Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco: La Battaglia del Santuario - hands on

Aspettando il settimo senso…

Dopo la tragedia che ha recentemente colpito il povero Kenshiro con Fist of the North Star: Ken's Rage, è normale avvicinarsi con una certa diffidenza a I Cavalieri dello Zodiaco: La Battaglia del Santuario, nato dall'impegno di Namco Bandai.

I fan del maestro della scuola di Hokuto sono rimasti profondamente delusi dal modo in cui il loro beniamino è stato trattato nel picchiaduro a scorrimento in stile Dynasty Warriors e, naturalmente, l'idea che ai Santi di Bronzo possa toccare la stessa sorte fa letteralmente rabbrividire i fan dell'opera di Masami Kurumada.

Nelle ultime settimane abbiamo passato diverse ore con un codice ancora incompleto de I Cavalieri dello Zodiaco: La Battaglia del Santuario, riscontrando diversi passi avanti rispetto all'esperienza fatta con Ken il Guerriero.

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Considerando che si tratta dell'adattamento di un anime la storia seguirà fedelmente le orme della sceneggiatura originale.
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Ogni livello permetterà al giocatore di vestire i panni di un cavaliere differente.

Il nuovo titolo dedicato a Saint Seiya sarà ancora basato su una struttura molto vicina a quella di Dynasty Warriors, ma questa volta sembra proprio che i programmatori abbiano tenuto maggiormente in considerazione i desideri degli appassionati, arricchendo il gioco di una serie di tocchi di classe davvero niente male.

Rispetto a Ken's Rage, infatti, il prodotto generale sembra molto più vicino allo spirito della serie a cui è ispirato, grazie anche alla presenza delle musiche e dei doppiatori dell'anime di riferimento. Ritrovarsi di fronte alla versione poligonale della sigla originale dell'anime dopo aver avviato il gioco mette davvero i brividi, soprattutto quando ci si rende conto che il riff di chitarra in sottofondo è proprio quello di Pegasus Fantasy, opening giapponese della prima serie animata.

Quando abbiamo assistito a questa finezza la nostra fiducia verso questo gioco è immediatamente schizzata alle stelle, spingendoci ad avviare l'avventura senza attendere oltre. Sfortunatamente, però, non tutto quello che ci siamo trovati di fronte dopo aver iniziato la storia ci ha esaltati come la sigla di apertura.

La Battaglia del Santuario si concentra sull'impresa delle 12 case, una corsa contro il tempo in cui Seiya (da noi Pegasus) e gli altri Cavalieri di Bronzo devono affrontare (e possibilmente sconfiggere) i fortissimi Cavalieri d'Oro per salvare la vita a Saori (o Lady Isabel, se preferite).

"La struttura della storia sembra scritta appositamente per realizzare un perfetto gioco d'azione"

La struttura della storia, già da sola, sembra scritta appositamente per realizzare un perfetto gioco d'azione, con tanto di divisione in livelli da percorrere e spettacolari scontri con i boss. La Battaglia del Santuario, infatti, approfitta ottimamente di questa struttura, chiedendo al giocatore di vestire i panni bronzei ora di un cavaliere, ora di un altro, per raggiungere la casa seguente (facendosi largo fra centinaia di infimi mob) e scontrarsi con il suo letale guardiano.

La sceneggiatura dell'anime viene seguita con una discreta coerenza, come dimostra chiaramente l'approccio con la casa del cavaliere dell'Ariete. Visto che nella serie originale la prima tappa viene sfruttata dai Cavalieri di Bronzo per riparare le armature ormai logorate da decine di combattimenti, nel gioco si trasforma nell'occasione perfetta per inserire un utile tutorial, indispensabile per apprendere al meglio tutte le possibilità offerte dal combat system.

Nella casa dell'Ariete, quindi, si imparano a eseguire le combo base alternando i due tasti di attacco (il Quadrato per gli attacchi deboli e il Triangolo per i forti), a colpire in volo, ad attingere al proprio cosmo per scatenare devastanti colpi speciali, a parare gli assalti nemici e a sfruttare al meglio la rapidità dei Cavalieri per uscire dalle situazioni più rischiose.

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Gli effetti speciali dei colpi sono ben realizzati e rendono l'idea degli attacchi originali che tanto abbiamo apprezzato nell'anime.
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Tramite la pressione prolungata di un tasto dorsale è perfino possibile potenziare gli attacchi mimando la costellazione del proprio cavaliere. Esaltante!

"Il sistema di combattimento si è rivelato essere basilare ma anche adatto al genere"

Il sistema di combattimento, tutto sommato, si è rivelato essere basilare ma anche adatto al genere, visto che permette di eseguire combo altamente spettacolari tramite la semplice pressione di pochi tasti. Dalla versione in nostro possesso non ci siamo potuti fare un'idea sulla quantità di combo sbloccabili, ma di sicuro non ci aspettiamo lo spessore di Ninja Gaiden.

A quanto abbiamo potuto vedere, tuttavia, i combattimenti più frenetici sono penalizzati dal movimento a volte troppo nervoso del cavaliere controllato dal giocatore (in particolar modo durante gli scatti improvvisi) e, soprattutto, da una gestione della telecamera che sembra tornare ad alcune sfortunate prove dell'era PlayStation 2.

Il riferimento alla passata generazione di console ci offre lo spunto perfetto per iniziare a parlare del comparto tecnico. Se è vero che le armature dei Cavalieri sono realizzate con una discreta cura nei dettagli, è altrettanto evidente quanto il lavoro globale in termini di pura tecnica non sia poi così convincente.

Per un giudizio definitivo vi rimandiamo, naturalmente, alla recensione che pubblicheremo il mese prossimo, ma nel frattempo possiamo anticiparvi che la prima impressione, sul fronte della grafica, non è delle più entusiastiche.

"Le animazioni dei personaggi e la realizzazione generale delle arene non sono all'altezza delle produzioni recenti"

Le animazioni dei personaggi e la realizzazione generale delle arene nel codice in nostro possesso, infatti, non sono all'altezza delle produzioni recenti, tanto che a volte ci è sembrato quasi di trovarci di fronte a uno dei tanti giochi delle collection HD tanto popolari in questo particolare momento storico.

I fan degli anime, comunque, sono tristemente abituati a trattamenti simili e, il più delle volte, si accontentano di avere tra le mani un titolo che riesca, nonostante una realizzazione tecnica non sempre all'altezza, a catturare lo spirito della serie di riferimento.

L'intro di Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco: La Battaglia del Santuario.

La Battaglia del Santuario ci riesce? È ancora presto per dirlo, ma di sicuro il titolo Namco Bandai è riuscito a farci tornare in un lampo ai lontani anni '90, quando da ragazzini seguivamo in tv le lunghissime corse dei Cavalieri di Bronzo sulle interminabili scalinate del Grande Tempio. Il che non è poco.

Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco: La Battaglia del Santuario uscirà in Europa l'8 marzo. Vi aspettiamo tra un mese esatto per la recensione!

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti Ŕ un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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