Dota 2 - preview

Affascinante ma spietato.

Spietato. Questo è l'unico termine che sembra davvero calzante per descrivere il tanto atteso Dota 2. Se lo si confronta infatti con altri esponenti della categoria, come ad esempio League of Legends, il titolo di Valveappare infatti più severo, più cattivo, quasi come se fosse stato progettato per umiliarci e per distruggere tutte le certezze relative alla nostra presunta abilità in questo delicatissimo campo videoludico. In fin dei conti, basti pensare che la Guida Introduttiva al mondo di Dota si apre con un incoraggiante: "Benvenuti su Dota. Fate schifo.".

Nel caso in cui non abbiate mai giocato a Dota o a uno dei suoi innumerevoli "derivati", non temete perché il concept di base è alquanto semplice: due piccole squadre di giocatori, al comando di potenti eroi, si combattono l'un l'altra avendo come unico obiettivo quello di eliminare gli avversari per penetrare nella base avversaria ed estendere così il proprio predominio sul campo di battaglia.

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Padroneggiare le dinamiche del mondo di Dota 2 richiederà pazienza e tanta dedizione.

Il tutto è impreziosito da elementi tipici degli RPG volti a permettere una certa progressione degli eroi, e dalla presenza di una valuta in-game, spendibile in vari modi, per facilitare il completamento degli obiettivi proposti. A dispetto di un concept, come detto, molto semplice, Dota 2 sarà però tutt'altro che semplice da padroneggiare, poiché per diventare davvero inarrestabili dovrete dare necessariamente fondo a tutte le vostre capacità intellettive e armarvi di parecchia pazienza.

"Il titolo punterà tutto sull'arricchimento del concept di base, garantendo un'esperienza più profonda e completa."

Sotto il profilo concettuale questo secondo capitolo non rivoluzionerà nulla di particolarmente significativo, il che vuol dire che saranno riproposte le medesime dinamiche, meccaniche e alcuni dei personaggi e degli oggetti propri del primo Dota.

Al di là di una rinfrescata grafica e della tanto attesa implementazione di un'interfaccia più semplice e accessibile per l'acquisto degli oggetti, il titolo punterà tutto sull'arricchimento del concept di base, garantendo più che altro un'esperienza più profonda e completa di quanto già non fosse quella del primo Dota.

Il motore di gioco sarà senza dubbio una delle novità più evidenti, con effetti di luce ed effetti speciali più appariscenti rispetto al passato, mentre a stupire in maniera inferiore, almeno per il momento, è il comparto audio, con una leggera tendenza a esaltare eccessivamente alcuni frangenti di gioco.

Nel complesso Dota 2 appare comunque solido e privo di veri e propri difetti. L'unico ostacolo, se di ostacolo vogliamo parlare, sarà come sempre rappresentato dalla particolare community che da sempre caratterizza il brand e che, in un certo senso, ha dato vita a realtà più "tranquille e serene" e come ad esempio League of Legends.

Avvicinarsi al mondo di Dota non è infatti semplice per un eventuale neofita e questo non solo a fronte di meccaniche non proprio semplicissime da padroneggiare, ma soprattutto per una community tendenzialmente ostile verso i cosiddetti "noob".

"Avvicinarsi a Dota non è semplice per un neofita a causa di una community ostile verso i principianti."

Trattandosi di un titolo in cui il gioco di squadra è qualcosa di fondamentale e imprescindibile, è dunque facile intuire quale possa essere il rovescio della medaglia di una tale atmosfera, e considerando l'assenza di un comando di resa, vi sono parecchie possibilità che alcuni possano ritrovarsi a subire le angherie della squadra avversaria e dei propri compagni fino alla fine della partita di turno.

Valve si trova dunque di fronte ad una sfida psicologica piuttosto che tecnica, perché quando si apriranno le porte di Dota 2, in molti potrebbero interrogarsi più sulle caratteristiche dell'utenza che lo popolerà, piuttosto che sulle effettive qualità del prodotto prima di lanciarsi nella mischia.

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Riguardo l'autore

Davide Persiani

Davide Persiani

Redattore

Davide inizia a lavorare nel campo dell'editoria videoludica all'età di 16 anni. Dopo qualche anno di gavetta in Spaziogames e Play Media Company, subisce l'irresistibile fascino di Eurogamer.it.

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