Hustle Kings - review

Nuova Vita per il biliardo?

Bell'invenzione, il biliardo. Una stanza fumosa e illuminata dalle billiard lamp che pendono dal soffitto, il panno verde rigorosamente riscaldato per minimizzare l'attrito, una rastrelliera dove disporre le stecche in religioso ordine e, sparsa qua e là, la polvere azzurrognola del gessetto: e poi loro, le 15 biglie suddivise in "piene" e "vuote" (o mezze, rigate o come preferite), lisce e lucenti come uno specchio.

Nel caso non l'aveste ancora capito, a me il biliardo piace parecchio. Sarà dunque per le numerose lezioni universitarie puntualmente bigiate a favore del tavolo più vicino, dove ci si scannava con la classica carambola o la terribile palla 8, o per il fatto di aver trascorso l'intera infanzia con un bar "biliardato" a pochi metri da casa, ma l'arrivo di Hustle Kings per PS Vita mi ha incuriosito parecchio.

Dopo l'esordio su PSN nei primi mesi del 2010, il titolo dei VooFoo Studios approda sulla neonata portatile di casa Sony con una nuova revisione rigorosamente touch, che cerca di bissare quando di buono fatto nella sorella maggiore offrendo un'esperienza virtuale quanto più simile e veritiera alla controparte reale. Nuovo hardware e nuova sfida, insomma: e tutto sommato, pur non essendo di fronte alla versione videoludica de La Stangata, anche un aspirante signor Quindicipalle come chi vi scrive può ritenersi soddisfatto.

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Il livello di dettaglio degli scenari, pur non raggiungendo gli standard di PS3, si fa ben apprezzare sul prestante OLED di Vita.

Le novità preponderanti di questo Hustle Kings investono ovviamente il sistema di controllo, studiato appositamente per garantire reattività e maneggevolezza. Il touchpad posteriore lascia diligentemente spazio ai comandi tattili anteriori, richiesti dall'intero set di azioni di gioco.

Touch e swipe, ad esempio, sono fondamentali per determinare l'angolo di tiro e calibrarne la potenza, per ruotare la visuale in modalità ball-cam o per effettuare il tiro vero e proprio in ciascuna delle tre modalità che a breve analizzeremo.

"Touch e swipe sono fondamentali per determinare l'angolo di tiro e calibrarne la potenza"

Lo stick sinistro è un valido sostituto dello swipe, che aiuta a muovere lo strumento di lavoro con più naturalezza quando c'è bisogno di maggior precisione: a tal riguardo, la pressione del pulsante cerchio permette di muovere la stecca con un'accuratezza ulteriore, necessaria per gestire al meglio i tiri più complessi (e tranquilli, ce ne saranno parecchi).

E proprio sul sistema di "tiro" vale la pena spendere qualche parola: Hustle Kings offre tre differenti tipologie di colpo, ciascuna delle quali richiede un controllo dei movimenti via via maggiore. La prima, "semplificata", è dedicata ai neofiti del biliardo e funziona in maniera analoga alla molla di un flipper, trascinando verso il basso l'apposito indicatore di una quantità proporzionale alla forza desiderata per poi rilasciare il tutto.

"Professionale" è invece la più complessa, ed obbliga il giocatore a compiere l'intero movimento (caricamento del tiro con uno swipe verso il basso, e colpo vero e proprio con un secondo swipe verso l'alto) tenendo conto sia dell'accuratezza, sia della velocità con cui esso è eseguito - determinando il colpo risultante di conseguenza. "Standard", infine, si inserisce a metà strada tra le due, con un controllo ancora a doppia mandata ma più accessibile del precedente.

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Al termine di ciascun tiro, oltre a ricevere informazioni sulla sua potenza e accuratezza, potremo osservarne il replay e salvarlo tra i ''preferiti''.

Se durante i match d'esibizione è possibile scegliere la tipologia di tiro preferita (a fianco della presenza e efficacia della mira assistita), nella modalità Carriera essa è stabilita dall'evento a cui si intende partecipare.

La carriera è articolata in un set di categorie (principiante, dilettante e via dicendo), composta ciascuna da un numero variabile di eventi che spaziano dalla classica carambola alla palla 8, dalla palla 9 americana a quella britannica, passando per eventi speciali come quelli a tempo / a numero massimo di tiri (in cui, in sostanza, bisogna ripulire l'intero tavolo senza uscire dai suddetti vincoli) o per i temibili colpi da maestro.

"Le novità preponderanti di questo Hustle Kings investono ovviamente il sistema di controllo"

Vincere un evento, oltre a sbloccare immancabili avatar e l'accesso a quello successivo, premia il giocatore con un quantitativo variabile di soldi virtuali - indicati con HKC - da spendere nell'apposito store in-game (per acquistare gessetti, nuovi avatar, stecche o biglie personalizzate) o per pagarsi l'ingresso agli eventi più prestigiosi.

