Aliens: Colonial Marines - preview

Ancora una volta escono... dalle fottute pareti!

Sono solo, ho pochi colpi in canna, l'unico rumore oltre a quello della pioggia che batte sul container in cui mi sono nascosto è l'ossessivo ticchettare del rilevatore di movimento e non so cosa mi aspetta fuori.

In qualunque altra situazione direi che ho avuto momenti migliori, ma in quanto fan della saga di Alien posso senza dubbio affermare che non vorrei trovarmi un nessun altro posto al mondo.

Dopo aver fatto salire l'hype con i trailer e averci mostrato cosa contiene l'edizione per collezionisti, Gearbox Software e Sega sono finalmente pronti per farci mettere le mani sul gioco, che è esattamente ciò che abbiamo fatto in queste caotiche giornate a base di E3.

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Come vedete, l'atmosfera non manca.

Il titolo ha avuto uno sviluppo decisamente travagliato. Quello che era stato annunciato come un gestionale tattico in terza persona è stato trasformato in corso d'opera in uno sparatutto, per renderlo più accessibile al grande pubblico. Una scelta che lo fa ora assomigliare molto ad altri titoli (dalle alterne fortune) che hanno sfruttato l'ambientazione creata da H.R. Giger.

Purtroppo all'interno dell'ampio stand Sega, al centro del quale faceva bella mostra di sé un a regina aliena, era possibile possibile provare soltanto il deathmatch a squadre dalla parte dei Marines.

Pertanto non sappiamo ancora come si svilupperà la campagna single player (non mi stupirei se ci trovassimo di fronte a un gameplay ampiamente scriptato), ma qualche match è stato comunque sufficiente per capire se Gearbox è stata in grado di cogliere il senso di terrore, isolamento e spirito di corpo che caratterizza il secondo capitolo della saga cinematografica.

Prima di darsi alla disinfestazione, è importante dotarsi dell'equipaggiamento adeguato. La scelta principale varia dal classico fucile a impulsi al fucile a pompa, passando per il lanciafiamme, mentre nel resto dell'equipaggiamento spicca su tutti l'imprescindibile sensore di movimento. Un accessorio da avere non solo perché è in grado di farvi sentire all'interno del film non appena lo equipaggiate, ma anche perché potrebbe salvare la vita a tutta la squadra. Peccato che se lo impugnate non potete sparare.

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Ecco che succede quando un alieno prende i potenziamenti: spremuta di Marine.

"È importante dotarsi dell'equipaggiamento adeguato. La scelta principale varia dal classico fucile a impulsi al fucile a pompa, passando per il lanciafiamme e il sensore di movimento"

Come avrete capito, il gameplay del multiplayer di Colonial Marines è totalmente asimmetrico. Il team degli umani si comporterà piu o meno come qualunque altro umano presente negli fps, sparando a tutto ciò che si muove, mentre il team degli alieni può sfruttare le abilità degli xenomorfi, percependo i marine al di là dei muri, arrampicandosi su ogni superficie e saltando addosso all'avversario per farlo a pezzi.

Questo porta entrambi i team a sviluppare naturalmente alcune tattiche, quindi se da una parte i marine saranno portati a rimanere in gruppo e controllare ogni angolo coprendosi a vicenda, dall'altra gli alieni punteranno subito al corpo a corpo, magari lasciando che una creatura funga da esca mentre i suoi compagni sfruttano tetti e condutture per arrivare alle spalle del nemico.

Anche se qualche colpo di fucile a pompa ben piazzato può essere un'ottima cura contro le invasioni aliene, gli xenomorfi sono semplicemente letali una volta arrivati al corpo a corpo.

Come se non bastassero i loro artigli, gli alieni possono attaccarsi ai marine e smembrarli con mosse altamente spettacolari. Una volta preso, un marine non può difendersi e la sua esistenza dipende interamente dai suoi compagni, che hanno pochissimi secondi per uccidere l'alieno ed evitare che il loro compagno diventi una macchia rossa per terra.

