Splinter Cell: Blacklist - prova

Sam Fisher si nasconde tra gli stand della Games Week.

Con un nuovo capitolo di Metal Gear Solid annunciato da poco in via ufficiale e Hitman: Absolution praticamente dietro l'angolo, il rischio di perdere definitivamente le tracce del più famoso "Numero Tre" dell'universo stealth non era un'evenienza così lontana.

Fortunatamente (per voi) la sagoma muscolosa del vecchio Sam Fisher non è sfuggita ai nostri segugi, nonostante l'appostamento un po' ombroso. E vista l'importanza dell'occasione, non potevamo certo lasciarci sfuggire la succulenta possibilità di testare con mano un interessante estratto della nuova declinazione del celebre marchio di Ubisoft, Splinter Cell: Blacklist.

Con l'episodio precedente, Conviction, parecchie carte in tavola erano cambiate. L'approccio stealth da sempre marchio di fabbrica della saga aveva lasciato posto a un titolo action più frenetico e violento, con un Sam Fisher quasi in assetto Rainbow Six.

Nonostante tutto, le atmosfere ricche di tensione, la narrazione complessa e sfaccettata e il carisma del protagonista magari non hanno colpito proprio nel centro, ma non ci sono andate nemmeno troppo distanti. Conviction è piaciuto, con tutti i se e i ma del caso, ma dobbiamo ammettere che è riuscito almeno in parte nell'intento di "svecchiare" un personaggio da sempre icona di un genere specifico.

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Il dettaglio grafico raggiunge livelli davvero impressionanti. Merito anche del nostro eccellente banco di prova.

La domanda, a questo punto, è più che lecita: cosa aspettarci da questo Blacklist? Un ritorno alle origini del vecchio Sam? Oppure la manovra di "ammodernamento action" intrapresa in Conviction verrà ulteriormente perpetuata? La risposta ci arriva ancora una volta dagli stand della Games Week, dove abbiamo nuovamente incontrato il buon Sam Fisher nella regione sperduta del Mirawa, in una classica (beh, più o meno) missione di infiltrazione nella piccola base di Jadid.

"Gli eventi narrati in Blacklist hanno luogo tre anni dopo quanto accaduto in Conviction"

Gli eventi narrati in Blacklist hanno luogo tre anni dopo quanto accaduto in Conviction. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Patricia Caldwell, dichiara ufficialmente morta Third Echelon e ordina l'immediata cessazione di ogni operazione ad essa connessa. Dalle ceneri dell'agenzia corrotta nasce dunque Fourth Echelon, un team fiammante di agenti del Governo, provenienti dalle più disparate e migliori agenzie sulla piazza, in servizio permanente in tutto il mondo per portare a termine missioni assegnate loro dalla stessa Caldwell. E manco a farlo apposta, al vertice di questa neonata unità operativa troviamo l'amico Fisher.

Mentre Fourth Echelon è impegnata quasi completamente nell'abbattere ogni attività segreta del proprio predecessore, un gruppo di dodici terroristi internazionali particolarmente intolleranti alle basi militari americane sparse quasi in ogni angolo della terra danno il via ad un piano chiamato "Blacklist", un'escalation di attacchi terroristici all'interno del territorio americano. Fisher e soci, ovviamente, dovranno trovare e fermare gli sciagurati, impedendo a Blacklist di raggiungere il proprio "pirotecnico" finale.

Nel corso della fiera milanese abbiamo potuto provare in prima persona una demo del gioco. La nostra reazione a questo Blacklist è complessivamente positiva, anche se è impossibile non nascondere qualche sano dubbio. Se da un lato ci siamo approcciati a un gioco dalla componente tecnologica notevole, dall'altro appare ormai evidente come la serie stia iniziando a perdere le proprie radici.

"Nel corso della fiera milanese abbiamo potuto provare in prima persona una demo del gioco"

Persino Fisher appare diverso, e non per l'effetto degli anni trascorsi. Una nuova tuta da far invidia a Kojima e il set di inedite armi ultra tecnologiche indicano abbastanza chiaramente come Fisher non sia più quel soldato silenzioso dalla voce profonda come una caverna e a proprio agio nell'oscurità.

