Starcraft II

A Blizzard non piacciono i LAN Party.

Nei giorni in cui scriviamo questo articolo è uscito un gioco che da tempo molti appassionati stavano aspettando con la bava alla bocca, ovvero Duke Nuke’m. Prima di lui un altro titolo si era fatto attendere decisamente per qualche anno di troppo; stiamo parlando ovviamente di Starcraft 2, il seguito dello strategico che più di ogni altro, alla fine degli anni novanta, aveva cristallizzato a sua immagine e figura un certo modo di giocare online gli RTS.

È ormai passato un anno e i tempi sono maturi per un’analisi a posteriori di quello che a buon motivo possiamo considerare lo strategico in tempo reale più giocato del pianeta. I server sono pieni di ogni genere di concorrenza più o meno di qualità come può essere Supreme Commander 2 o Warhammer 40000 Dawn of War 2, ma i grandi numeri di Starcraft 2, ne fanno un gioco che nei prossimi anni garantirà istanze multiplayer sempre piene a ogni ora del giorno e della notte. E questo vale anche per il pubblico Macintosh.

Sotto questo punto di vista, gli oltre tre milioni di copie vendute fino a questo momento sono una garanzia assoluta sulla persistenza di una comunità che coinvolge appassionati da tutto il mondo con forum dedicati a tattiche, strategie e ogni tipo di analisi minuziosa tramite la funzionalità di replay del gioco che, come ben sappiamo, gode di un trascorso competitivo nei paesi orientali, Corea del Sud in particolare, che lo ha portato ad assurgere allo status di sport a livello agonistico.

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La bomba nucleare tattica è uno dei momenti più esaltanti del gioco, anche dodici anni dopo.

Allo stato attuale delle cose, molto poco si può dire di diverso da quanto accennato in sede di recensione in relazione alle qualità dell’ultima fatica di Blizzard sotto il profilo della estrema raffinatezza del multiplayer concepito secondo la diversificazione delle tre razze. Rifinito, complesso ed equilibrato come probabilmente mai nessun altro gioco di questo genere realizzato finora.

Dato che Battle.net 2.0 è semplicemente la miglior piattaforma mondiale per quanto riguarda l’infrastruttura legata a un gioco che vive essenzialmente delle feature di connettività che vengono offerte agli utenti, gli spunti di discussione che possono influenzare la vostra opinione per quanto riguarda un eventuale acquisto ritardato si restringono essenzialmente a due.

Il primo si ricollega direttamente alle funzionalità di Battle.net 2.0 e riguarda direttamente il supporto al modding che Blizzard ha garantito con un editor integrato di mappe e missioni semplicemente strepitoso, sia per le funzionalità che offre agli appassionati sia per come queste sono state integrate all’interno di Battle.Net stessa.

In un'unica soluzione sono stati uniti un map, un campaign e un mod editor. L’uso nei primi due casi è abbastanza ovvio e in mezzo al marasma di mappe di scarsa e media qualità si possono facilmente trovare scenari e campagne scriptate dello stesso livello qualitativo di quelle messe in cantiere da Blizzard per realizzare lo story mode dei Terran di Wings of Liberty.

Una panoramica sul singleplayer.

Oltre alle mappe ufficiali, che a tutt’oggi sono giocatissime online, il database è praticamente sterminato e immediatamente accessibile da parte di qualsiasi utente in giro per il mondo nel momento in cui l’autore decide di pubblicarle.

Anche il mod tool è molto potente e in qualche occasione siamo riusciti ad avere un assaggio della flessibilità di questo strumento che permette di utilizzare il motore grafico di Starcraft 2, completamente tridimensionale, per arrivare a realizzare persino sparatutto, platform game o avventure a enigmi.

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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