su cui pesa gran parte del possibile successo di Battlefield 3: il multiplayer.

Prima di tuffarmi nello scontro, non devo fare altro che scegliere la mia classe tra le quattro al momento disponibili: Supporto, Medico, Ingegnere e Cecchino. Il primo è il classico soldato dotato di mitra pesante, che può essere utilizzato per fare fuoco di soppressione (ed ottenere i relativi punti esperienza) e in tutti quei momenti in cui c'è bisogno di una potenza di fuoco superiore.

Questa caratteristica è molto interessante perché si combina con una sorta di "simulatore di stress" chiamato SBF (Scared By Fire), che punta a ricreare le difficoltà e la paura di un soldato che si trova in situazioni potenzialmente letali. Quando vi spareranno contro per lungo tempo, anche se non verrete colpiti, potrebbe capitarvi di sperimentare un restringimento del campo visivo, nausea, mira imprecisa, proprio come accadrebbe ad un soldato bloccato dal fuoco nemico.

Tornando alle classi, il medico non è un semplice fante in balia degli eventi, poco armato e dotato di un defibrillatore, ma un vero e proprio Marine che può tranquillamente vivere in prima linea e nel contempo rimettere in piedi i compagni caduti. L'ingegnere invece è il migliore amico del carrista, o il suo peggior nemico a seconda del punto di vista, dato che può riparare i propri mezzi e danneggiare quelli altrui con un bazooka. Per quanto riguarda il cecchino, sapete bene cosa sa fare: massima distanza, minimo movimento e letali headshot.

Ovviamente le armi e le abilità, i cosiddetti "Perks", potranno essere personalizzati per venire incontro ai differenti stili di gioco, così come la piastrina identificativa che riporterà gli obiettivi raggiunti. Per ora non è stato ancora rivelato niente in merito, quindi continuiamo con la missione.

Giunti sul campo di battaglia è impossibile rimanere indifferenti di fronte al panorama. Fogliame, edifici, colori, suoni, tutto è così perfetto da causare una sorta di euforia che fa venire voglia di esplorare più che di sparare. Obiettivamente, ad oggi praticamente nessuno può vantare una resa grafica così spettacolare, sommata ad ambienti completamente modificabili. Questo discorso vale non solo nel panorama degli FPS ma in generale.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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