Dragon's Dogma

L'evoluzione di una creatura mitologica.

Fra i giochi che non vedevamo l'ora di provare all'E3, Dragon's Dogma occupava una posizione di rilievo. Sarà l'evidente somiglianza con Monster Hunter, saranno l'ottimo design e la realizzazione tecnica di livello, ma questo interessante gioco fantasy targato Capcom ci chiamava a gran voce.

Fortunatamente il nostro incontro con Dragon's Dogma non è stato affatto deludente, ma al contrario ci ha spinti a desiderare ancor più ardentemente di poterci mettere le mani sopra il più presto possibile.

La demo giocabile dell'E3 era divisa in due frammenti distinti, quello già mostrato al Captivate (di cui vi abbiamo già parlato nella scorsa anteprima) e quello inedito che permetteva di affrontare in combattimento una letale Chimera, mostro mitologico composto da parti di un leone, di un serpente e di una capra.

Prima di raggiungere la bestia in questione abbiamo dovuto farci largo fra le creature che infestavano una serie di vaste caverne e stretti cunicoli. Questa volta Capcom aveva deciso di farci vestire i panni del guerriero, che rispetto allo Strider (personaggio della demo precedente, basato principalmente sugli attacchi a distanza con arco e frecce di vario tipo) risultava decisamente più fisico e brutale.

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Capcom ha dimostrato di voler inserire in Dragon's Dogma sfide impegnative da affrontare con la giusta dose di strategia.

Il sistema di combattimento del guerriero, ovviamente, ruotava tutto attorno all'uso della spada e dello scudo, accoppiata perfetta per affrontare ogni genere di minaccia. Facendoci vestire i panni di un eroe privo di armi a lungo raggio, Capcom ha pensato bene di metterci contro creature agili e sfuggenti come le arpie, forse per mettere alla prova le nostre capacità tattiche e per farci comprendere meglio le caratteristiche chiave di Dragon's Dogma. In effetti il nostro primo incontro con le arpie non è andato molto bene, visto che siamo riusciti a farci largo soprattutto grazie all'aiuto dei nostri compagni d'arme (evocati pochi istanti prima attraverso un'apposita pietra magica).

Pochi minuti dopo, tuttavia, dopo aver finalmente preso dimestichezza con il sistema di controllo, la situazione è cambiata drasticamente. Prima di tutto abbiamo imparato come attirare l'attenzione dei nostri bersagli, magari per distrarli da un compagno in difficoltà e per dare inizio a letali contrattacchi di gruppo.

Battendo con forza la spada contro il nostro scudo, infatti, ci siamo fatti notare dalle arpie, che non si sono fatte pregare e ci sono letteralmente piombate addosso con rapida furia omicida. Considerando che le donne-pennute continuavano ad attaccarci con gli artigli rimanendo al tempo stesso troppo in alto per i nostri fendenti base, abbiamo optato per un semplice colpo eseguibile tenendo premuto uno dei tasti dorsali e usando il tasto di attacco.

In fendente in questione era molto simile a quello orizzontale classico, ma si sviluppava ben al di sopra della testa del nostro guerriero, rivelandosi perfetto per abbattere in scioltezza interi stormi di arpie.

Battaglia con la Chimera.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti č un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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