Steel Battalion: Heavy Armor - prova

Kinect, ma sul serio.

Forse non è molto bello dirlo ma almeno fino a questo punto la sensazione è che, per usare un eufemismo, le potenzialità di una periferica come Kinect non siano state sfruttate esattamente al massimo. I party game vanno bene, intendiamoci, ma è da molto che da questo sistema di controllo ci si attende qualcosa in più.

Un passo in avanti nella direzione giusta potrebbe arrivare da Steel Battalion: Heavy Armor. Qualcuno si ricorderà di questa originale serie Capcom e del suo voluminoso controller. Bene, qualunque dato abbiate in memoria spazzatelo via, perché si ricomincia da capo.

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L'engine proprietario fa un buon lavoro per portare in vita il mondo ucronico del gioco.

La terza installazione della serie, infatti, fa uso proprio del controller Microsoft e nel corso della presentazione l'episodio ci viene introdotto come "il primo hardcore game per Kinect". Troppo ambizioso? Forse, ma c'è sicuramente un fondo di verità.

Riassumendo, il gioco mette al comando di un mech camminatore definito anche VT, Vertical Tank. La premessa di questo Heavy Armor è che nel 2082 ogni sorta di computer e dato informatico sarà stato spazzato via da quasi mezzo secolo a causa di un virus, un batterio ghiotto di silicio se abbiamo ben capito. Per farsi la guerra l'Umanità ritorna quindi agli unici armamenti di cui abbia memoria, quelli in uso nel 1945.

Questa sorta di universo ucronico serve come sfondo per una narrazione che prevede la Cina padrona incontrastata di mezzo globo e gli american boys che tentano la riconquista della loro patria servendosi della fanteria e di questi "Tank Verticali".

Il presupposto non brilla per originalità ma la storia è raccontata decisamente bene attraverso filmati molto suggestivi e in ogni caso l'ambientazione funziona ottimamente, creando un valido teatro all'interno del quale dipanare il conflitto immaginario.

"Che non si tratti di un gioco superficiale lo si comprende subito"

Che non si tratti di un gioco superficiale lo si comprende subito. Il tutorial introduttivo prende la bellezza di venti minuti, da seguire fino all'ultimo secondo per comprendere appieno come padroneggiare il titano metallico prima di guidarlo in battaglia.

L'idea è che si giochi stando seduti e senza mai abbandonare il controller. Il sistema, infatti, può essere descritto come un ibrido tra il tradizionale uso di stick e pulsanti, per governare fuoco e movimento, e il sensore Kinect per tutto ciò che riguarda il pilotaggio all'interno della cabina.

A volte sarà necessario alzarsi allo scopo, per esempio, di aprire il portellone superiore e affacciarsi, magari per dare uno sguardo all'ambiente a occhio nudo o con il binocolo, ma anche per liberarsi dalla fanteria sottostante lanciando qualche granata.

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Un tank verticale non è piacevole da trovarsi davanti per la povera fanteria.

Gli strumenti da manovrare con i gesti comprendono, tra gli altri, il puntamento delle armi, lo zoom, l'uso della minimappa tattica e il controllo degli indicatori di munizioni e carburante. Scordiamoci di trovare casse di proiettili o taniche di benzina da raccogliere: una volta a secco saremo nei guai, ma ci viene assicurato che giocando in modo intelligente capiterà assai di rado.

La cabina è come un mondo separato dove succedono molte cose. Oltre a noi ospita altri quattro soldati, ognuno dei quali con i suoi compiti operativi. L'interazione con i compagni di squadra è una delle chiavi del gioco, dal momento che le loro storie diventeranno le nostre e l'affiatamento sarà vitale, come tra veri commilitoni.

Affezionarsi a loro sarà facile ma rischioso, poiché su campi di battaglia così violenti la morte è sempre in agguato e se qualcuno dovesse rimanere vittima non potremo portarlo indietro. Il posto del nostro amico verrà preso da uno dei trentadue disponibili lasciandoci con un lutto da gestire.

"La cabina è come un mondo separato dove succedono molte cose"

È tecnicamente possibile arrivare in fondo all'avventura con gli stessi compagni con cui la si è iniziata, ma si tratta di un'impresa molto ardua. Il finale, comunque, ricompenserà chi è stato tanto abile da riuscirci, anche se non è ancora dato sapere in che modo.

S'interagisce con il resto dell'equipaggio dando e ricevendo indicazioni sul da farsi, abbaiando ordini o stringendosi la mano dopo un colpo andato a segno. In casi estremi, però, bisognerà ricorrere alle maniere forti.

Sono infatti previsti degli eventi casuali che ricreano situazioni piuttosto tese. Un'eccessiva pressione del nemico potrebbe infatti far cedere i nervi a qualcuno, che tenterà di mettersi in salvo aprendo uno dei portelloni. Starà a noi riagguantare il fuggiasco e rimetterlo al suo posto, magari ricorrendo a qualche sonoro sganassone tanto per ricordare a tutti chi comanda.

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La vita è dura nell'abitacolo di un VT. Qui nascono, e muoiono, grandi amicizie.

Riuscendoci la situazione tornerà sotto controllo, ma non è da escludere che afferrando il malcapitato per le gambe riporteremo nell'abitacolo soltanto quelle, con il resto del corpo tranciato da un'esplosione o una raffica. A quel punto le cose si metteranno male, perché dovremo ricoprire anche i compiti del compagno deceduto oltre ai nostri.

"Le scene forti non mancano. Steel Battalion: Heavy Armor non ci va certo leggero"

Scene forti di questo tipo non mancano. Steel Battalion: Heavy Armor non ci va certo leggero e lo dimostra nel livello che abbiamo potuto provare, quello dello sbarco di Manhattan Beach. Il riferimento alla Normandia è più che ovvio: immaginate la scena iniziale di Save Private Ryan, aggiungete dei torreggianti mech, spruzzate tutto di corpi mutilati e avrete un'idea di cosa vi aspetta.

La versione del gioco sulla quale abbiamo potuto mettere le mani era una build quasi definitiva. La grafica ci è parsa più che soddisfacente, così come i dialoghi e la recitazione, in lingua originale con sottotitoli in Italiano. Il pilotaggio richiede un certo apprendimento e non aiuta il fatto che il livello di difficoltà non sia regolabile.

A integrare la campagna single player sarà presente una modalità multiplayer online fino a quattro giocatori e diverse possibilità di personalizzazione del Vertical Tank in termini di armamento, corazza, emblemi, colori e così via.

A causa delle sue peculiarità, infine, Steel Battalion: Heavy Armor sarà disponibile solo per Xbox360. Il team, infatti, ha lavorato con Microsoft al fine di sfruttare al massimo Kinect e introdurre gesti specifici per il gioco.

In attesa della recensione completa, il consiglio è di tenere d'occhio questo titolo. Per quelli che si erano ormai rassegnati ai party game potrebbe essere un buon motivo per soffiare via la polvere dalla confezione di Kinect o, addirittura, acquistarne uno per l'occasione. La demo per provare di persona il gioco è già su Xbox Live.

Steel Battalion: Heavy Armor è previsto per il 22 giugno solo per Xbox 360.

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Riguardo l'autore

Mike Ortolani

Mike Ortolani

Redattore

Dopo un passato di musicista, incontra il buon Silvestri che lo coinvolge con Eurogamer. Mike ne è entusiasta, ma nel suo animo è ancora abbastanza sicuro di essere un musicista.

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