Quanto acquistato nel negozio di Hustle Kings, sia chiaro, è per lo più limitato alla sola customizzazione del gioco: per mettere le mani su effettivi bonus di gameplay o su aggeggi utili a renderci più agguerriti sul tavolo, l'unica soluzione è rappresentata dal PSN e dal nostro portafoglio - quello vero, purtroppo.

Se da un lato Hustle Kings offre una varietà ludica ragguardevole, incarnando alla perfezione lo spirito del mobile gaming fatto di partite veloci "a tempo perso", dall'altro viene parzialmente penalizzato da un sistema di inquadrature piuttosto macchinoso.

Godiamoci insieme il trailer del gioco.

Tre sono le telecamere a nostra disposizione: una canonica, che inquadra il tavolo dalla classica prospettiva isometrica, una aerea - o top-down - che offre una vista dall'alto utile per tener sott'occhio in un sol colpo la disposizione delle varie palle e, non ultima, una ball-cam posta "alle spalle" della boccia battente.

"Quanto acquistato nel negozio di Hustle Kings è per lo più limitato alla sola customizzazione del gioco"

Proprio quest'ultima, di fondamentale importanza per osservare la traiettoria dei colpi più complessi (quelli, per intenderci, che richiedono di far saltare la battente o di imprimerle un particolare effetto), impedisce al giocatore di aggiustare la posizione della stecca, permettendogli soltanto di osservare la sua posizione attuale utilizzando il giroscopio per muovere la telecamera.

Per modificare il tiro, dunque, è necessario passare ad una delle due rimanenti visuali, incapaci di riflettere a dovere l'angolo di "attacco", effettuare un fine aggiustamento e tornare alla camera sulla biglia per osservare i risultati. Nulla di così faticoso, trattandosi soltanto di premere il trigger destro, ma indubbiamente scomodo quando si tratta di sfide a tempo o di gare contro sfidanti più avanzati.

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La mira assistita è un ausilio particolarmente utile, specie quando si tratta di far saltare la biglia battente o di imprimerle effetti oltre la fisica.

La loro intelligenza artificiale, infatti, è particolarmente agguerrita e poco incline alla resa incondizionata. Superati i primi eventi introduttivi, Hustle Kings dismette ogni atteggiamento di bonarietà e mostra il suo lato più perfido, fatto di buche millimetriche e sponde da capogiro: non mancheranno certo errori grossolani o buche scontate sbagliate clamorosamente, ma si tratta comunque di rare eccezioni.

Giocare senza mira assistita, specie negli ultimi eventi, rende il tiro perfetto una lontana chimera: e visto che gli avversari non verranno certo incontro alla nostra inesperienza, l'unica cosa da fare è insistere ed allenarsi. Se la sfida contro bot dovesse stufarvi anzitempo, Hustle Kings offre un interessante comparto multiplayer articolato su stanze, al cui interno è possibile chattare con altri giocatori e - cosa più interessante - scommettere il sudato denaro guadagnato sul tavolo da gioco (i sonanti HKC) negli scontri in multi.

Nelle nostre prove, il matchmaking si è dimostrato un po' troppo ballerino, evidenziando qualche difficoltà a trovare una partita libera (una situazione comunque comprensibile, vista l'iniziale penuria di contendenti). Una volta avviato il match, comunque, tutto è filato correttamente senza lag o rallentamenti.

Dal lato tecnico, il lavoro grafico fatto su PS Vita non fa rimpiangere quanto visto su PS3. Non saremo certo di fronte a modelli elaborati e traboccanti poligoni, ma il livello di dettaglio e la resa visiva, illuminazione in primis, sono più che soddisfacenti; buona anche la fisica del gioco, puntuale e verosimile - esclusion fatta per alcuni movimenti della stecche, che passano indenni attraverso biglie e sponde del tavolo. L'assenza di qualsiasi forma di vita all'interno delle stanze riduce un po' il senso di immersione in game, che però viene sopperito totalmente dalla spinta agonistica dei match più avanzati.

"Il lavoro grafico fatto su PS Vita non fa rimpiangere quanto visto su PS3"

Nel suo complesso, dunque, l'integrazione di Hustle Kings nell'universo tattile e sensoriale di PS Vita può considerarsi riuscita. L'aspetto simulativo del gioco, vero cuore dell'IP di VooFoo Studios, appare convincente e solido, al di là delle citate imperizie delle telecamere e di una gestione dei movimenti alle volte macchinosa.

Le tipologie di incontro sono abbastanza numerose da soddisfare i palati più esigenti, che potranno diligentemente chiudere un occhio anche sopra una stecca che si muove per magia sospesa nell'aria. E considerando che acquistando la versione PS Vita del gioco ci troveremo tra le mani non solo la controparte PS3 come bonus aggiuntivo, ma anche la possibilità di sfide in cross play su PS3 e Vita, per questa volta possiamo ritenerci soddisfatti.

7 /10

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Riguardo l'autore

Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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