Il nuovo Sam è un super agente che si arrampica sulle pareti al pari di Ezio Auditore, capace di spedire al creatore nove soldati in nove secondi se gozzandone un decimo senza nemmeno interrompere la propria corsa. Contestualizzandolo nel genere action, Blacklist appare un titolo convincente e frenetico, caratterizzato da un valido sistema di coperture, da un'intelligenza nemica raffinata e prestante e, cosa più interessante, dalla possibilità di raggiungere l'obiettivo corrente seguendo percorsi differenti.

Tra le feature di maggior rilievo, a fianco della possibilità di eliminare in movimento alcuni nemici, torna il Mark & Execute, che permette di marchiare un massimo di 4 obiettivi (entro una specifica area) per poi freddarli con un colpo alla testa. Per sfruttare tale feature dovremo eseguire un sufficiente numero di uccisioni corpo a corpo, siano esse silenziose o meno.

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La componente action è apparsa preponderante rispetto alle possibili fase stealth. Certo, una balestra che spara cariche elettriche non aiuta certo a mantenere un basso livello.

Nonostante l'evidente piega action, tuttavia, nessuno vieta di utilizzare un approccio stealth laddove possibile, e in più di qualche circostanza tagliare col coltello una tenda nemica, entrarvi da dietro e sgozzare silenziosamente il soldato che la pattuglia, farà risparmiare proiettili e fastidiosi allarmi. Fisher, dal canto suo, pare aver imparato una nuova serie di tecniche estremamente crudeli per far perdere i sensi o ammazzare silenziosamente chiunque gli rivolga le spalle.

"Nonostante l'evidente piega action, nessuno vieta di utilizzare un approccio stealth"

La presenza di nuovi gingilli come esplosivi radiocomandati a distanza e balestre capaci di generare una scarica elettrica friggendo chiunque si trovi con i piedi immersi nell'acqua o, già che ci siamo, la possibilità di chiamare il supporto aereo per bombardare un'area circoscritta, la dicono abbastanza lunga su come il Fisher di Blacklist si sia evoluto rispetto a quello dei primi capitoli targati Ubisoft.

Ma attenzione, non lasciamoci trarre in inganno dalle apparenze. Se da un lato chiunque abbia più di qualche primavera sulle spalle e abbia trascorso pomeriggi nell'ombra, eludendo telecamere e scivolando alle spalle di soldati ignari dell'imminente destino, potrebbe non apprezzare la piega assunta dalle meccaniche di questo Blacklist, dall'altro stiamo comunque parlando di un action di indiscutibile caratura, dal gameplay apparentemente calibrato e robusto e, non ultimo, contraddistinto da un impianto tecnologico di primissimo ordine.

Splinter Cell: Blacklist è la classica gioia per gli occhi, un'esperienza frenetica che scorre con un frame rate stabile come una pietra senza lesinare esplosioni volumetriche e particellari incantevoli. Impossibile non notare l'incredibile lavoro di modellizzazione e ricerca del dettaglio dei personaggi, tanto di Fisher quanto degli NPC secondari.

"Il nostro banco di prova è stato un prestante Asus CG8890, un mostro da 3500 euro di prezzo"

Certo, il nostro banco di prova (un prestante Asus CG8890 equipaggiato con un Intel Core i7 3960X Extreme Edition, 16 GB di RAM DD3 Dual Channel e un'ancor più prestante NVIDIA GTX690 con 4 GB di GDDR5) ci ha permesso di godere di Blacklist al massimo livello, senza nemmeno l'ombra di un rallentamento o di eventuali scatti nelle situazioni più concitate. Tuttavia, il lavoro effettuato dagli sviluppatori di Ubisoft merita a pieno diritto la nostra menzione.

Nell'attesa di nuovi dettagli, fareste bene a tenere questo Splinter Cell: Blacklist sotto stretta osservazione. L'ultimo tassello dell'acclamato marchio di casa Ubisoft non rappresenterà magari il paradigma più classico dello stealth game, ma indubbiamente si candida come uno dei titoli più interessanti della prossima annata fiscale.

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Riguardo l'autore

Alberto Destro

Alberto Destro

Redattore

Eterno Peter Pan intrappolato nel corpo di un trentenne, ha barattato la propria ombra per tastiera e controller. Il tutto per la gioia dell'adorata moglie, che si chiede cos'ha fatto per meritarsi un tale nerd.

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