Dead Island: Bloodbath Arena - review

Siete pronti ad entrare in un tritacarne?

Vi siete stancati di andarvene in giro per resort tropicali e città ridotte a cumuli di macerie, ma avete ancora voglia di far fuori qualche migliaio di zombie e magari sbloccare gli ultimi Trofei ed Obiettivi che vi sono rimasti?

Aspettate un attimo che controlliamo se c'è qualcosa che fa al caso vostro. Che ne dite di un bel DLC che vi inonderà faccia e membra con secchiate di sangue come neanche un film di Tobe Hooper e Sam Raimi messi insieme saprebbero fare?

Se pensavate che la campagna principale di Dead Island vi avesse messi di fronte alla più grande orda di zombie che occhio umano avesse mai visto dai tempi di Dead Rising, aspettate di mettere piede in una delle arene da cui è composta l'espansione Bloodbath Arena.

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L'esperienza e le armi accumulate in Bloodbath Arena possono essere poi utilizzate in Dead Island.

Immaginate una sorta di Orda di Gears of War, in cui le Locuste sono sostituite da non-morti. Una volta dentro iniziano i round, sempre più intensi e divisi tra loro da brevi pause di circa 10-15 secondi. L'obiettivo principale è ovviamente sopravvivere, ma ogni "ripresa" mette a disposizione anche obiettivi secondari. Inizialmente si prova a portarli a termine, ma per quanto riguarda il sottoscritto, da un certo punto in poi ho smesso di guardarli e ho pensato solo a salvarmi la pellaccia.

Anche in questo caso, come nella suddetta Orda, la quantità e la pericolosità dei nemici cresce col procedere delle ondate e anche piuttosto velocemente. In meno di mezz'ora vi ritroverete infatti letteralmente assediati da un rave party di non-morti, e volete sapere quanto sono numerosi? Vi basti sapere che andando avanti diventano talmente tanti che quasi ho rischiato di addormentarmi nel tentativo di contarli tutti.

Scherzi a parte, la loro quantità inizialmente può sembrare facilmente gestibile, soprattutto per chi abbia già portato a termine la modalità principale. Andando avanti però le cose si fanno molto, molto più serie. Mi è capitato anche di assistere a un'esplosione che ha dato fuoco a talmente tanti zombie da far rallentare pesantemente il tutto per almeno 4-5 secondi.

Questo purtroppo non va a favore dell'ottimizzazione del gioco, che in Bloodbath Arena in effetti avrebbe bisogno di una sistemata. Forse il team di sviluppo ha voluto esagerare un po' troppo, dimenticandosi che a volte quantità non fa rima con qualità.

"Mi è capitato di dare fuoco a talmente tanti zombie da far rallentare pesantemente il gioco per almeno 4-5 secondi..."

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Se pensate che questa sia una situazione pericolosa, aspettate di vedere cosa succede dopo la ventesima ondata.

Fortunatamente problemi di questo tipo si sono presentati solo sporadicamente nel corso del mio test, per il resto tutto è filato liscio e devo dire di essermi anche piuttosto divertito. La possibilità di giocare sia in singolo che in coop era ovviamente scontata e grazie al cielo il team di sviluppo ha lavorato per migliorare la componente multiplayer di questo DLC, molto meno "ballerina" rispetto al passato.

È possibile affrontare il gioco in qualsiasi momento usando il "fast travel" e si possono utilizzare tutti gli oggetti raccolti nell'avventura principale. È stata anche inclusa una nuova arma, una granata sonica utile soprattutto quando la pressione intorno a noi inizia a farsi particolarmente alta; sono poi state implementate anche le classifiche mondiali dei migliori "survivor", ma per ora la difficoltà maggiore risiede nel trovare compagni disponibili: colpa forse di Call of Duty e Battlefield?

Dead Island: Bloodbath Arena è gratuito per chi ha acquistato la Limited Edition del gioco, mentre il suo costo per tutti gli altri è di 800 Punti Microsoft su Xbox 360 e 9.99€ su PS3 e PC. Un prezzo che probabilmente i fan del gioco originale troveranno sufficientemente onesto per i contenuti offerti.

7 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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