Un trailer per Aliens: Colonial Marines

"Gli alieni possono attaccarsi ai marine e smembrarli con mosse altamente spettacolari: una volta preso, un marine non può difendersi e la sua esistenza dipende interamente dai suoi compagni"

Per questo motivo è fondamentale rimanere in gruppo. Un umano può davvero poco di fronte ad un alieno, figuriamoci quando si trova davanti un branco di xenomorfi che può percepirlo attraverso i muri e arrivagli addosso da ogni direzione. Dall'altra parte, un singolo alieno non ha speranze contro un gruppo armato e coordinato.

Da quanto visto, la possibilità che i marine subiscano danni dal sangue acido degli alieni non è stata implementata. Forse una scelta necessaria per non rendere troppo sbilanciato un gameplay in cui il senso di vulnerabilità e già inusualmente (ma giustamente) alto per un FPS.

A rendere le cose più interessanti ci sono anche dei power-up, oggetti strategicamente posizionati all'interno della mappa che possono garantire un vantaggio temporaneo a una delle due fazioni.

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In Colonial Marines non c'è tempo per mirare, si spara semplicemente a tutto ciò che si muove.

Nel caso dei Marines, il bonus è un minigun dotato di ricerca automatica particolarmente efficace, mentre dalla parte degli alieni il giocatore che prende il power-up si trasforma in un alieno più grosso e più veloce, particolarmente resistente ai colpi d'arma da fuoco.

Al momento non si sa quali saranno gli altri power-up disponibili, e neppure se questo tipo di bonus farà parte della mappa definitiva e in quale quantità, ma di sicuro li troverete nella versione finale.

Pur non avendo potuto provare il multiplayer dal lato degli alieni, una cosa pare certa: quando giocherete con uno di quei granchiacci zannuti, la visuale si sposterà dalla prima alla terza persona, così da garantire una maggiore consapevolezza degli ambienti, soprattutto quando ci si trova testa in giù.

Ovviamente, come accade in tutti i multiplayer competitivi, ogni uccisione, assist e aiuto genererà dei punti che andranno ad aumentare i gradi del nostro soldato e a sbloccare equipaggiamento aggiuntivo. Purtroppo, nel nostro caso le statistiche venivano resettate dopo ciascuna partita, quindi non c'è stata possibilità di vedere cosa ci aspetta.

"Nei panni degli alieni, la visuale si sposterà dalla prima alla terza persona per garantire ai giocatori una maggiore consapevolezza degli ambienti"

Una caratteristica interessante, anche se non totalmente originale, è che gli avanzamenti nel multiplayer influenzeranno quello nella modalità singola e viceversa.

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L'immancabile lobby pre-match in cui lanciarsi gli ultimi insulti.

Quindi potrebbe capitarvi di sbloccare un fucile in multi che vi ritroverete nella campagna principale, e che magari potrebbe aiutarvi a superare un punto particolarmente difficile.

L'unica obiezione che mi sento di muovere a questa prova è che, tutto sommato, il deathmatch a squadre contro gli alieni non è qualcosa di mai visto ma, stando a quanto detto dagli sviluppatori, altre modalità multigiocatore ci attendono.

Addirittura alcune di queste potrebbero includere una componente narrativa, che potrebbe risultare decisamente più interessante delle classiche sfide a cui siamo abituati.

Certo, quanto provato è senza dubbio molto divertente, ancora più divertente se apprezzate la serie (e spero per voi sia così), ma escluso il setting, al momento, c'è molto poco a separare Aliens: Colonial Marines dalla vastità di FPS in circolazione.

Non ci resta che aspettare, tenendoci i dubbi su come sia giocare con gli xenoformi: un dubbio che speriamo di toglierci presto.

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fantoni

Lorenzo Fantoni

Redattore

Dentro un rugbista di 110kg dedito agli stravizi, batte il cuore di nerd vecchio stampo con lo sguardo perennemente abbronzato da uno schermo, anche d'estate.

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